"Rc auto verso l'addio alla sospensione della polizza."

Con questo titolo, il quotidiano Il sole 24 ore, comunicava, il 26 ottobre 2021, una ferale notizia a tutti i possessori di automobile (e non solo).

Onde possibile, però, ci ha pensato il settimanale Panorama ad essere ancora più chiaro e diretto:

"Talebani Ue contro auto e moto, addio alla sospensione della polizza RC."

Insomma, verrebbe proprio da dire "Mai 'na gioia" per i proprietari di automobili che tra bollo, assicurazione, revisione, manutenzione, hanno di che divertirsi ogni anno.

Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, i vari Stati avranno tempo due anni per adeguarsi. 

Assicurazioni auto: cosa è la RCA

Innanzitutto, quando si parla di RCA (Responsabilità civile auto) a cosa ci si riferisce?

Si tratta dell'assicurazione che copre i danni cagionati involontariamente a terzi (persone o cose) derivanti dalla circolazione del veicolo oggetto dell'assicurazione stessa.

In Italia, la RCA, è stata istituita con la Legge 990 del 24 dicembre 1969 e successive modifiche, revisioni e aggiustamenti, culminati nell'integrazione della stessa nel Nuovo Codice delle assicurazioni private, entrato in vigore nel 2007.

Quando il veicolo (che sia un'auto, un autocarro, una moto, etc) è su suolo pubblico, deve essere quindi provvisto di copertura assicurativa. Obbligatoriamente. Non tutti i mezzi di trasporto sono considerati veicoli, però.

Ad oggi, ad esempio, lascia perplessi l'assenza di obbligo da copertura assicurativa per quanto riguarda i mezzi che fanno parte della cosiddetta micromobilità elettrica (monopattini elettrici, ad esempio).  Nonostante le problematiche che la loro circolazione comporta e ha già determinato. In tale ambito, la direttiva europea lascia ai vari Stati la facoltà di imporre una eventuale copertura assicurativa.

E se non uso l'auto, la moto, cosa posso fare?

Posso chiedere la sospensione del contratto. Vediamo di cosa si tratta.

Assicurazioni auto: cos'è la sospensione

La sospensione è la facolta di poter sospendere il contratto assicurativo nel momento in cui non si utilizza il veicolo oggetto dello stesso. Condizione essenziale è che il veicolo per il quale si chiede la sospensione del contratto di assicurazione non sia parcheggiato su suolo pubblico ma ricoverato in un box auto o comunque in un'area privata.

Normalmente, la richiesta della sospensione viene fatta restituendo alla compagnia assicurativa il certificato di assicurazione, nonchè la carta verde (anche se ora è di color bianco). Il periodo minimo affinchè la sospensione abbia un senso è di solito pari a 30 o 60 giorni, mentre la durata massima della sopensione è pari a 12 mesi.

Cosa significa?

Significa che la sospensione proroga la scadenza del contratto per il periodo pari a quello dei giorni in cui rimane sospeso. Una clausola molto utile soprattutto per coloro che usano autovettura per pochi mesi all'anno (ad esempio relativamente alle seconde case, o a chi, magari vive sei mesi in una zona e sei mesi in un'altra).

Valenza ancora più importante, la sospensione, la riveste per i motoveicoli o ciclomotori il cui utilizzo, solitamente, è di natura stagionale.

C'è inoltre da evidenziare un altro aspetto che rende, ad oggi, la sospensione, come un qualcosa di estremamente favorevole. Pensiamo ad esempio alle regioni del centro sud nelle quali, in media, le coperture assicurative sono decisamente più elevate rispetto ad altre zone del Paese.

Ecco, un assicurato residente a Napoli o a Roma, può oggi trarre giovamento economico dalla possibilità di sospendere la propria polizza relativa all'auto o alla moto. Se non usa il mezzo, la possibilità di "bloccare" l'assicurazione, costituisce una forma di risparmio decisamente importante.

Ecco, venendo meno questa possibilità, si creerà comunque una forma di discriminazione, perchè ad essere più penalizzati saranno sempre gli assicurati della parte centro-meridionale del nostro Paese.

Assicurazioni auto: perchè si va verso l'abolizione della sospensione

Se questa clausola contrattuale è così utile e vantaggiosa, perchè si va verso l'abolizione della stessa?

Per uniformarsi a quanto prevede la normativa europea e, nello specifico, alla modifica della direttiva 2009/103.

In cosa consiste la modifica di tale direttiva? Nel modo di intendere l'auto che è considerata l'oggetto dell'assicurazione, indipendentemente che sia in movimento o ferma, in un box o su area pubblica. Dovrà inoltre essere eliminata, a livello normativo italiano, la differenza tra aree pubbliche e private. 

In sintesi, come riporta il sito quifinanza.it:

"L'assicurazione andrà pagata anche se il mezzo non viene utilizzato. Chi quindi parcheggia l'auto nel proprio cortile o nel garage, in un terreno privato o in un ricovero al chiuso, dovrà comunque avere l'assicurazione Rc-auto. E ciò indipendentemente dal fatto che il mezzo non venga messo in circolazione."

Bella gatta da pelare, quindi, specialmente per automobilisti e motociclisti, ma anche per coloro che sono proprietari di un autocarro che utilizzano saltuariamente.

