Il vaso che cade dal balcone e colpisce uno sfortunato passante; il cane che subisce una grave aggressione da un altro cane; la rottura di una condutture che crea una lesione alla parete del vicino: eventi di vita quotidiana molto comuni.

Secondo il vecchio detto “chi rompe paga”, i danni provocati devono essere risarciti e in queste situazioni una buona polizza di responsabilità civile può essere molto d'aiuto. La responsabilità civile è un ramo del diritto che regola i rapporti tra cittadini e, a differenza di quella penale o amministrativa, può essere fatta valere solo su iniziativa della parte danneggiata. 

La responsabilità civile nel diritto civile 

In diritto, la responsabilità civile è un obbligo giuridico che grava su un soggetto nei confronti di altri soggetti. Bisogna distinguere, però, la  responsabilità contrattuale, cioè l'inadempimento di un obbligo, dalla  responsabilità extracontrattuale che, invece, riguarda un fatto illecito (artt. 2043-2059 c.c.).

Per il fatto illecito la legge può attribuire la responsabilità a diversi soggetti, tenendo sempre presente quale sia il loro ruolo (ad esempio custodi di cose, genitori, tutori, proprietari di animali, proprietari di edificio, ecc...) o attività (come gli esercenti di attività pericolose). 

La responsabilità civile in ambito assicurativo

Nella sezione del sito dell'IVASS con il glossario completo dei principali termini assicurativi, troviamo una valida definizione di responsabilità civile: 

Le assicurazioni della responsabilità civile generale (classificate nel ramo danni 13) proteggono il patrimonio dell’assicurato dal rischio di dover pagare a un terzo, a titolo di risarcimento, i danni causati da una propria condotta colpevole.

In altri termini, una polizza di  responsabilità civile serve a coprire le spese dei danni che possiamo causare ad altre persone. Questi danni possono essere cagionati involontariamente oppure possono essere conseguenza di un fatto illecito imputabile per colpa, anche grave, all'assicurato o, anche per dolo.

A seconda dei termini contrattuali e dei massimali di polizza, la compagnia può pagare il risarcimento direttamente al danneggiato oppure può anticipare l'importo all'assicurato. I soggetti interessati in una polizza di responsabilità civile sono:

il contraente, ossia la persona (fisica o giuridica) che sottoscrive la polizza e assume l'obbligo di pagare il premio e può essere diversa dall'assicurato;

l’assicurato che, nel caso risultasse responsabile di danni procurati ad un altro soggetto, sarebbe obbligato a risarcire il danneggiato; 

il danneggiato, cioè colui che ha subito il danno ed è il soggetto “terzo” rispetto alle parti contrattuali (cioè all’assicurato e alla compagnia di assicurazione). Generalmente non sono considerate “terze” e non hanno diritto al risarcimento le persone legate all’assicurato da particolari vincoli di parentela, come esempio i familiari conviventi sotto lo stesso tetto. 

Alcuni dati sulle assicurazioni di responsabilità civile

Lo scorso 5 febbraio l'IVASS ha pubblicato il bollettino statistico riguardo “L'attività assicurativa nel comparto property e nel ramo r.c. Generale (2014-2019)”. Da questo documento emerge che la stipula di polizze di responsabilità civile vanta un notevole incremento: 

Nel 2019, i premi contabilizzati complessivamente nel comparto property e nel ramo r.c. generale si sono attestati a 8.823 milioni di euro, costituendo il 25,7% dei premi della gestione danni, in crescita rispetto al 25,5% del 2018 e al 24,1% del 2014. 

Tipologie di responsabilità civile

Sul mercato troviamo diversi tipi di assicurazioni di responsabilità civile, le quali si differenziano in base al ruolo sociale o aziendale del sottoscrittore e al tipo di attività eventualmente svolta. La prima distinzione avviene fra responsabilità  civile contrattuale e responsabilità civile extracontrattuale.

La responsabilità civile contrattuale serve a coprire le spese relative alla eventuale inadempienza di un contratto preesistente, pertanto il debitore (l'assicurato) è tenuto al risarcimento del danno nei confronti del creditore (il danneggiato). 

La responsabilità civile extracontrattuale è la più comune in quanto non prevede un precedente rapporto contrattuale fra le parti, ma interviene in caso di fatto illecito compiuto dall'assicurato nei confronti di un soggetto che subisce un danno. Disciplinata dall’art. 2043 del codice civile, la responsabilità civile extracontrattuale risponde al principio secondo il quale chi provoca un danno, con dolo o colpa, è obbligato al risarcimento del danno (“chi rompe paga!”, in altri termini).

