"Con gli strumenti già in scena non posso pensare alla pensione. Da dove vengo io, di questa parola non si conosce il significato."

Parole e musica di Louis Armstrong, tratte dal sito frasicelebri.it

Di questa parola, ovvero pensione, il comune lavoratore italiano conosce molto bene il significato. Anche se, per le generazioni più giovani, rischia di trasformarsi in un triste miraggio. Ma quanto ne sanno realmente di previdenza?

"Costituisce una previdenza quanto mai necessaria quella di essere consapevoli che non si può prevedere tutto."

Questo aforisma di Jean Jacques Rousseau, dal sito le-citazioni.it, può rappresentare un lato della medaglia. L'altro lato della medaglia, invece, è rappresentato da coloro che, previdenti, cercano di esserlo, informandosi ed agendo attivamente.

La domanda è: se esiste la possibilità di fare qualcosa per la propria pensione futura, perchè non lo fanno tutti?

Fondi pensione: una forma di contribuzione volontaria

I fondi pensione sono una forma di previdenza complementare a contribuzione volontaria. In poche parole, è l'aderente che decide se, come, quanto e quando versare. Massima libertà in ogni senso quindi, a livello di contribuzione.

La via migliore, per molti, può essere quella di un accantonamento mensile. Può essere considerata una forma di risparmio forzoso e una azione coercitiva nei confronti di se stessi. Ovviamente la somma accantonata deve essere in linea con le proprie esigenze, perchè non si può pensare di far fatica ad arrivare a fine mese perchè si è data una impostazione troppo ambiziosa al proprio investimento. Meglio pochi e costanti. Eventualmente, si possono sempre fare versamenti integrativi.

E i costi? Un utile indicatore da tenere in considerazione è il cosiddetto ISC, ovvero Indicatore Sintetico di Costo. Dal sito della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), vediamo di cosa si tratta, nello specifico:

"Indicatore che fornisce una rappresentazione immediata dell'incidenza, sulla posizione individuale maturata, dei costi sostenuti dall'aderente durante la fase di accumulo."

Mediamente però, rispetto ad un pari investimento in un fondo comune, ad esempio, i costi sono comunque più bassi.

Quindi da dove deriva la riluttanza di molti italiani?

Fondi pensione: vincoli e svantaggi percepiti 

Innanzitutto, quale è il fine ultimo del fondo pensione?

Lo scopo di questi fondi, è quello di creare una integrazione a quanto garantito dalla previdenza obbligatoria nel momento in cui, normalmente, maturano i requisiti per cessare il proprio ciclo lavorativo.

Quindi, il fondo pensione, rispetto ad altre forme di investimento simili, ha la peculiarità di non poter essere riscattato quando si vuole. Il fine è quello della pensione e occorre una permanenza nel fondo di almeno 5 anni. (a livello di puro investimento è decisamente ottimo per coloro ai quali mancano 5 anni o poco più alla maturazione dei requisiti pensionistici).

In realtà, il riscatto totale è previsto in alcuni casi. Più specificatamente, si può richiedere il riscatto in caso di invalidità, di disoccupaazione superiore a 48 mesi e morte dell'aderente. In questo ultimo caso, ovviamente, sarà cura degli eredi esercitare l'opzione di riscatto.

C'è inoltre un'altra condizione, meno drammatica e traumatica, che prevede la possibilità di riscattare totalmente il fondo, ovvero la perdita dei requisiti di partecipazione al fondo stesso.

Se, da un lato, non è permesso il riscatto totale in qualsiasi momento, è pur vero che sono possibili riscatti parziali (cosiddette anticipazioni), rispettando determinati parametri, requisiti e tempistiche.

Vediamo quali.

Fondi pensione: quando si può richiedere un'anticipazione

In quali casi, dunque, si può richiedere un riscatto parziale ovvero una anticipazione?

Se ad esempio si devono sostenere delle spese mediche (solo se determinate da gravi motivi di salute) per se, per il coniuge o per i propri figli, si può richiedere, in qualsiasi momento, fino al 75% della posizione maturata nel fondo. Quindi, sono escluse le classiche visite di controllo o comunque non attinenti a condizioni di salute importanti.

Precisazione: quanto si è accumulato, significa valore del fondo alla data della richiesta (quindi comprensiva del rendimento accumulato nel tempo).

E ancora, il 75% può essere richiesto come anticipazione incaso di acquisto o ristrutturazione della casa (per sè o per i figli). In questi casi, però, è necessario essere iscritti al fondo da almeno 8 anni (si guarda quindi il periodo che è decorso dalla data di iscrizione al fondo, indipendentemente dalla continuità o meno dei contributi in esso versati.).

Infine, si può richiedere una anticipazione fino ad un massimo del 30%, sempre dopo otto anni di iscrizione al fondo, per qualsiasi motivo, senza necessità di produrre documentazione di alcun tipo a suffragio della richiesta stessa.

Le anticipazioni ottenute possono sempre essere reintegrate, come evidenziato da Il sole 24 ore:

"L'iscritto ad un fondo che abbia percepito anticipazioni può successsivamente reintegrarle, anche parzialmente, senza limiti di tempo, versando contribuzione che può eccedere il limite annuale di 5,164,57 euro....."

