Autore: Faro Maltese

Bitcoin come funziona la criptovaluta. Le nozioni base, la storia, vantaggi e svantaggi.


Bitcoin come funziona

Il significato del termine Bitcoin proviene dall’incontro di due parole: bit e coin. Il bit, in informatica rappresenta la più piccola unità di misura delle informazioni. Il coin identifica la moneta digitale legata all’uso di una Blockchain. Si ipotizza, inoltre, che il nome attribuito all’invenzione di Bitcoin sia derivante da un richiamo a BitTorrent: un protocollo dal funzionamento simile, creato per lo scambio di file nella rete.

Cos'é la tecnologia Bitcoin

La tecnologia Bitcoin è una innovazione nata del 2009. La sua definizione esatta comprende più di una possibilità interpretativa: criptovaluta e sistema di scambio. La criptovaluta è una moneta interamente digitale basata sulla crittografia. Il termine stesso suggerisce l’unione di “cripto” da crittografia e “valuta” da moneta. La peculiarità di Bitcoin consiste nell’uso innovativo della crittografia: per la prima volta al servizio di un sistema di transazioni.

Bitcoin in 7 punti chiave

Gli elementi di svolta apportati da Bitcoin possono essere sintetizzati in 7 punti chiave: velocità, indipendenza, sicurezza, resistenza alla censura, pseudonimia, economia, innovazione.

Velocità: a differenza dei tradizionali sistemi bancari o postali, il trasferimento di una quantità illimitata di Bitcoin può avvenire nel giro di un’ora, senza limiti di spazio e tempo. Ovunque nel mondo, h24. 

Indipendenza: Bitcoin non dipende da nessuno se non dall’uso degli utenti. Non ha alcuna autorità centrale che ne stabilisce regole e confini. E’ completamente libero.

Sicurezza: il protocollo di Bitcoin si erge sulla logica della istantanea distribuzione dell’informazione a tutta la rete. Non esistono i classici e vulnerabili server centrali dai quali si diramano le transazioni, esistono milioni di nodi della rete, equivalenti tra di loro. Pertanto, le transazioni non possono essere facilmente manomesse: bisognerebbe modificare l’informazione contenuta nei milioni di nodi della rete.

Resistenza alla censura: trattandosi di un sistema indipendente, che non ha alcun organo di controllo, Bitcoin non è censurabile.

Pseudonimia: Bitcoin, per essere utilizzato, non obbliga la persona alla registrazione dei propri dati ufficiali. Si possono utilizzare anche pseudonimi per effettuare le transazioni. La rete sulla quale avviene lo scambio, però, è pubblica e registra ogni traccia dei movimenti avvenuti, in maniera indelebile ed eterna.

Economia: il costo di una transazione in Bitcoin è irrisorio rispetto alle imposizioni fiscali dei nostri conti correnti tradizionali. In più, per la prima volta nella storia, un bene digitale è riuscito a risolvere la questione della “doppia spesa”. Bitcoin non è duplicabile come i file a cui siamo abituati: può essere speso una sola volta come i soldi tradizionali, pur essendo digitale come una foto o una canzone.

Innovazione: prima di Bitcoin non esisteva la possibilità di pensare al denaro in maniera completamente digitale, senza limitazioni. Adesso sì.

Bitcoin è per legge qualcosa che va obbligatoriamente accettato come mezzo di pagamento all'interno di una giurisdizione data, e che consente di venire in possesso di beni. 

La valute digitali invece non sono emesse o garantite da autorità pubbliche e non sono ancora regolamentate, non hanno corso legale e nessuno obbliga ad accettarle, tanto che proprio recentemente, nel corso del G20 argentino del marzo 2018, i Ministri delle Finanze e i Governatori delle banche centrali delle principali economie mondiali hanno voluto sottolineare questa differenza utilizzando un'altra parola per definirle: cripto-asset.

