Creare una disponibilità economica per provvedere alle proprie esigenze future e a quelle dei propri cari, è sicuramente una scelta molto responsabile. Il mercato offre diverse soluzioni, più o meno costose, in base alle possibilità di spesa e alle effettive esigenze personali e familiari. Non esiste una scelta migliore in assoluto, tuttavia è bene conoscere la differenza tra polizza vita e piano di accumulo (PAC) prima di prendere una decisione. 

Assicurazione e risparmi per il futuro

Relativamente alle opzioni offerte dal mercato per poter costituire risparmio per il futuro ricordiamo che ci possono essere fondi pensione, piani di accumulo, polizze vita, ognuna di questa ha delle sue caratteristiche, con la conseguenza che molte volte scegliere diventa davvero molto difficile. E allora il criterio che dovrebbe orientare l'utente non è sempre di perseguire la scelta migliore in assoluto, ma quella che più si adatta ai bisogni e alle capacità di spesa.

Così, ad esempio, se quello da cui si vuole proteggere i nostri cari è il rischio di premorienza, si va stipulare una polizza tcm il cui scopo è quello di andare ad erogare una somma di denaro al soggetto o ai soggetti indicati come beneficiari all’interno della polizza in modo che non possano essere in nessuna maniera toccati in senso negativo dal verificarsi dell’evento rischioso.

Se invece quello che si vuole fare è andare a costituire una vera e propria disponibilità finanziaria a una scadenza futura, allora il mercato arriva in aiuto con tutta un’altra serie di prodotti tra cui PAC, fondi pensione, polizze vita, con la conseguenza che orientarsi diventa sempre più difficile.

Focalizziamo allora l’attenzione all’interno di questo articolo su polizze vita e pac cercando di delinearne le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi e se sono effettivamente idonee per il fine che vogliamo perseguire.

La polizza vita conviene?

Quando parliamo di polizza vita e nello specifico di polizze sulla durata di vita, ossia quelle il cui pagamento scatta al verificarsi di eventi connessi alla durata di vita umana, dobbiamo subito dire che non sono tutte uguali. All’interno di questo ramo abbiamo infatti, polizze di puro rischio (tipicamente le tcm) che assolvono sostanzialmente una funzione di protezione del reddito della famiglia. Esse infatti prevedono il pagamento di un importo in ipotesi di premorienza dell’assicurato e tale capitale pagato in favore dei superstiti farà sì che questi possano continuare la propria esistenza almeno per un certo lasso temporale senza particolari scossoni. Queste sono polizze che vengono stipulate soprattutto da famiglie monoreddito nelle quali il venir meno del capofamiglia può provocare delle conseguenze davvero pericolose sulla stabilità finanziaria dell’intera famiglia.

Accanto alle polizze di puro rischio, abbiamo poi le polizze con finalità di investimento che servono semplicemente per creare una disponibilità finanziaria a una determinata epoca futura.

In relazione a queste polizze, ossia a quello di puro rischio, un elemento molto importante da valutare è la scelta del capitale da assicurare.

Una volta che è stato scelto il capitale da assicurare, lo step successivo è quello di andare a definire direttamente il costo di questa polizza di puro rischio.

Questo costo viene definito sulla base di diversi fattori di rischio alcuni direttamente desumibili dalla caratteristiche personali del soggetto che stipula la polizza, altri relativi all’attività che invece viene direttamente svolta dall’assicurato stesso.

Ci stiamo riferendo in questo caso alle polizze di puro rischio, ossia polizze che possono prevedere in sé il rischio che durante la durata contrattuale l’evento oggetto della copertura assicurativa non si verifichi.

In tale in questa eventualità nessuna prestazione sarà eseguita dall’assicuratore, ossia nessun capitale sarà pagato in favore dei beneficiari potendo in questo caso l’assicuratore ritenere la totalità dei premi versati dall’assicurato stesso.

Premi che relativamente a questi contratti, ricordiamo, possono essere versati un un’unica soluzione, oppure può essere conveniente rateizzati con una periodicità che può essere annuale, semestrale, etc. definita in sede di stipula del contratto.

I vantaggi di una tcm

Andando a stipulare una polizza di puro rischio come una tcm si hanno pertanto indubbi vantaggi. In primo luogo si riesce nella finalità primaria che è quella di creare un capitale da mettere a disposizione per i propri cari in modo da mantenere quanto più possibile inalterato il tenore di vita, in ipotesi di premorienza e se il contratto lo prevede, anche nel caso di invalidità totale permanete.

In secondo luogo la stipula di una polizza di questo tipo porta con sé indubbi vantaggi di tipo fiscale. Tutti i premi che sono versati relativamente a una polizza vita infatti, sono fiscalmente detraibili per un’aliquota del 19% fino a un massimo di 350 euro annui.

Quanto verrà pagato a titolo di capitale poi, è un importo già esente da tasse anche di successione, ed è impignorabile e insequestrabile.

