Sono anni ormai che si parla dell’esigenza di una riforma organica e strutturale dell’ordinamento RC Auto. Ad invocarla sono le compagnie di assicurazioni, gli organi di vigilanza e gli stessi assicurati, in modo particolare quelli cosiddetti virtuosi, che vorrebbero veder riconosciuto il loro merito senza essere penalizzati da fattori come il luogo in cui risiedono e circolano. 

Interventi del legislatore ce ne sono stati ma il loro susseguirsi in modo disordinato ne ha minato l’organicità non consentendo di mettere in piedi un quadro ordinamentale coerente ed equo nel contemperare le esigenze di tutti. 

Nelle ultime settimane un’accelerazione ha portato i rappresentati di ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) e IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) ad esprimersi sull’urgenza di un cambiamento di rotta, puntando il dito in particolare sul sistema del bonus-malus che sembra avere i giorni contati.

Riforma RC Auto: ANIA e IVASS puntano il dito sul Bonus-Malus 

Maria Bianca Farina presidente dell’ANIA, l’associazione nazionale che rappresenta le più importanti imprese del settore, nell’audizione del 4 marzo scorso presso la commissione Finanza della Camera, ha rappresentato la posizione delle compagnie di assicurazione:

“È ormai divenuto molto importante impostare una riforma organica dell’ordinamento RC auto, al fine di valorizzare i principi ispiratori di accessibilità e coesione della grande riforma del 1969 nell’attuale contesto di mercato…" 

E ancora evidenziando il gap rispetto ai paesi UE:

In particolare, se da una parte è vero che negli ultimi anni ci sono state evoluzioni positive del sistema – con minori premi medi e una riduzione del divario rispetto all’Europa e dei divari territoriali tra le diverse province – dall’altra parte permangono rilevanti aree di miglioramento che è necessario indirizzare.

Il presidente Farina, ritornando su alcune evidenze già emerse in occasione della presentazione del Rapporto Annuale ANIA 2020, ha posto l’accento su alcuni elementi sensibili, dalle frodi diffuse, con una incidenza sul totale dei sinistri doppia rispetto agli altri paesi europei, al rischio stradale elevato, ai maggiori costi connessi ai sinistri mortali, alla limitata trasparenza della modalità di indennizzo diretto (CARD) e, dulcis in fundo, al sistema del bonus-malus

“Il sistema attuale non è più efficace nel distinguere i clienti secondo la propria effettiva rischiosità (84% dei clienti nella prima classe di merito nel 2019) e non svolge quindi più la propria funzione educativa e premiante dei comportamenti virtuosi.”

Anche l’IVASS, l’organo di vigilanza del comparto assicurativo, attraverso le parole del consigliere Riccardo Cesari converge sulla stessa posizione: 

"La riforma del bonus-malus, a nostro avviso non è più procrastinabile. Oggi si basa su un unico indicatore, il numero di sinistri, ma dobbiamo passare quanto prima ad un sistema multidimensionale che renda effettiva la misurazione del rischio. Oggi è assolutamente priva di capacità informative".

La necessità di rottamare il sistema che regola oggi l’accesso alle classi di merito è dunque un elemento considerato critico sia dalle compagnie di assicurazione che dall’istituto di vigilanza. Si partirà probabilmente proprio da questo storico meccanismo e dal suo superamento per cambiare il volto dell’RC Auto.

Cos'è il Bonus-Malus

Facciamo un passo indietro e partiamo proprio dalla definizione di Bonus-Malus, questa formula applicata in ambito RC Auto, che ritroviamo nell’art. 133 del Codice delle Assicurazioni Private, voluta dal legislatore per responsabilizzare il conducente assicurato:

“Per i ciclomotori, i motocicli, le autovetture e per altre categorie di veicoli a motore … i contratti di assicurazione debbono essere stipulati in base a condizioni di polizza che prevedano ad ogni scadenza annuale la variazione in aumento od in diminuzione del premio applicato all'atto della stipulazione o del rinnovo, in relazione al verificarsi o meno di sinistri nel corso di un certo periodo di tempo…”. 

La formula Bonus-Malus prevede 18 classi di merito, con ingresso a partire dalla 14esima in caso di neopatentati.

Ad ogni scadenza, se non si causano sinistri, l’assicurato scala di una unità passando dalla 14esima alla 13esima, e cosi via, anno dopo anno, fino ad arrivare alla prima se è virtuoso. In caso contrario sale di due classi per il primo sinistro passando dalla 14esima alla 16esima e ancor di più in caso di più sinistri, con conseguente aumento del premio da pagare.  

Più bassa è la classe più basso sarà il premio, fermo restando che la determinazione di quest’ultimo è influenzata anche da altri fattori come l’età del conducente, il modello del veicolo da assicurare, il territorio prevalente di circolazione.  

A cosa serve il Bonus-Malus

Con il Bonus-Malus si bilancia l’obbligo a contrarre delle compagnie di assicurazione (che ricordiamo, in base all’art. 132 del Codice delle Assicurazioni Private non possono rifiutarsi di accogliere una richiesta di copertura assicurativa) con i principi di sana e prudente gestione dell’impresa assicurativa. 