"I cripto-asset sono privi degli attributi delle valute sovrane", recita il comunicato emesso al termine di una discussione tra i Grandi, i quali riconoscono però anche che "l'innovazione tecnologica, inclusa quella che soggiace ai cripto-asset, ha il potenziale per migliorare l'efficienza e l'inclusività del sistema finanziario e, più in generale, l'economia": una specie di primo riconoscimento ufficiale di un ruolo positivo delle criptocurrencies, definite in sostanza uno strumento utile per l'economia mondiale pur senza equipararle a vere e proprie monete.

Ma qual è questa utilità? E perché hanno provocato così tanto interesse?  

La storia di Bitcoin

La storia di Bitcoin rappresenta la prima forma realizzata del concetto di cryptocurrency, che comparve per la prima volta in un documento del 1998: in esso, un tale Wei Dai spiegava la sua idea di un tipo di denaro da creare e da scambiare mediante l’uso della crittografia, e che non dipendesse da alcuna autorità centrale.

Una elaborazione più completa del concetto si ebbe però solo con la pubblicazione nel 2008 del celebre White Paper di Satoshi Nakamoto, un personaggio misterioso e rimasto sconosciuto, dietro cui molti vedono in realtà un gruppo di sviluppatori.

Nel documento, dal titolo Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System, Nakamoto descrive la possibilità di elaborare:

una digital currency indipendente da ogni ente o istituzione centrale

Nasceva in questo modo il Bitcoin, poi sviluppato attraverso un codice avviato dallo stesso Nakamoto nel 2007 e il lancio nel gennaio 2009 del primo software della nuova moneta digitale sulla piattaforma Sourceforge.

L’interesse è immediato, perché mostra le potenzialità di una caratteristica particolarmente cara ai sostenitori delle criptovalute: la decentralizzazione, che prospetta l’indipendenza degli scambi monetari e finanziari da governi e banche centrali. 

Caratteristiche del protocollo di Bitcoin

Alla base degli scambi di Bitcoin c'è infatti un protocollo peer-to-peer, come quelli che si usano per condividere i file online, e in cui ciascun computer collegato è il nodo di una rete e non ci sono nodi "centrali": tutti gli utilizzatori della rete Bitcoin sono collegati a tutti gli altri e possiedono una copia di un registro che contiene tutti i dati sulle transazioni che avvengono nel sistema: la blockchain.

Il sistema, che è protetto come detto dalla crittografia, prevede che ogni trasferimento di Bitcoin sia confermato attraverso la risoluzione di un estremamente complicato problema crittografico; quando una serie di transazioni sono validate, si forma un nuovo “blocco”, che viene aggiunto al "libro mastro", la blockchain appunto, e diventa irreversibile.

Le principali caratteristiche positive del Bitcoin

Ma che implicazioni ha questo fatto? E perché a partire da questo c'è chi dice che il bitcoin è il futuro della moneta? (Un manager della Silicon Valley molto impegnato nello sviluppo del settore, il ceo di Twitter Jack Dorsey, ha ad esempio pronosticato recentemente che entro dieci anni il Bitcoin sostituirà il dollaro come moneta di riferimento mondiale).

Certamente, dicono in molti, per alcuni indubbi vantaggi, a cominciare dal fatto che con le criptovalute è possibile mandare o ricevere una quantità desiderata di denaro da un punto all’altro del mondo in maniera istantanea o quasi, in qualsiasi giorno dell’anno, e lasciando a ogni utente la piena disponibilità, attraverso la gestione di un indirizzo sulla Blockchain, di tutte le sue riserve. 

Soprattutto però, dicono i sostenitori, è la trasparenza il vero punto forte: tutto ciò che riguarda transazioni e possesso di bitcoin è registrato sulla Blockchain. Dunque: 

Chiunque può verificare cosa accade in ogni momento, e il protocollo Bitcoin non è manipolabile da nessun ente perché è protetto dalla crittografia, ed esclude il rischio di frodi.

