Ottime notizie per i giovani under 36 che vogliono richiedere un mutuo prima casa. Con l’approvazione del tanto atteso Decreto Sostegni bis di pochi giorni fa è stato ampliato il Fondo di Garanzia per la prima casa con una dotazione di ben 290 milioni di euro

Inoltre le agevolazioni previste nel Dl Sostegni bis guardano anche al futuro, andando a includere anche il 2022 come anno dedicato a misure di sostegno per i giovani. E’ infatti previsto uno stanziamento di 250 milioni di euro per il 2022.

L’art.64 del dl n.73 del 25 maggio (Decreto Sostegni bis), rientrante nel Titolo VI del decreto che è dedicato proprio ai “GIOVANI, SCUOLA E RICERCA”, si concentra sulle misure di agevolazione per l’acquisto di una casa e come queste misure siano passate dall’essere a favore degli under 35 a favore ora degli under 36. Dunque viene ampliata la fascia di età di un anno, andando così a includere più soggetti interessati.

Il governo capitanato da Mario Draghi dunque, continua il lavoro del precedente esecutivo di Giuseppe Conte per venire incontro al mondo del lavoro, dei giovani e della famiglia duramente provati dall’epidemia di Covid-19 dalla quale si spera ne stiamo uscendo pian piano, dopo quasi più di un anno di paura e crisi.

Mutui prima casa giovani: le misure del Dl Sostegni bis

Nell’art.64 del Dl Sostegni bis, che è stato approvato finalmente il 25 maggio, vengono appunto specificate le misure previste per i giovani possibili acquirenti di immobili.

Ha dichiarato Draghi durante la conferenza stampa, come riporta il sito idealista.it

“Il Decreto Sostegni bis prevede la possibilità per i giovani fino a 35 anni di comprare una casa con l’imposta di registro e sul mutuo che vengono cancellate. Questo per tutti i giovani a prescindere dal reddito. Per i giovani meno abbienti invece la garanzia bancaria sarà pari all’80% dell’esposizione bancaria per l’acquisto della prima casa”.

Dunque il sostegno è destinato in particolar modo ai giovani che hanno un ISEE annuale al di sotto dei 40mila euro. La caratteristica che più spicca è la possibilità di richiedere un mutuo con la garanzia statale all’80%. Cioè sarà lo Stato a fare da Garante per coloro che non hanno quelle forze economiche tali per affrontare le spese di un mutuo e per ottenerlo.

Essendo possibile presentare le domande per il mutuo prima casa giovani a partire dal trentesimo giorno dall’approvazione del decreto, si potrà procedere dal 24 giugno fino al 30 giugno 2022.

Mutui prima casa giovani: si sperava nel 100% di garanzia statale

Se è vero che è una bella opportunità per gli under 36 interessati ad acquistare la prima casa o che, data questa agevolazione, iniziano a interessarsi concretamente a questa possibilità prima d’ora non considerata, è anche vero che, inizialmente, prima dell’approvazione ufficiale del Dl Sostegni bis, si era parlato di una garanzia totale da parte dello Stato. Dunque del 100%.

Capite bene che, per chi sperava appunto che questa chance della copertura totale diventasse ben presto realtà, passare all’80% è stata vista come una perdita e come una delusione delle aspettative più rosee.

Quindi ai giovani resta da versare il 20% della quota restante. Però, se consideriamo che comunque la garanzia dello stato prevista per il mutuo prima casa giovani era in precedenza del 50%, questo passaggio all’80% non è affatto male! 

Poi, considerando che la maggior parte degli istituti di credito, dato il momento storico che stiamo vivendo, sta offrendo una serie di agevolazioni a tasso anche zero per i più giovani, gli under 36 possono davvero pensare di agire nel concreto nel realizzare il sogno di mettere su famiglia in una casa tutta loro.

Mutui prima casa giovani: i requisiti per accedere

Quali sono dunque i requisiti per fare richiesta della garanzia statale a partire dal 24 giugno 2021?

Eccoli qui riassunti:

  • non avere ancora compiuto 36 anni;
  • avere un ISEE non superiore ai 40mila euro;
  • viene eliminato il requisito di essere un lavoratore atipico, dunque è una misura destinata a tutti ma proprio a tutti gli under 36.

Oltre all’80% di garanzia, abbiamo anche l’esenzione, come abbiamo visto, sia delle imposte di registro che di quelle catastali e ipotecarie e anche delle tasse sulle concessioni governative.

Mutui prima casa giovani: cos’è il Fondo di garanzia 

Queste misure di agevolazione per i mutui prima casa non sono proprio una novità. Mario Draghi con il suo esecutivo e lo stanziamento di 40 miliardi di euro per il nuovo Decreto Sostegni bis ha continuato l’attività dei suoi predecessori a favore non solo dei giovani ma anche di tutte quelle categorie più svantaggiate al momento della richiesta di un mutuo.

