Contributi a Fondo Perduto

In presenza di particolari circostanze, individuate da appositi provvedimenti normativi, lo Stato e gli altri enti pubblici supportano imprese e cittadini, favorendone le iniziative di investimento o di espansione.

Tali sostegni o forme di incentivi, per i quali è necessario il possesso di requisiti stabiliti di volta in volata, sono denominati contributi e possono essere erogati sia sotto forma di benefici fiscali - come esenzioni, deduzioni, detrazioni, riduzioni di aliquote o crediti d’imposta - sia come finanziamenti in senso stretto.

In questo secondo caso, la concessione di prestiti può essere a fondo perduto, vale a dire senza l’obbligo di restituzione da parte del beneficiario né del pagamento dei relativi interessi, oppure a condizioni agevolate (tassi di interesse sensibilmente inferiori a quelli di mercati o scadenze di rimborso molto dilatate). 

I contributi a fondo perduto concessi alle imprese sono generalmente erogati secondo tre specifiche forme tecniche:

• in conto impianti, finalizzati all’acquisizione o all’ampliamento di beni strumentali;

• in conto capitale, concessi per favorire genericamente il potenziamento della struttura aziendale e le attività di ricerca, sviluppo e progettazione di nuovi prodotti o processi;

• in conto esercizio, destinati ad aziende che producono beni o servizi di rilevante interesse sociale, i cui prezzi o tariffe sono imposti, come ad esempio le industrie di trasformazione di prodotti agricoli e i concessionari di pubblici servizi di trasporto.

A seguito dell’emergenza economico-sociale dovuta alla diffusione virale Covid 19, negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative pubbliche a sostegno non solo delle categorie tradizionalmente destinatarie di contributi a fondo perduto, ma anche delle numerose fasce di popolazione che si sono ritrovate in condizioni di precarietà e difficoltà economica, come giovani, donne, disoccupati ecc. Tutto ciò è stato indubbiamente favorito anche dalle cospicue risorse di cui lo Stato italiano ha potuto disporre nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNNR), messe a disposizione dell’Unione Europea per un ammontare di 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 come sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 sotto forma di prestiti.

Il PNNR amplia le categorie e le condizioni tradizionalmente previste per l’erogazione di contributi pubblici e impone la destinazione dei fondi a specifiche e vincolanti 6 voci di spesa, dette “missioni”:

1. Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo

2. Rivoluzione verde e transizione ecologica

3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile

4. Istruzione e ricerca

5. Coesione e inclusione

6. Salute

Tra gli interventi e gli incentivi più rilevanti, vanno menzionati quelli destinati ai giovani e alle donne che vogliono diventare imprenditori (ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero), a coloro che promuovono la nascita di nuove attività imprenditoriali e libero professionali nel Sud Italia e in alcune ristrette aree del centro-nord (Resto al Sud 2022), alla nascita e alla crescita di iniziative no profit nel settore dell’industria culturale, creativa e turistica (Cultura Crea 2.0), il Fondo PMI creative, il Fondo impresa donna e vari contributi a fondo perduto per i contratti di sviluppo, le imprese agricole, le aziende danneggiate dalla crisi in Ucraina, fino al Bonus matrimonio 2022 ecc.

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