In più di qualche occasione, potremmo aver avuto il pensiero di assicurare noi o i nostri cari con delle polizze che prevenissero la copertura di periodi di salute non proprio perfetti. 

In altri casi, il pensiero è andato vero una possibile copertura che comprendesse rischi più ampi di decesso o invalidità. In molti casi l’idea è passata, in altri si è soffermata sulla giusta scelta dell’Assicurazione che soddisfacesse le nostre esigenze o problematiche.

In molte occasioni possiamo avere pensato che stipulare una polizza vita fosse quasi demodé, qualcosa di superato o comunque sottovalutato. Ma abbiamo mai riflettuto sul fatto che il più delle volte la polizza vita potrebbe essere in realtà messa nell’ordine delle idee di essere un investimento?

In un articolo del sole24ore.com viene menzionato come le polizze vita nel 2019 fossero uno degli investimenti tra quelli preferiti dagli italiani:

Le polizze sono diventate uno degli investimenti preferiti degli italiani. Le riserve del ramo vita rappresentano ormai il 17% della ricchezza finanziaria delle famiglie, mentre gli investimenti in quote di fondi comuni sono scesi nel 2018 all’11,5% (12% nel 2017). Il dato sale al 25% se si osservano i salvadanai dei clienti retail di banche, posta e reti di consulenti. Mentre per i clienti delle strutture private, secondo i dati Aipb, le polizze hanno raggiunto proprio a fine marzo il massimo storico toccando quota 173 miliardi (pari al 21% delle masse investite dai paperoni).” 

E soprattutto cosa non da poco, sappiamo che sono detraibili come riportato in modo molto dettagliato da fiscoetasse.com:

Le spese sostenute per i premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni sono detraibili in sede di dichiarazione dei redditi nella misura del 19% - art. 15, comma 1, lett. f), TUIR.”

Ma come è possibile destreggiarsi nella giungla delle offerte e delle proposte commerciali offerte dalle innumerevoli compagnie di assicurazione?

Vediamolo insieme in 5 punti.

Punto 1: Polizze vita, cosa è un’assicurazione vita

Partiamo dalla base su che cos’è un’assicurazione sulla vita

Un’assicurazione sulla vita è una garanzia che mettiamo in campo per noi o per i nostri familiari attraverso un investimento che può essere distribuito in premi in denaro da pagare mensilmente, semestralmente o in una sola soluzione, annualmente.

Lo facciamo per tutelarci in caso di incidente, decesso o invalidità. Ma anche come forma di investimento: se siamo molto giovani, quando ad esempio vogliamo tutelarci sull’incertezza di possibile mancato introito di guadagno futuro; se siamo già con qualche annetto sulle spalle e vogliamo garantirci una vecchiaia il quanto più serena possibile. 

In poche parole un’assicurazione sulla vita può servire a coprire contemporaneamente diverse esigenze.

Gli attori che vanno a comporre mediamente una polizza vita sono quattro:

  • Il contraente  
  • L’assicurato
  • Il beneficiario
  • Il premio

Il contraente è colui che fisicamente paga il premio, ovvero che versa la quota mensile, semestrale o annuale per assicurare, ed è il soggetto che ha l’obbligo di pagarlo in quanto è colui che ha stipulato la polizza con la compagnia assicurativa.

L’assicurato può non essere lo stesso soggetto del contraente, o anche sì, è colui che nel caso in cui si verificasse l’evento assicurato, beneficia della copertura assicurativa.

Il beneficiario è colui che nel caso in cui sia stato menzionato dal contraente, se si dovesse verificare l’evento imprevisto, riceve materialmente la somma in denaro che è stata assicurata.

Infine il premio, non è un soggetto fisico, ma tra gli attori ha il suo peso, ed è il valore che tutti i mesi il contraente dovrà versare per raggiungere il valore della quota assicurata ai fini del coprire il manifestarsi di un evento.

Punto 2: Polizze vita, cosa copre un’assicurazione vita

Ci sono in commercio molte differenti polizze vita che coprono altrettanto differenti casistiche. Qui nasce spesso la difficoltà nella scelta.

La valutazione va fatta in base a cosa certamente vogliamo assicurare e quando vogliamo che scatti la copertura assicurativa. 

Il caso più comune è quello della polizza vita in caso di morte. In questo caso è ovvio che la polizza scatta nel caso del decesso dell’assicurato, e si sviluppa con il versamento in denaro da parte dell’assicurazione al soggetto che è stato indicato come beneficiario dal contraente.

Il secondo caso abbastanza diffuso è la polizza in caso vita. Si tratta di una opzione differente, è più vicina ad una forma di investimento, in quanto presuppone un piano di accumulo in cui si accantona del denaro che entrerà nella disponibilità del beneficiario o dell’assicurato - se coincidono - sino a una data di scadenza stabilita.