Se un assicurato non è virtuoso, cioè è responsabile di uno o più sinistri, pagherà un premio più elevato garantendo l’equilibrio economico dell’impresa di assicurazione chiamata, in caso di sinistri, a sostenere dei costi.

La formula del Bonus-Malus rappresenta anche uno strumento per responsabilizzare il guidatore che se pensasse di non dover rispondere patrimonialmente in caso di sinistro abbasserebbe la sua soglia di attenzione.

Il rischio di pagare un premio più elevato unitamente alla possibilità di risparmiare attraverso una guida prudente sollecita gli automobilisti a rispettare il codice della strada con beneficio per la collettività in termini di sicurezza stradale. 

In principio il legislatore introdusse solo il “Malus”, cioè l’aggravio di premio in caso di sinistro, successivamente fu previsto anche il Bonus per incentivare i comportamenti virtuosi.

Negli anni il legislatore ha introdotto sempre più elementi per stimolare un comportamento responsabile come l’uso della scatola nera, lo sconto obbligatorio a favore dei conducenti con ottima classe di merito residenti in città con elevato livello di sinistri, ma non sempre l’integrazione normativa ha dato i frutti sperati.

Perché il modello Bonus-Malus è entrato in crisi 

Il legislatore nel tempo per poter frenare la crescita esponenziale dei premi RC Auto ritenuti troppo cari dai consumatori, ha immaginato di apportare alcune modifiche all’impianto iniziale del Bonus-Malus. Due le tappe miliari che hanno segnato l’inversione di rotta e sancito in qualche modo l’inizio di una crisi irreversibile: 

• il Decreto Bersani del 2007 che ha introdotto il concetto di ereditarietà della classe di merito 

• l’art. 55-bis comma 1 lettere a) e b) del Dl Legge n. 124/2019 che ha ampliato il decreto Bersani introducendo l’RC Familiare. 

Il decreto Bersani introdusse l’art. 134 comma 4 bis del Codice delle assicurazioni private:

“L'impresa di assicurazione, in tutti i casi di stipulazione di un nuovo contratto, relativo a un ulteriore veicolo della medesima tipologia, acquistato dalla persona fisica già titolare di polizza assicurativa o da un componente stabilmente convivente del suo nucleo familiare, non può assegnare al contratto una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall'ultimo attestato di rischio conseguito sul veicolo già "assicurato”.

Il legislatore in sostanza consentì al proprietario di più veicoli di una stessa tipologia (o auto o moto) di avvalersi della migliore classe di merito, di cui godeva già, anche per i nuovi veicoli acquistati (dove per nuovi si intende assicurati per la prima volta nel nucleo familiare quindi siano essi nuovi o usati) e di estendere tale beneficio anche ai familiari sempre che fossero conviventi, cioè con identica residenza, escludendo dalla fattispecie le società. 

Questa scelta normativa si tradusse nella possibilità per il familiare più incline alla sinistrosità di azzerare la sua storia e accedere automaticamente alla classe di merito più vantaggiosa del familiare virtuoso, la qual cosa vanificò il meccanismo di responsabilizzazione alla base della disciplina che regola la determinazione delle tariffe RC Auto e rese meno significativo il valore dell’attestato di rischio

Nel nuovo scenario dopo una prima fase di riduzione dei premi, le compagnie attuarono meccanismi compensativi per fronteggiare gli effetti dello slittamento collettivo verso la prima classe di merito andando ad incidere sulle altre variabili di determinazione del prezzo della polizza RC auto, dal modello del veicolo, all’età del conducente, al contesto territoriale di circolazione prevalente, al distinguo tra prima polizza e rinnovo. 

Il colpo di grazia è arrivato lo scorso anno con l’introduzione dell’RC Familiare che estende il beneficio della Bersani oltre al caso di nuovi contratti anche ai rinnovi e consente di applicarlo anche in caso di veicoli di diversa tipologia ampliando ulteriormente la distorsione dell’originario sistema Bonus-Malus

Quali prospettive per il superamento del Bonus-Malus

L’esigenza sentita oggi è quella di tornare ad un sistema di determinazione delle tariffe RC Auto che tenga realmente conto degli stili di guida, che valorizzi e premi realmente i virtuosi attraverso una corretta profilazione dei rischi individuali e che non subisca gli effetti distorsivi di una legislazione che spesso ne contraddice le finalità.

In questo senso ritornano le recenti dichiarazioni del Presidente dell'ANIA Farina:

“Riteniamo che una riforma efficace dell’intero sistema debba indirizzare in modo organico tutte le principali aree di miglioramento identificate, ponendosi il duplice obiettivo di incremento dell’accessibilità complessiva dell’r.c. auto, riducendone il prezzo medio per tutti i cittadini, e di promozione della coesione territoriale, intervenendo sulle determinanti di differente sinistrosità tra province, rilanciando i principi ispiratori della riforma del 1969 nell’attuale contesto di mercato.”

La via è quella del ritorno ad una assicurazione obbligatoria RC Auto intesa come sistema a vocazione sociale che garantisca un equilibrio mutualistico sostenibile nell’interesse di tutti, compagnie e assicurati, ed i tempi per un’inversione di rotta e per una revisione organica del quadro normativo sembrano essere maturi.