Unicredit

Unicredit S.p.A., gruppo finanziario internazionale

Unicredit S.p.A. è un gruppo finanziario italiano, una delle principali banche del mercato europeo, che è presente in oltre 22 nazioni con circa 9.500 filiali. La banca si rivolge ai privati e alle piccole medie imprese ed offre una serie di servizi personalizzati che spaziano dal private banking al corporate banking.

Le origini ed il francescano Michele Carcano da Milano

Il gruppo bancario affonda le sue antiche origini a Bologna nel lontano 1473, quando venne costituito Mons Pietatis Bononiensis, ovvero il Monte di Pietà di Bologna (Rolo Banca), grazie all'iniziativa dei francescani osservanti e del frate francescano Michele Carcano da Milano.

Da Monte di Pietà a banca

Soltanto nel 1898, con l'ammissione di una legislatura speciale, il Monte di Pietà venne riconosciuto come istituto con duplice attività: di beneficenza e di credito. Ciò permise alla congregazione di sviluppare l'attività nel segmento bancario e nel 1925 venne identificato come Monte di Credito su pegno. Nel periodo post bellico cambiò la sua denominazione inizialmente in Banca del Monte di Bologna per poi mutare in Banca del Monte di Bologna e Ravenna. A seguito di varie fusioni con istituti di credito (come Credito Romagnolo), la banca nel 1996 cambia denominazione in Rolo Banca 1473.

La costituzione di Unicredit

Nel 1998 viene costituita la Unicredito Italiano S.p.A.con sede iniziale a Bologna, che nel 2008, cambia la sua denominazione sociale in Unicredit S.p.A a seguito delle fusioni e relativa aggregazione delle banche:

  • Unicredito costituito da: Cassamarca, Cassa di Risparmio di Trieste (1999), Cassa di Risparmio di Torino, Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (1999) e Cariverona (Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona.

  • Gruppo Credito Italiano formato dalla Rolo Banca 1473 (Cassa di Risparmio di Modena, Credito Romagnolo, Banca del Monte di Bologna e Ravenna, la quale nello stesso anno acquisì anche la Banca Popolare del Molise) e dal Credito Italiano.

L'espansione all'estero

L'anno successivo il gruppo bancario inizia ad espandersi sui mercati europei, attraverso una serie di acquisizioni come la banca polacca la Banck Pekao, la banca bulgara BulBank, la Zagrebacka Banka (Croazia), la Živnostenskå Banka (Republica Ceca) e altre.

Nel 2003 Unicredito Italiano riorganizza il core business societario, attraverso il progetto S3 dividendo le attività in 3 filiere: il settore che si occupa dei privati e delle piccole imprese (retail), il ramo del private Banking e quello relativo all'Asset managment.

Nel 2005 il gruppo bancario italiano porta a termine l'acquisizione della banca tedesca
HypoVereinsbank AG, facente parte del gruppo HVB - Group, ricoprendo così un ruolo rilevante sui mercati europei.

Unicredit, principale gruppo bancario nazionale

Nel corso del 2007 Unicredit ha concluso l'accordo di fusione con il gruppo bancario Capitalia S.p.A. (nato dalla fusione di Bipop Carire e Banca di Roma), diventando così il principale gruppo bancario italiano.

La crisi finanziaria

Nel 2008 la crisi finanziaria dei mercati globali colpisce duramente principalmente il settore bancario, ed il consiglio di amministrazione presieduto da Alessandro Profumo si trova costretto a rafforzare la liquidità, attraverso il primo aumento di capitale pari a 3 miliardi di euro e l'anno successivo viene ripetuta la stessa operazione con un aumento di capitale di 4 miliardi di euro.

Le dimissioni di Alessandro Profumo

Nel settembre del 2010 l'amministratore delegato Alessandro Profumo annuncia le sue dimissioni, a causa di dissapori creatasi con i principali azionisti dell'istituto italiano, ma soprattutto di quelli tedeschi, per la gestione del gruppo.

Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit

Nello stesso mese Alessandro Profumo viene sostituito da Federico Ghizzoni (nato a Piacenza nel 1955), già presente nell'azienda come responsabile area dell'Europa centro orientale.

Unicredit S.p.A. cerca di migliorare la situazione apportando delle semplificazioni nella gestione dell'impresa ed attraverso la riorganizzazione societaria, ma la crisi finanziaria ed il progressivo ribasso delle azioni societarie, non aiutano il gruppo.

Il consiglio di amministrazione presenta il nuovo piano industriale 2012 - 2015, dove la banca si trova costretta ad approvare l'aumento di capitale sociale pari a 7,5 miliardi di euro. Questa manovra provoca nel gennaio del 2012 il crollo del titolo, che segna il -37% in soli 3 giorni.

Nello stesso anno e precisamente nel mese di agosto secondo il quotidiano londinese Financial Times, l'istituto italiano viene inserito nella black list delle banche internazionali, causa: il sospetto di violazione dell'embargo in Theran.

I principali dati economico finanziari di Unicredit

Il gruppo Unicredit S.p.A. ha la direzione generale a Milano in Piazza Cordusio ed è è quotata presso la Borsa valori di Milano, nel segmento FTSE MIB, con il simbolo UCG.

La banca ha chiuso l'esercizio relativo all'anno 2012, con una perdita pari a 553 milioni di euro, segnata soprattutto dagli accantonamenti sui crediti, che sono triplicati nell'arco del 2012 raggiungendo la somma di 4,6 miliardi di euro. A marzo la sussidiaria tedesca Unicredit Bank Ag ha predisposto la distribuzione di 2,5 miliardi di euro (facenti parte del corrispettivo dell'acquisizione della tedesca Hvb), 1,5 miliardi per la distribuzione del dividendo e 1 miliardo di euro, destinato alla riserve.

Per maggiori informazioni: UNICREDIT



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Sotto la lente dell'analisi tecnica

La lista che segue è composta da alcuni dei titoli appartenenti agli indici di Borsa Italiana, ritenuti tra i più significativi in base ai criteri di liquidità dell'analisi tecnica e tali da garantire una rappresentazione complessiva dei vari settori ICB italiani.

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Borse: seduta fiacca in Europa

Bene Fiat, Juventus e Prysmian. Nuovi records per Poste e Snam. Contrastati i titoli bancari. In calo il lusso ed ancora A2A.

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Unicredit perde quota dopo scontro con resistenza

Unicredit (-1,11%) ha fallito la scorsa ottava la rottura dei massimi di metà marzo a 12,33 circa, alimentando i dubbi sulla capacità di ripresa dei prezzi.

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Borsa italiana sotto la parità. Bancari in flessione, bene FCA. FTSE MIB -0,16%

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