Tutelare se stessi e la propria famiglia dovrebbe essere uno degli obiettivi di ogni persona. Eppure gli italiani, nonostante negli ultimi anni siano stati fatti passi avanti in materia, sono ancora piuttosto distanti dal resto dell'Europa. L'essere fatalisti, il pensare che in qualche modo ce la caveremo sempre, non sono sicuramente segnali di maturità di un popolo.

L'italiano medio preferisce scommettere sulla vincita al superenalotto o alla lotteria (con possibilità di realizzazione infinitesimali), piuttosto che tutelarsi in relazione a possibili avversità (con probabilità di accadimento decisamente superiori). Perché? E quali potrebbero invece essere le contromisure da adottare? Cerchiamo di capirlo insieme.

Famiglia: italiani bravi a parole, ma nei fatti?

A quanto pare, gli italiani sono molto bravi con le parole, ma decisamente meno quando si tratta di passare ai fatti. Uno degli ultimi studi condotti dall'IPSO (Istituto per gli studi sulla pubblica opinione) ha rivelato che:

"la cosa più importante nella vita degli italiani è la famiglia".

Se ciò corrisponde al vero, perché si fa così poco per tutelarla e proteggerla da infortuni e incidenti? Una prima risposta potrebbe essere relativa al fatalismo del nostro popolo e la sensazione/certezza che tanto alla fine le cose si sistemino sempre, in un modo o nell'altro. La fantasia non ci manca, mentre sulla percezione della realtà ci si deve ancora lavorare parecchio. 

Un altro motivo per cui gli italiani sono così sotto assicurati a livello di protezione potrebbe essere legato alla non obbligatorietà. Se non è obbligatorio, vuol dire che non è poi così essenziale: questo concetto, sicuramente frulla nella mente di molti dei nostri connazionali. Del resto, anche sull'Rc auto (obbligatoria per legge) sono molti coloro che fanno orecchi da mercante. Perché stupirsi, quindi?

Infine, l'atavica idea che, se spendo per l'assicurazione, devo avere qualcosa come contropartita. Per molti connazionali, l'idea di stipulare una polizza caso morte, infatti, equivale a buttare dei soldi, visto che, se la morte non interviene, dall'assicurazione non riescono a trarre alcun beneficio. Senza capire che, il beneficio è proprio quello di tutelare i propri cari e, ben venga, il fatto di aver speso dei soldi a vuoto: significa essere vivi!

Famiglia: come assicurarsi contro i guai

Avete mai pensato a quanto potrebbe costare, sia a livello patrimoniale che a livello familiare, una richiesta di risarcimento danni per un evento nefasto da voi causato a terze persone? Di cosa si tratta esattamente? Ve lo siete mai posti il problema? E, soprattutto, avete mai pensato a prevenirlo, questo problema, con una semplice polizza che copra la responsabilità civile della vostra famiglia? Di cosa si tratta?

Vediamo di definire il tutto, avvalendoci dell'ausilio del sito assicurazione.it:

"La polizza Rc famiglia infatti risponde di tutti i danni (lesioni a persone, anche fino all'invalidità e alla morte, danneggiamento a cose, danni contro animali) che possono essere provocati da uno dei membri del nucleo familiare e che non sono coperti da altre polizze di responsabilità civile, come quella per la conduzione di veicoli".

Tra l'altro, il costo di una polizza simile è davvero ridicolo, spesso anche inferiore al centinaio di euro all'anno. Conviene, visto che ci siete, scegliere un massimale più elevato in modo da essere tutelati in maniera importante. Anche perché, le disgrazie possono arrivare da un momento all'altro ed è sempre meglio essere preparati. 

Per esempio, se mentre state andando in bicicletta per distendere e rilassare i nervi, travolgete e mandate al creatore un personaggio di spicco che guadagnava cifre a sei zeri, la vita può diventare, per voi, immediatamente un inferno, dal quale uscire diventa un serio problema. Se siete assicurati, con massimali di tutto rispetto, almeno dal lato economico, potete stare tranquilli.

Assicurare se stessi: meglio prevenire che curare

Il primo modo per tutelare la propria famiglia, è quello di tutelare se stessi, specie se si è l'unica fonte di reddito. Lo si può fare in maniera diretta o indiretta. Iniziamo a vedere come, direttamente, ci si può proteggere.

Uno degli eventi nefasti che possono riguardare la nostra vita è sicuramente quello legato ad un possibile infortunio di cui possiamo rimanere vittime. Le conseguenze possono essere minime oppure decisamente importanti: ecco perchè, stipulare un assicurazione che copra questa tipologia di danno patito, può rivelarsi decisamente utile.

