Class-action contro assicurazioni Usa in tempi di Covid-19

Presentate in Usa class-action contro i colossi delle assicurazioni auto, da Allstate a Geico. Sconti insufficienti durante la crisi del coronavirus.

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Class-action sono state presentate in Nevada contro dieci dei maggiori gruppi assicurativi Usa su accuse di non avere adeguato i premi all'azzeramento del traffico veicolare registratosi durante i lockdown imposti per contenere la diffusione del coronavirus. Le cause ammettono che in alcuni casi i big del settore hanno offerto sconti ai suoi clienti, anche se tali sconti non sono stati giudicati commisurati al reale utilizzo dei veicoli e all'abbattimento di rischio di incidenti per il limitatissimo numero di mezzi in circolazione sulle strade dello Stato Usa.

Class-action contro i big Usa, da Geico a State Farm

Le class-action, depositate dalla Nevada Division of Insurance (DoI, autorità statale di controllo sul settore delle assicurazioni), mettono nel mirino tutti i principali operatori del settore: State Farm, United Services Automobile Association (Usaa, società di bancassurance rivolta a membri ed ex membri delle forze armate e ai loro familiari), Geico (sussidiaria della Berkshire Hathaway di Warren Buffett), Acuity, Liberty Mutual, Farmers, Progressive, Travelers, Allstate e Nationwide. Gli sconti offerti dagli assicuratori variavano dal rimborso una tantum di 50-100 dollari di Acuity, al taglio del 25% dei premi di State Farm relativi al periodo dal 20 marzo al 31 maggio 2020, a un credito del 15% proposto da Geico solo nel caso di un rinnovo realizzato tra l'8 aprile e il 7 ottobre scorsi.

I premi avrebbero dovuto essere ridotti del 50%-60%

"Credo che i premi avrebbero dovuto essere ridotti nell'ordine del 50%-60%", ha dichiarato ad Ap Robert Eglet, consulente dello studio legale Eglet Adams, che ha presentato le cause. "Gli sconti concessi erano del tutto inadeguati", ha aggiunto, precisando di ritenere prematuro stimare l'ammontare totale delle richieste di risarcimento. I commenti di Eglet sono in linea con quelli rilasciati in settembre dalla Consumer Federation of America, che accusava i regolatori statali delle assicurazioni di non essere riusciti a impedire che le aziende del settore incassassero profitti inaspettati a danno della clientela, visto che le richieste di risarcimento erano diminuite di pari passo con il numero di incidenti (in agosto, come riportato dal Chicago Tribune, una causa simile era già stata presentata in Illinois). Nel caso del Nevada, per esempio, i dati ufficiali parlano di un crollo del 60% annuo per il numero di incidenti stradali registrati nel marzo 2020. (Raffaele Rovati)