Pensiamo infatti a quanti, ad esempio, hanno un furgone che utilizzano per lavori saltuari, magari per arrotondare un po' lo stipendio con lavoretti extra. Pensiamo a quelle attività che invece sono stagionali e quindi, con un parco mezzi ampio a disposizione, utilizzano la possibilità offerta dalla sospensione del contratto per risparmiare costi nei periodi di minor lavoro. 

Pensiamo a tutti coloro che hanno magari un vecchio furgone nel garage o nel deposito, da utilizzare proprio in casi di emergenza. Dover pagare ugualmente l'assicurazione, si tramuterebbe in un nuovo incremento dei costi, con ovvie ripercussioni sul bilancio annuale.

Assicurazioni auto: cambia il concetto di veicolo

Come accennato prima, quindi, in ambito normativo europeo, quello che cambia, è il concetto di veicolo (inteso in senso lato). 

Se un veicolo è utilizzato per finalità differenti rispetto al traporto, allora non sarà necessaria la copertura Rc auto. Può essere questo il caso dei mezzi usati come piattaforma, ad esempio.

In qualsiasi altro caso, il veicolo viene invece considerato come mezzo di trasporto e quindi, indipendentemente dal fatto che sia utilizzato o meno, la copertura assicurativa relativa alla Rc auto, dovrà, obbligatoriamente essere attiva. A meno che, non lo si renda inidoneo alla circolazione (un veicolo sprovvisto di motore, ad esempio).

Il concetto, in sè, è evidentemente un po' forzato

E se il veicolo viene rubato? Cosa succede ora? E cosa succederà?

Assicurazioni auto: il caso del furto d'auto

Le attuali norme presenti nei contratti assicurativi prevedono che, in caso di furto dell'auto, l'assicurato abbia diritto al rimborso della quota di Rca non goduta.

Occorre ovviamente fare la denuncia presso la competente autorità e poi farla avere alla propria compagnia assicurativa. Una volta ricevuta la documentazione corretta, l'assicurazione provvede all'annullamento del contratto in essere e al rimborso della quota di premio già pagata ma di cui l'assicurato non potrà godere.

Cosa succederà domani?

Questo ancora non è dato sapersi, in quanto, ad oggi, non ci sono elementi sufficienti utili per dare una risposta certa al quesito. Non si capisce quindi se, anche in caso di furto, la polizza dovrà rimanere comunque attiva, se si ricorrerà a forme di garanzia tipo il Fondo vittime della strada o se verranno individuate o create formule alternative di responsabilità civile per tutelare il terzo eventualmente danneggiato.

Di certo è un quesito che il legislatore, al momento di recepire la normtiva europea, dovrà affrontare.

E i massimali, verranno ritoccati?

Assicurazioni auto: via la sospensione, aumentano i massimali

Il fine principale di questa innovazione a livello europeo, può essere individuato nell'interesse supremo della tutela del terzo eventualmente danneggiato (inteso come persona o cosa).

A suffragio di tale ipotesi, vi è anche l'innalzamento dei massimali minimi di Rca previsti dalla direttiva europea stessa. Il massimale minimo, attualmente previsto a livello UE nel limite di 5 milioni di euro, passerà a euro 6.450.000 per sinistro (globale, quindi indipendentemente dal numero dei soggetti lesionati) oppure 1.300.000 euro a persona.

Il massimale per danni a cose invece, passerà dall'attuale milione di euro, a 1.300.000 euro. 

Quali sono attualmente i massimali minimi in Italia?

Prendiamo il dato dal sito sicurauto.it:

"Attualmente tale valore corrisponde a 1.220.000 euro per i danni alle cose e 6.070.000 euro per i danni alle persone. Si tratta  di cifre calcolate per sinistro e non per persona, pertanto se un incidente coinvolge per esempio tre soggetti, il massimale si deve dividere per tre."

Per adeguarsi alla nuova direttiva, quindi, nel nostro Paese non serviranno grose cifre, a livello di incremento di premio, visto che gli attuali minimi sono molto vicini a quelli che verranno richiesti dall'UE.

Ricordiamo comunque che è sempre meglio chiedere un massimale più capiente, onde evitare di trovarsi ad affrontare spiacevoli conseguenze a livello economico e finanziario.

Assicurazioni auto: cosa succederà a motoveicoli e ciclomotori?

A meno di rettifiche o di diversa classificazione, anche per i ciclomotori e i motoveicoli, scatterà l'impossibilità di sospendere la polizza assicurativa.

Un bel danno economico per tantissimi motociclisti.

Come sappiamo infatti, il motorino o la moto, godono di un utilizzo prettamente stagionale. La possibilità di sospendere il contratto, quindi, permette di far durare lo stesso due se non addirittura tre anni, se l'utilizzo del mezzo, non supera i sei o i quattro mesi per ciascun periodo.

Tante persone, quindi, si sono "tolte" uno sfizio acquistando una moto, anche grazie al vantaggio derivante dal poter usufruire dell'assicurazione a proprio piacimento. Venendo meno questa possibilità, sarebbero in molti a trovarsi a disagio.

Sia per la moto che per l'auto, infatti, non c'è solo l'assicurazione a gravare sulle tasche dell'assicurato. Ci sono diversi costi da sostenere e, l'impossibilità di stornarne almeno una parte, potrebbe portare un po' di scompiglio sia sul mercato automobilistico che in quello motociclistico. Soprattutto in periodi non proprio "rose e fiori" come quelli che stiamo attraversando.