Che cosa copre esattamente, questa polizza? Ce lo spiega il sito quellocheconta.gov.it:

"La polizza infortuni copra l'inabilità temporanea, l'invalidità permanente o la morte, nel caso in cui tali eventi siano conseguenza diretta ed esclusiva di altro evento (l'infortunio) identificabile necessariamente come: fortuito (non prevedibile e inevitabile), violento ed esterno (non rinvenibile all'interno dell'organismo: la malattia, ancorchè improvvisa, come ad esempio l'infarto, non rientra in tale categoria)".

Aggiungiamo inoltre che, la polizza infortuni, può anche prevedere il rimborso delle spese di riabilitazione e fisioterapia, nonchè diarie da ricovero, da convalescenza, da gessatura, etc. Ovviamente, in base alla attività svolta, al tipo di copertura richiesta (solo durante le ore di lavoro oppure durante tutte le 24 ore), all'età dell'assicurato, ai massimali e alle garanzie scelte, si determina il premio che si va a pagare annualmente.

Famiglia: una tcm per tutelare gli eredi

Dopo aver tutelato se stessi, si può pensare a tutelare gli eredi, specie se si hanno figli piccoli e se si è l'unica o la fonte principale di reddito. Come si può fare? Semplicemente sottoscrivendo una polizza temporanea caso morte.

Che cosa è una tcm? Si tratta di una polizza che l'assicurato sottoscrive sulla propria vita (scegliendo un capitale e una durata) e per la quale corrisponde il relativo premio al fine di impegnare la compagnia assicurativa ad indennizzare gli eredi indicati in polizza nel caso in cui, durante il periodo di validità della polizza stessa, sopraggiunga la morte dell'assicurato.

Professione, età, fumatore o meno, stato di salute, durata della polizza, capitale assicurato, concorrono a determinare il premio da pagarsi annualmente (frazionabile anche con diverse periodicità).

Questa tipologia di polizza viene consigliata, se non richiesta obbligatoriamente, anche all'atto della stipula di un mutuo, in modo da trovarsi "coperti" nel cao di decesso dell'intestatario o di uno dei cointestatari. Immaginate ad esempio una famiglia con un solo genitore che lavora, magari con due bimbi piccoli e con un mutuo acceso da poco: se morisse l'unica fonte di reddito, come potrebbe la famiglia farsi carico di tutto? Ecco che, in tal caso, con l'indennizzo assicurativo, potrebbe almeno "respirare" da un punto di vista economico.

Non autosufficienza, un problema trasversale

Il problema della non autosufficienza, in Italia, riguarda circa 3,8 milioni di persone. Ed è, purtroppo, un dato in forte ascesa.

Il non essere in grado di essere autonomi, oltre a compromettere la qualità della vita di chi ne è colpito, va a minare il patrimonio e la serenità dell'interno nucleo familiare. Ove questo ci sia, ovviamente, perché sono in forte aumento le persone sole e non autosufficienti.

Ove non sia in grado di intervenire la famiglia, è necessario fare ricorso a badanti o a strutture specializzate. Tutto questo comporta, oltre a tutto il resto, un dispendio finanziario di non poco conto. Specie se la persona che non è autosufficiente lo diventa prima della terza età. Anche perché, l'aiuto economico che può arrivare dallo Stato è davvero minimo.

Ecco che quindi il ricorso a polizze di protezione, quali le LTC (Long Term care) dovrebbe essere non solo consigliato, ma reso obbligatorio (con benefici annessi), proprio per la tutela di tutti: di chi subisce la menomazione della propria attività e della propria vita e di chi gli sta attorno.

Risparmiare è sempre una buona soluzione

Per tutelare se stessi e la propria famiglia da eventuali imprevisti futuri, c'è anche la buona e sempre valida soluzione del risparmio. Almeno da un punto di vista teorico perché sappiamo bene che, mettere via qualche soldo, è sempre più difficile.

Ovvie ciò sia possibile, o ci si sforzi di renderlo possibile, la sottoscrizione di un piano di accumulo può essere una buona risposta. Versare un tot al mese, infatti, a patto che la cifra sia consona rispetto a quanto introitato mensilmente, permette di crearsi un capitale che cresce nel tempo e che, alla fine della fiera, può essere utilizzato per scopi diversi.

Se si sceglie di optare per un investimento di medio o lunga durata, è consigliabile optare per l'azionario, in modo da poter spuntare, nel tempo, rendimenti più favorevoli che si traducono in un capitale finale più sostanzioso. Il tutto, ovviamente, se le azioni non vi creano ansia, stress o psicosi filo drammatica. In tal caso, meglio affidarsi a qualcosa di più tranquillo, anche se dal rendimento decisamente più contenuto.

Vivere il presente con un occhio al futuro: perché, come recita la famosa "Canzona di Bacco" di Lorenzo De'Medici, "del doman non v'è certezza".