Banca MPS

MPS, Banca Monte dei Paschi di Siena

MPS, Monte dei Paschi di Siena S.p.A., è una tra le più antiche banche italiane, nata come Monte di Pietà. Il gruppo è attivo nella contrattazione e gestione dei tradizionali servizi bancari, occupandosi di servizi inerenti all'ambito assicurativo e di gestione patrimoniale ed offrendo servizi in materia di Private banking. L'istituto è inoltre presente nel ramo della finanza d'impresa, con servizi di consulenza finanziaria e di project finance.

Le origini di MPS: la famiglia de' Medici

Le origini di MPS risalgono al 27 febbraio del 1472, quando venne fondato il Monte Pio, per mano del Consiglio Generale della Repubblica, avente come scopo quello di aiutare le realtà agricole di quel periodo garantendo dei prestiti con dei tassi minimi al 7,5%.

Nel 1557 Cosimo de' Medici, duca di Firenze, ebbe in feudo lo Stato senese e, nel 1568, il Monte Pio poté riprendere la sua attività creditizia, con un nuovo statuto.
Nel 1624 cambiò denominazione in Monte dei Paschi di Siena, il quale era gestito da otto cittadini nobili che concedevano crediti, vincolando (a titolo di garanzia) le rendite dei pascoli maremmani, detti Dogana dei Paschi.

La dinastia Lorena

Nel 1739 la Toscana andò alla dinastia dei Lorena, i quali passarono l'amministrazione dei Paschi sotto il controllo del Governo. Nel 1833 il Monte fondò anche una Cassa di risparmio e approvò un un nuovo statuto emettendo Buoni agrari, che fungevano da denaro. Nell corso degli anni successivi aprì nuove sedi a Lucca, Firenze e in città anche fuori dai confini Toscani, tanto che con il decreto legge del 1936 il Monte e la Cassa di Risparmio si fondarono in un'unica entità.

Nel giugno del 1999 MPS viene quotata a Piazza Affari e continua l'espansione attraverso una strategia di acquisizioni (Banca del Salento, Banca Agricola Mantovana).

Le recenti vicende e lo scandalo MPS

Nel 2007 Banca Monte dei Paschi di Siena acquisisce (da Banco Santander) Banca Antonveneta (esclusa la controllata Interbanca) per un ammontare di circa 10 miliardi di euro (Santander aveva comprato Antonveneta qualche mese prima, per un importo di 6,6 miliardi di euro). Tale operazione, dimostratasi infelice dal punto di vista reddituale, contribuisce progressivamente alla crisi di MPS e della Fondazione Mps, suo principale azionista.

Nel 2011 MPS chiude il proprio bilancio con una perdita di 4,69 miliardi di euro. Le vicende e gli scandali che hanno riguardato il gruppo nel biennio 2012-2014 hanno fatto emergere la presenza di contatti dell'istituto senese con realtà di credito internazionali (primo tra tutti il colosso Nomura) e rimarcato la pericolosità dello strumento derivato utilizzato come escamotage per riconfezionare e rivendere a terzi debiti oltremodo abbondanti. Nello specifico, sono ancora in atto le cause che vedrebbero coinvolta MPS per lo scandalo legato a Santorini ed Alexandria.

Sfiorando il crac, nel giugno 2014 MPS ha varato un nuovo aumento di capitale da 5 miliardi di euro, somma che verrà per lo più utilizzata nel saldo dei 4 miliardi di prestiti ricevuti al fine del salvataggio dell'istituto tramite Monti-Bond nel febbraio 2013.

I dati finanziari di Banca Monte dei Paschi

Nel 2012, precisamente in aprile, viene nominato il nuovo Presidente di MPS, Alessandro Profumo, e viene approvato un nuovo piano industriale che prevede una forte contenimento della spesa, a partire dalla riduzione del personale: vengono licenziati 3.000 addetti nel 2013 (nel 2010 contava circa 30.000 dipendenti) e viene progettato di portare a chiusura 400 filiali entro il 2015.

Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. ha sede principale a Siena, in Piazza Salimbeni, 3 ed è quotata in borsa nel segmento MTA, con il simbolo BMPS. Il gruppo chiude il 2012 con una perdita di 1, 439 miliardi di euro, in diminuzione rispetto all'elevato livello di 3,168 miliardi registrati nel 2013.

Per info: MONTE DEI PASCHI DI SIENA



Piazza Affari positiva. Focus su Leonardo dopo dati 2018. FTSE MIB +0,67%

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TIM: proxy advisor contro Vivendi, ipotesi Falciai presidente

Telecom Italia +0,8% positiva.

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Sotto la lente dell'analisi tecnica

La lista che segue è composta da alcuni dei titoli appartenenti agli indici di Borsa Italiana, ritenuti tra i più significativi in base ai criteri di liquidità dell'analisi tecnica e tali da garantire una rappresentazione complessiva dei vari settori ICB italiani.

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Piazza Affari si conferma tonica, bene Saipem e finanziari. FTSE MIB +0,78%

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Piazza Affari migliore in Europa. Riflettori su bancari e Saipem. FTSE MIB +0,54%

Piazza Affari migliore in Europa.

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I bancari italiani si confermano in ottima forma: FTSE Italia Banche +2,0%

I bancari italiani si confermano in ottima forma: l'indice FTSE Italia Banche segna +2,0%, l'EURO STOXX Banks +1,2%.

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Il Punto sui Mercati

Piazza Affari accelera al rialzo a metà seduta.

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Bancari italiani in ottima forma grazie a rumor su nuova Gacs

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Vendite sulle banche a Piazza Affari

Ancora in ripiegamento nel tardo pomeriggio di Piazza Affari i maggiori titoli del credito.

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Piazza Affari in flessione. Bancari, Prysmian e Juventus FC sotto pressione. FTSE MIB -0,42%

Piazza Affari in flessione.

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Piazza Affari in verde: bene il settore auto e Juventus. FTSE MIB +0,38%

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MPS, accordo con Mediocredito Centrale a supporto delle imprese meridionali

Banca Monte dei Paschi di Siena, Mps Capital Services e Mediocredito Centrale - Banca del Mezzogiorno hanno sottoscritto nei giorni scorsi due importanti accordi di collaborazione con l'obiettivo di sviluppare sinergie di intervento congiunto per facilitare l'accesso al credito delle imprese nel Mezzogiorno.

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Piazza Affari poco mossa. Acquisti sull'auto, deboli i bancari. FTSE MIB +0,07%

Piazza Affari poco mossa.

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Bancari Italia deboli su rialzo spread e dossier diamanti

Deboli i bancari italiani con il FTSE Italia Banche a -1,1% (EURO STOXX Banks -0,2%), penalizzati dal recupero dello spread e dalle notizie di stampa secondo cui la Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo (firmato dal gip di Milano Natalia Imarisio) di oltre 700 milioni di euro nei confronti di Banco BPM -3,2% (e della controllata Banca Aletti), UniCredit -1,4%, Intesa Sanpaolo -0,3% e Banca MPS -2,3%, nonchè delle società Diamond Private Investment e Intermarket Diamond Business, broker di diamanti che commercializzavano i preziosi attraverso il canale bancario.

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