Attraverso il reintegro, si riporta il fondo pensione alla sua originaria funzione, ovvero quello di creare una rendita pensionistica o comunque un capitale da utilizzare all'atto del pensionamento.

Fondi pensione: e se non mi trovo bene col mio fondo?

Un fondo pensione non è per sempre. Quindi, se per qualsiasi motivo non ci si trova bene col fondo sottoscritto, si può sempre cambiare la propria scelta, se non addirittura il fondo stesso.

Cambiare la propria scelta può significare modificare la linea di investimento. Passare da un investimento più conservativo ad uno più bilanciato, o viceversa, è sempre possibile. 

Se invece ci si accorge che il proprio fondo non è performante o applica costi superiori alla media, dopo due anni di iscrizione al fondo stesso, si può traferire la propria posizione ad altro fondo (in questo caso ci sarà da sostenere il costo di trasferimento applicato dal proprio gestore). Volendo evitare questo onere, si può semplicemente sottoscrivere un altro fondo pensione. Non esiste infatti un divieto in tal senso (se non per ciò che concerne il versamento del proprio TFR).

Questa ipotesi però, può creare confusione e moltiplicazione di contenuti e spese. Inoltre, anche a livello amministrativo, in caso di richiesta di anticipazioni, comporta la duplicazione delle pratiche. Può rivelarsi quindi una scelta controproducente.

A meno che tale scelta non sia dettata da una visione lungimirante.

Fondi pensione: due fondi sono meglio di uno

Quale può essere dunque la visione lungimirante?

Se i contributi versati nel fondo pensione nel corso della vita lavorativa non sono stati costanti e particolarmente consistenti, il rischio è quello di arrivare al momento del "dunque", ovvero alla pensione, con un importo che, tramutato in rendita, assume una rilevanza irrisoria. 

I contributi versati, però, possono anche essere stati consistenti, ma, una volta arrivati alla pensione, si preferirebbe ritirare il capitale maturato anzichè optare per la rendita. Is it possible? Certo, a condizione che, la conversione in rendita del 70% della posizione individuale maturata, dia come risultato una rendita annua inferiore al 50% dell'assegno sociale.

Esprimendo lo stesso concetto in numeri: l'importo dell'assegno sociale, nel 2021, è pari a euro 5.983,64 annui. Ergo, per poter entrare in possesso del capitale totale, la conversione in rendita del 70% del montante maturato deve essere inferiore a euro 2.991,82 annui.

Ecco perchè, in determinate ciscostanze, può essere decisamente conveniente ed utile la sottoscrizione di due fondi pensione.

Fondi pensione: le alternative

Molte persone, dopo aver valutato i pro e i contro dei fondi pensione, volendo comunque accantonare delle somme in previsione futura, si rivolgono ad investimenti di altra natura, quali polizze vita, fondi comuni, etc. A livello finanziario, ci può essere una certa uguaglianza di valori e rendimenti. Di norma, i fondi pensione hanno costi più contenuti, oltre alla deducibilità fiscale e tassazione agevolata dei rendimenti e rendite.

I rendimenti originati dall'investimento in fondi pensione, sono assoggettati all'aliquota del 20%, a differenza di quella applicata alla maggior parte degli investimenti finanziari (che è pari al 26%). La quota di rendimento derivante da investimenti in titoli di Stato, invece, sconta l'aliquota fiscale del 12,50%.

Nonostante le agevolazioni previste per i fondi pensioni, la presenza dei vincoli prima descritti, fa spesso pendere la bilancia a favore di forme di accantonamento magari più esose e meno redditizie, ma più malleabili. Si tratta più che altro di una effimera sicurezza psicologica.

"E se mi servono i soldi per cambiare l'auto?" è una delle classiche domande che ci poniamo. Si pensa che col fondo pensione non sia possibile usufruire delle somme, mentre si può richiedere l'anticipazione fino al 30% della posizione maturata (certo, bisogna essere iscritti al fondo da almeno 8 anni ed aver versato contributi più o meno costantemente).

Fondi pensione: la psicologia dei luoghi comuni

Tutti noi viviamo, chi più, chi meno, di luoghi comuni e all'interno di luoghi comuni. Infondono effimere certezze, sicurezze.

C'è, relativamente ai fondi pensione, una serie di luoghi comuni da considerare, cominciando dal fatto che c'è diffidenza nei confronti di assicurazioni e banche, per arrivare all'idea, molto italica, che qualche Santo, per il futuro, provvederà.

C'è la convinzione (spesso errata) di poter far fronte a qualsiasi evento con il proprio patrimonio. Ci può stare, per carità, ma il patrimonio deve essere ingente.

Dalla poesia di Lorenzo de' Medici, "Trionfo di Bacco e Arianna", tratta dal sito poesied'autore.it:

"Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol essere lieto sia: del doman non c'è certezza."

Considerando che del doman non v'è certezza, perchè non utilizzare uno strumento che, qualche certezza in più, la può portare? La giovinezza non si recupera, ma una vecchiaia dignitosa si può pianificare (scherzi del destino permettendo).