In ultima analisi, per la finalità che si intende perseguire, per la copertura che questa garantisce comunque questa polizza si caratterizza per la sua estrema convenienza in quanto si riescono a stipulare contratti per un premio medio che si aggira intorno ai 10 euro mensili.

Assicurazione e risparmi: tutte le altre modalità disponibili

Accanto poi alle polizze di puro rischio, abbiamo altri prodotti che possono essere pensati per creare dei risparmi per il futuro, e che rispetto a quello che abbiamo appena descritto, hanno solo finalità di investimento. Tra questi ci sono i PAC, piani di accumulo, i fondi pensione, e le polizze vita con finalità di investimento.

Analizziamo pertanto queste differenti modalità cercando di capire a chi può convenire la scelta di uno piuttosto che dell’altro.

Cominciamo riferendoci ai PAC. L’acronimo PAC significa letteralmente piano di accumulo ed è una forma di risparmio libero attraverso il quale dietro il versamento di piccole rate si va a costituire nel tempo una disponibilità finanziaria che cresce in modo progressivo.

Ovviamente la somma accumulata dipenderà dai rendimenti prodotti dalla gestione, dai quali bisognerà poi togliere le commissioni e costi di gestione dell’ente gestore.

Uno strumento simile al PAC è rappresentato poi dal fondo pensione. Il fondo pensione costituisce il secondo pilastro del nostro sistema previdenziale ed è appunto uno strumento adatto a integrare la copertura previdenziale offerta dal sistema pensionistico di base in quanto consente di ottenere che venga liquidato un capitale allorquando siano maturati i requisiti di accesso alla previdenza obbligatoria.

Da ultimo quale forma di risparmio, consideriamo la polizza vita con finalità però di puro investimento, che assolve in sé sia una funzione di tipo assicurativo, in quanto consente di accumulare capitale a una data scadenza futura ma anche di tipo previdenziale in quanto in tale polizza il premio viene liquidata quando ancora l’assicurato è in vita.

Questo è il motivo principale per cui questo tipo di polizza risulta essere più costoso rispetto a una polizza vita ma per il caso di morte.

Assicurazione e risparmi: cosa preferire

Ad oggi nel vasto panorama delle possibilità di investimento e di costituzione di capitale a un’epoca futura, gli italiani tendono a preferire le polizze con finalità d’investimento rispetto a quelle di puro rischio e dunque alle polizze tcm.

Questo perché in tali formule esiste l’eventualità che non si verifichi l’evento oggetto della copertura assicurativa, come tale l’assicuratore non sarà chiamato a fare nessun pagamento con la conseguente impossibilità, da parte dell’assicurato, di ottenere la restituzione dei premi versati e dunque di quel tesoretto a tutela per il proprio nucleo familiare.

Tuttavia bisogna dire che sebbene le forme di risparmio di puro investimento siano quelle più preferite, sono al tempo stesso anche le soluzioni più costose perché richiedono una capacità di risparmio decisamente più ampia.

Ecco perché quando si decide che tipo di formula di risparmio porre in essere per il futuro bisogna sempre considerare non solo motivi strettamente contingenti ma anche orizzonti di più ampio respiro che tengano conto di possibili evoluzioni delle situazioni in termini economici, lavorativi e familiari.

Assicurazione e risparmi: parallelo Pac e polizze tcm

In generale è vero che una polizza tcm è una polizza di puro rischio e che quindi ha insito in sé il fatto di non vedere corrisposta a scadenza la prestazione pattuita, tuttavia è a confronto con il PAC una soluzione estremamente vantaggiosa sotto il profilo economico.

Con una spesa di poche decine di euro al mese se si verifica l’evento rischioso, comunque la tutela per il nucleo familiare risulta essere assicurata.

Non solo, a questo bisogna aggiungere che nella tcm il capitale oggetto della prestazione nel momento in cui si verifica la situazione di bisogno, è immediatamente disponibile a differenza di quello che accade nel PAC dove per veder accumulata una cifra significativa comunque saranno necessari diversi anni.

In aggiunta il Pac non risulta essere economicamente appetibile come una polizza tcm, in quanto il suo costo mensile risulta essere più elevato, ragion per cui è uno strumento che tende ad essere non preferito dalle classi di reddito medio/basse.

Inoltre il fatto che in una tcm si riesca a ottenere per intero la somma assicurata al verificarsi dell’evento rischioso, è un altro aspetto di indubbio vantaggio rispetto al Pac dove la presenza di una componente azionaria potrebbe impattare con il proprio rendimento in modo negativo sull’ammontare della prestazione accumulata alla scadenza.

Altro aspetto da considerare per le due forme di risparmio è la modalità di acquisto, a tutto vantaggio delle polizze tcm con una procedura che indubbiamente è più semplice ed immediata potendo avvenire anche direttamente online.