Il terzo caso anch’esso abbastanza diffuso è un misto tra le due precedenti, si tratta infatti delle polizze vita cosiddette miste, che sono appunto una via di mezzo tra le polizze in caso di morte e quelle in caso vita. Sono questi i contratti che possono interessare coperture come l’invalidità, la malattia, gli infortuni o perché no la perdita del posto di lavoro.

Ma quale scegliere? 

Punto 3: Polizze vita, come scegliere un’assicurazione sulla vita

Quale scegliere è certamente un fattore dipendente dalla situazione personale o famigliare del contraente. 

Diciamo che nei dubbi più comuni, potrebbe essere utile ragionare in questo modo:

  • se vogliamo mettere al sicuro la famiglia dall’evento di perdita prematura del contraente e/o assicurato, che magari è anche il principale o unico attore all’interno del nucleo familiare in grado di produrre reddito, lo stesso contraente dovrebbe tendenzialmente orientarsi verso la formula della polizza vita in caso di morte.
  • Se ad esempio si vuole predisporre e/o garantire un futuro il più sereno possibile, a fronte di tutti gli imprevisti della vita, o anche semplicemente se si ha contratto un mutuo, un prestito o un debito di una certa rilevanza, può essere utile orientarsi verso polizza vita in caso vita.

La prima è sicuramente indicata per chi ha figli piccoli ad esempio proprio per tutelarli in caso di morte, e fornire loro una garanzia anche in assenza del genitore di avere un sostentamento economico per il loro futuro. E’ chiaro, ma non inutile dirlo, che la polizza vita caso morte garantisce il pagamento della somma assicurata nel caso in cui l’imprevisto avvenga nel corso della durata del contratto

Se nel frattempo la polizza vita dovesse scadere senza che si verifichino gli eventi imprevisti, i premi che sono stati versati alla compagnia è utile sapere che non verranno restituiti

Il concetto “idea” che sta alla base di chi stipula una polizza assicurativa sulla vita in caso morte, non è solo scongiurare che l’evento non accada, ma che ci sia comunque se dovesse accadere, una forma di protezione nei confronti delle persone che si decide di assicurare… e non da poco, la garanzia di avere una tranquillità di fondo.

Punto 4: Polizze vita, quanto costano

E qui veniamo al tasto dolente. I costi sono molto variabili, dipendono da molti fattori e dal tipo di assicurazione che verrà scelta. 

In generale e senza entrare ne dettaglio, riassumiamo qui i parametri principali e i valori che incidono maggiormente e che dovremmo considerare se volessimo stipulare una assicurazione sulla vita:

  • La prima considerazione da fare è l’età dell’assicurato. Il costo del premio aumenta più alta è l’età dell’assicurato. La probabilità ad esempio che si verifichi l’evento di morte su un soggetto anziano rispetto a uno giovane è una questione ovvia.
  • La durata del periodo di protezione. Se il periodo che andiamo a coprire è piuttosto lungo, maggiore è la sua lunghezza, più alto sarà il costo del premio. Se assicuriamo 40 anni della nostra vita assicuriamo un periodo molto più lungo di 10, quindi un lasso di tempo in cui l’evento ha maggiore probabilità di accadere.
  • La salute. Lo stato di salute dell’individuo incide sul costo se ad esempio il soggetto da assicurare ha malattie pregresse.
  • Lo stile di vita. Essere un fumatore accanito, viaggiare spesso, o compiere lavori usuranti o rischiosi, aumenta il costo della polizza.
  • Il valore dell’importo che vogliamo assicurare: è il valore ad esempio in caso di morte che vogliamo garantire ai nostri familiari.
  • Le coperture. Come per le assicurazioni sulle auto, se mettiamo più coperture ad esempio i cristalli e il furto, certo pagheremo di più che a coprire unicamente l’RC auto. Idem nel caso di una polizza vita.

Punto 5: Polizze vita, sono detraibili

Il fattore più positivo di tutti è certamente quello delle detrazioni in fase di dichiarazione dei redditi.

Nel caso delle polizze vita in caso morte è possibile detrarre sino al 19% dei premi versati sino ad un massimo di 530 euro sia nel modello dei Redditi 730 che in quello per Persone Fisiche (art. 15, comma 1, lett. f), TUIR.)

Nello specifico per la dichiarazione dei redditi 2021 la detrazione spetta ai:

Contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni, stipulati o rinnovati entro il 31.12.2000, a condizione che siano superiori ai 5 anni; e che nel periodo non sia consentita la concessione di prestiti;

I contratti stipulati o rinnovati dal 2001 se sono stipulati a rischio di morte oppure per invalidità permanente non inferiore al 5%.

Infine, ultima segnalazione, la detrazione spetta anche per i premi pagati verso compagnie assicurative estere.