Infatti, con la legge 147/2013 è stato introdotto il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle finanze. Questo Fondo, con gli anni, ha visto una crescita degli stanziamenti a suo favore. Leggiamo infatti sul sito consap.it:

“Il Fondo, recentemente rifinanziato con il “Decreto Crescita” (art.19, DL 30 aprile 2019 n.34), prevede la concessione di garanzie a prima richiesta su mutui, dell’importo massimo di 250 mila euro, per l’acquisto ovvero per l’acquisto anche con interventi di ristrutturazione purchè con accrescimento dell’efficienza energetica di unità immobiliari site sul territorio nazionale da adibire ad abitazione principale del mutuatario”.

A chi è destinato il Fondo di Garanzia Mutui prima casa

Il Fondo di Garanzia viene appunto gestito dalla Consap che sarebbe la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici. Ha come destinatari principali i soggetti che hanno difficoltà ad ottenere la concessione di mutui come:

  • giovani coppie, di cui almeno uno della coppia deve essere under 35;
  • giovani under 35 che svolgono lavoro atipico;
  • conduttori di alloggi di proprietà degli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari);
  • single con figli minori a carico.

Al momento della domanda, il richiedente non deve essere proprietario di altri immobili ad uso abitativo, fatta eccezione per quelli ereditati che possono anche essere in comunione con altri familiari e parenti.

Su sito del MEF viene anche specificato quali devono essere le caratteristiche dell’immobile che si intende acquistare e per il quale è possibile fare domanda al Fondo:

“L’immobile ad uso abitativo deve essere sito nel territorio nazionale, inoltre non deve rientrare nelle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici) e non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969, n. 1072”.

Quindi, in poche parole, il mutuo prima casa che si andrà a richiedere non potrà essere di cifra superiore ai 250mila euro, la casa dovrà essere situata in Italia e non dovrà appartenere a quella tipologia di appartamenti considerati di lusso o di pregio storico. 

Si potrà fare poi richiesta al Fondo stesso tramite la banca o la società finanziaria a cui ci si rivolge per il mutuo e compilare l’apposito modulo. Bisognerà però assicurarsi che l’istituto di credito sia aderente al Fondo di Garanzia mutui prima casa.

Mutui prima casa: la priorità ai giovani con il Dl Sostegni bis

Con il Dl Sostegni bis viene data priorità ai giovani per l’accesso al Fondo di Garanzia. Abbiamo visto che è un Fondo destinato a più soggetti considerati svantaggiati ma, siccome dare spazio ai giovani che sono il futuro del Paese è uno degli obiettivi del governo attuale, i giovani vengono appunto collocati in pole position.

Come leggiamo sul sito ilsole24ore.com riguardo le dichiarazioni di Draghi sui giovani e sul Dl Sostegni bis che ha, tra gli altri scopi, quello di rendere:

“più facile per tutti i giovani comprare casa e costruirsi una famiglia e dare quell’elemento di sicurezza che manca oggi”. 

Assieme dunque a varie misure destinate al ricambio generazionale nel mondo del lavoro e ad una serie di incentivi alle aziende per spingerle ad assumere i giovani a tempo indeterminato, dare la possibilità agli under 36 di mettere su famiglia sembra diventare una realtà sempre più tangibile.

Mutui prima casa giovani: oltre la garanzia statale, previste anche esenzioni

L’art. 64 del Dl Sostegni bis, come abbiamo visto, non solo prevede una garanzia statale pari all’80% per i mutui prima casa per gli under 36, ma anche una serie di esenzioni, proprio per venire incontro il più possibile ai giovani, cercando di sgravarli delle varie spese.

In particolare, si parla di esenzione dall’imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e catastale. Poi si cerca di andare incontro alle spese notarili che sono spesso piuttosto gravose e dunque si vanno a dimezzare gli onorari notarili.

Nell'art.64 del Dl Sostegni bis si fa riferimento non solo all’acquisto della prima casa ma anche alla ristrutturazione e alla costruzione di immobili ad uso abitativo i quali appunto:

“sono esenti dall’imposta sostitutiva delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative, previste in ragione dello 0,25% dall’articolo 18 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601”.

Inoltre, sempre con il Dl Sostegni bis, viene istituito un credito d’imposta su tutti quegli atti che sono soggetti all’imposizione di IVA il cui ammontare sarà pari proprio all’IVA corrisposta relativamente all’acquisto. Come affermato sempre nell’art.64 riguardo il credito d’imposta:

“Il credito d’imposta può essere portato in diminuzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito, ovvero può essere utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data d’acquisto”.

Mutuo prima casa giovani: la richiesta e la documentazione

Se dunque siete under 36 o conoscete under 36 a cui possa interessare acquistare la loro prima casa, questo è il momento giusto per farlo, sfruttando appunto le possibilità date dal Dl Sostegni bis.

In attesa che sia possibile fare richiesta del mutuo agevolato dalla garanzia statale, conviene iniziare a raccogliere la documentazione che, di base, sarà riconducibile al documento d’identità, copia del contratto di lavoro, documenti che attestino il reddito e poi una serie di documenti riguardanti l’immobile per il quale state richiedendo il mutuo come la copia del compromesso e la planimetria.

In ogni caso, sarà poi la banca a cui vi rivolgerete a chiedervi documentazione aggiuntiva o più specifica.