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ENI, società operante nel ramo energetico

ENI S.p.A., ex Ente Nazionale Idrocarburi, è una delle principali società italiane, che opera nel segmento energetico. La società si occupa della produzione e relativa distribuzione di prodotti che spaziano tra energia elettrica, gas naturale, petrolio, gas metano, polietilene, ai lubrificanti industriali.

L'azienda è attiva nelle filiere:
- Exploration and Production, per la ricerca e produzione di idrocarburi;
- Gas and Power, che si occupa della vendita del gas naturale e della produzione e relativa distribuzione di energia elettrica;
- Refining and Marketing, sezione dedicata alla raffinazione e distribuzione dei prodotti petroliferi.

Il simbolo di Eni S.p.A.

L'azienda si contraddistingue da sempre per il suo marchio: il cane a sei zampe, che è stato ideato e disegnato da Luigi Broggini, il quale partecipò ad un concorso pubblicitario bandito dalla stessa Eni.

Le origini ed Enrico Mattei

La società affonda le sue origini nel 1953, quando viene istituito dallo Stato italiano (con la legge numero 136 del 1953), l'Ente Nazionale Idrocarburi, ente economico di diritto pubblico.
La nuova realtà industriale, presieduta dall'imprenditore nonché politico, Enrico Mattei (Acqualagna, 1906 - Bascapè, 1962), ha come scopo il detenere il controllo delle attività nazionali di produzione e distribuzione degli idrocarburi, anche se all'epoca esistevano già rinomate società di idrocarburi: tra queste, Agip (1926), Anic (1936) e Snam (1941).

Con la nuova legge, ENI si presenta come gruppo petrolifero ed energetico, il quale detiene il controllo delle aziende Agip, Snam ed Anic, godendo così del monopolio sulle attività della produzione di idrocarburi della Pianura Padana.

Il contributo del Presidente Enrico Mattei

Ad Enrico Mattei viene allora affidato l'incarico di Presidente; in qualità di Commissario, Maffei viene inoltre incaricato di gestire il problema della liquidazione delle attività inerenti la società Agip (nata sotto il regime fascista), che lo stesso riesce invece a riorganizzare, facendo diventare Agip una azienda fondamentale per il gruppo ENI.

Sotto la sua guida ENI si sviluppa sul territorio nazionale, attraverso l'ampliamento della rete di gasdotti e l'apertura di una serie di distributori di benzina Agip; si espande inoltre tramite acquisizioni, quali quella con la società Pignone (1954) e con la società tessile Lanerossi, la costituzione della società Saipem e l'apertura degli stabilimenti a Ravenna e a Gela.

In quegli anni Enrico Mattei conclude importanti accordi sul mercato internazionale, tra cui alcune concessioni petrolifere con produttori esteri (in Africa e Medio Oriente) mentre con l'Unione Sovietica porta a termine il contratto di fornitura di idrocarburi e la costruzione di un metanodotto; ciò comportò la rottura dell'oligopolio delle principali industrie petrolifere, quello delle cosiddette "sette sorelle".

Nel 1962 il colosso produce un fatturato di circa 357 miliardi di vecchie lire, dispone di 15 petroliere e conta una forza lavoro pari a 55.700 persone. Enrico Mattei guida il gruppo energetico fino al 1962, anno della sua scomparsa, dovuta ad un fatale incidente aereo.

Le attività dell'Eni e la Montedison

Inizialmente la presidenza del colosso energetico viene assunta da Marcello Boldrini, coadiuvato dal dirigente Eugenio Cefis (Cividale del Friuli, 1921 - Lugano, 2004), che nel 1967 ne diventa Presidente. In quegli anni la società continua a concludere accordi per la fornitura di petrolio, ma si concentra principalmente nelle attività del segmento chimico, diventando azionista di riferimento della società Montedison (1968). Nel 1971 Eugenio Cefis abbandona i vertici dell'ENI ed assume la presidenza di Montedison.

Nonostante la crisi petrolifera degli anni a seguire, ENI porta a termine importanti accordi, quale quello relativo l'importazione europea di gas naturale con la società National Iranian Gas Company, viene inaugurato il metanodotto Olanda - Italia, e nel 1980 la società esce dall'azionariato di Montedison e rileva le attività di Liquichimica e di SIR-

Nel 1992 con il decreto legge 333 del luglio 1992 (Governo Amato), il colosso energetico è composto da realtà differenti: esso include le società Snam, Samim S.p.A., Lanerossi, Anic, Agip ed altre, vanta una presenza in campo redazionale con Il Giorno e l'Agenzia Giornalistica Italiana), è attivo nel segmento farmaceutico con le società Sclavo e Recordati e possiede l'attività dei motel AGIP. Eni viene trasformato in società per azioni.

La società viene controllata dal Ministero del Tesoro, e dal Presidente Gabriele Cagliari (coinvolto poi nell'inchiesta di Tangentopoli) e dall'Amministratore delegato Franco Bernabè.

Fino al 1992 l'ente pubblico ENI rimane sotto il controllo del Ministero delle Partecipazioni Statali (che a sua volta subiva le influenze politiche prima della Democrazia Cristiana e poi quelle del Partito Socialista Italiano).

La privatizzazione ed il collocamento in Borsa di Eni

Nel 1995 il Ministero del Tesoro ha avviato il lungo processo di privatizzazione di ENI (effettuata in cinque fasi e conclusasi nel 2001, mantenendo circa il 30% del capitale sociale). Il gruppo fa allora il suo debutto alla Borsa Valori di Milano con doppia quotazione anche sul New York Stock Exchange e sul Seaq International di Londra.
In seguito al collocamento, le aziende AGIP e Snam vengono accorpate alla ENI S.p.A.

La società continua nella sua crescita, estendendosi a livello globale attraverso accordi ed acquisizioni: tra queste, l'azienda belga Distrigas S.A., attiva nella distribuzione di gas naturali in Belgio, Germania e Lussemburgo, e l'acquisizione di Sarcis S.p.A..

La realtà odierna

Oggi la società Eni S.p.A., presieduta dal dirigente Giuseppe Recchi (Napoli, 1964), con Amministratore delegato Paolo Scaroni, ha la sede principale a Roma, in Piazzale Enrico Mattei, 1 ed è presente a livello internazionale in 90 diverse Nazioni, con attività di produzione, gasdotti, oleodotti, uffici; conta una forza lavoro, composta da circa 77.838 dipendenti.

Gli azionisti di controllo (luglio 2014) sono rappresentati da: Cassa depositi e prestiti S.p.A., che detiene il 25,76% del capitale sociale (del quale il 70% è controllato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze) ed il Ministero dell'Economia e delle Finanze che possiede il 4,34% dell'azionariato.
Tra gli azionisti di rilievo, invece, si annovera la detenzione della People's Bank Of China al 2,1%.

I principali dati finanziari di Eni

La multinazionale Eni quota alla Borsa di Milano, nel segmento FTSE Mib, con il simbolo ENI; quota inoltre sul mercato telematico del New York Stock Exchange.

ENI S.p.A. ha chiuso l'esercizio relativo all'anno 2013 con un fatturato pari a 116.107 milioni di euro, in calo rispetto ai 127,2 miliardi di euro del 2012, che a loro volta avevano mostrato un aumento del 18,2% sul 2011.

Per maggiori informazioni: ENI



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