Rende bene l'idea l'esempio di un paziente che subisce un danno da un medico dipendente da una struttura sanitaria; il paziente ha diritto ad un risarcimento da parte della struttura sanitaria con cui ha un rapporto contrattuale, mentre il medico risponde di responsabilità extracontrattuale in caso di danni cagionati ai suoi pazienti ed è tenuto al risarcimento per errore medico, colposo o doloso. 

In conclusione, la responsabilità civile extracontrattuale risulta molto utile – e in alcuni casi è obbligatoria – a coloro che devono rispondere di eventuali danni cagionati da animali domestici, allievi, apprendisti, commessi, domestici, minori, ecc...

La responsabilità civile, infine, può riguardare diversi soggetti, oggetti o attività, come ad esempio: amministratori e dirigenti, amministrazioni ospedaliere, autoveicoli terrestri (la famosa RcAuto), aeromobili, capofamiglia e/o famiglia, committenza lavori, fabbricati, operai o prestatori d'opera, passeggeri, prodotti, libere professioni, veicoli marittimi e molto altro ancora.

Le polizze di responsabilità civile obbligatorie

La maggior parte delle polizze di responsabilità civile generale obbligatorie  si riferiscono ad attività professionali e industriali. Infatti tutti i liberi professionisti come medici, avvocati, commercialisti, ingegneri, agenti di viaggio, amministratori di condominio, agenti, subagenti e broker assicurativi, ecc... sono obbligati per legge a stipulare una polizza di responsabilità civile professionale.

Devono adempiere a tale obbligo anche i costruttori, i quali devono sottoscrivere una polizza di responsabilità civile di  durata decennale, che entra in vigore il giorno in cui vengono ultimati i lavori, in modo da offrire la tutela all'acquirente dell’immobile appena costruito.

Per le attività di libera professione, le polizze di responsabilità civile normalmente prevedono un periodo di ultrattività: significa che le richieste di risarcimento possono giungere anche nei 10 anni successivi alla scadenza della polizza, purché il fatto sia avvenuto durante il periodo di validità della polizza.

Per questo motivo lo Stato ha imposto l’assicurazione di responsabilità civile ad alcuni settori di particolare rilevanza sociale o per alcune attività “delicate”, come ad esempio le società di revisione, quadri e dirigenti d'azienda, organizzazioni di volontariato, appalti pubblici, sperimentazione di medicinali e molto altro. 

Le polizze di responsabilità civile non obbligatorie... ma molto utili

La responsabilità civile del capofamiglia e del nucleo familiare rientra certamente fra le polizze non obbligatorie ma utilissime, soprattutto se si posseggono animali domestici, come ad esempio cani di grossa taglia, visto che l’art. 2052 del Codice Civile obbliga i proprietari a risarcire i danni causati dai propri animali domestici. Alcune polizze, inoltre, coprono anche i danni cagionati durante l'attività fisica all'aperto, ad esempio durante una passeggiata in bicicletta. 

Responsabilità civile claim made e loss occurance

Bisogna considerare un'altra importante distinzione fra le varie tipologie di polizze di responsabilità civile, ed è quella fra polizze claim maide e polizze loss occurance. Dedicheremo un apposito approfondimento a questi due tipi di assicurazione di responsabilità civile.

Per il momento bisogna precisare che le polizze di responsabilità civile verso terzi (non auto) claim made attivano le garanzie quando viene effettuata la prima richiesta di risarcimento danni; questa richiesta deve essere notificata dall'assicuratore durante il periodo di validità della polizza e non quando l’assicurato commette l’atto illecito. Le polizze  di responsabilità civile con la clausola loss occurance, invece, attivano le garanzie a danno avvenuto.

Questa clausola copre i danni che si sono verificati durante il periodo di validità dell'assicurazione di responsabilità civile, anche se l'evento che li ha determinati è antecedente alla data di effetto di questa e la richiesta di risarcimento è fatta dopo la sua cessazione. In altri termini il danneggiante, per beneficiare delle garanzie previste in polizza, deve essere assicurato già al momento in cui commette l’atto illecito.

La polizza di responsabilità civile professionale in regime di loss occurrance attiva le garanzie se il responsabile del danno è già assicurato nel momento in cui il fatto è stato commesso. La polizza claim made “pura”, invece, attiva le garanzie anche nel caso in cui il responsabile del danno non abbia ancora stipulato una polizza di responsabilità civile, ma basta che sia assicurato nel momento in cui riceve una richiesta di risarcimento danni.

Spesso l'assicuratore propone polizze di responsabilità civile in regime misto, in modo tale che la copertura assicurativa sia attiva per un periodo di tempo più lungo, magari inserendo periodi di retroattività e/o ultrattività.