Uno scambio di Bitcoin, infatti, è fissato sulla Blockchain solo quando è effettivamente avvenuto e solo nel "luogo" che memorizza quanti bitcoin esistono e di chi sono. Di conseguenza:

nessuno potrà spendere più di una volta gli stessi bitcoin, perché il loro passaggio è stato già registrato, ed è verificabile, sulla Blockchain.

Diminuiscono quindi ad esempio i rischi di frodi per i commercianti, dal momento che le transazioni in bitcoin sono irreversibili e non consentono chargeback fraudolenti, mentre dal canto loro gli utenti di Bitcoin possono contare sul fatto che i fornitori di servizi non possono produrre cambiamenti indesiderati come succede con altre forme di pagamento.

Altro fattore che gioca a favore sono i costi relativamente ridotti che i pagamenti in criptovalute, privi di intermediazione, avranno in prospettiva rispetto a quelli tradizionali.

Le principali caratteristiche negative del Bitcoin

Non tutto però gioca a favore delle criptovalute, che presentano anche degli svantaggi – magari solo temporanei, ma per il momento molto rilevanti – rispetto alle monete tradizionali.

Tra questi, quello al momento forse più reale è il grado di accettazione del bitcoin e delle altre currencies digitali. Anche se infatti sta crescendo, soprattutto online, il numero delle società e dei fornitori di servizi si organizzano per ricevere pagamenti in bitcoin, il numero è ancora molto limitato. 

C’è poi da considerare che trattandosi di un mercato giovane e ancora immaturo, è ancora presente negli scambi di criptovalute una forte componente di volatilità:

I prezzi del Bitcoin e delle altcoins possono variare sensibilmente da un giorno all’altro tanto al rialzo che al ribasso.

Sono in molti a sostenere che questa variabilità di prezzo diminuirà quando avverrà una fase di consolidamento del settore che lascerà in campo solo i progetti – e dunque le monete – migliori. Per il momento però, come dimostrato dai saliscendi della prima parte del 2018, quella fase sembra ancora lontana. 

Ultimo fattore da considerare infine è che a differenza delle valute fiat, le criptovalute sono all’origine dei prodotti informatici, e dunque il continuo sviluppo dei software che li sostengono aprono degli interrogativi su sicurezza e affidabilità.

Gli scambi di Bitcoin avvengono sulla Blockchain>

Uno scambio di Bitcoin è fissato sulla Blockchain solo quando è effettivamente avvenuto e solo nel "luogo" che memorizza quanti Bitcoin esistono e di chi sono. Di conseguenza:
nessuno potrà spendere più di una volta gli stessi Bitcoin, perché il loro passaggio è stato già registrato, ed è verificabile, sulla Blockchain.

Diminuiranno dunque i rischi di frodi per i commercianti, dal momento che le transazioni in bitcoin sono irreversibili e non consentono chargeback fraudolenti, mentre dal canto loro gli utenti di Bitcoin potranno contare sul fatto che i fornitori di servizi non potranno produrre cambiamenti indesiderati come succede con altre forme di pagamento.

Regolamentazione di Bitcoin nel mondo

La regolamentazione legislativa di Bitcoin è varia nel mondo. Negli Stati uniti, le criptovalute sono riconosciute ma non regolate in maniera uniforme. L’unico elemento di uniformità è dato dalle leggi fiscali. L’Europa si sta muovendo nella direzione di creare organi e leggi che possano guidare le innovazioni fintech.

Si è ancora incerti se utilizzare il Bitcoin già esistente o creare una nuova moneta digitale. In Italia, non abbiamo alcuna regolamentazione giuridica su Bitcoin. La Svizzera accetta Bitcoin senza imporre alcuna regolamentazione. Simile la posizione della Germania che però impone un registro fiscale più definito. In Asia, il Giappone è completamente favorevole al libero uso di Bitcoin inteso come mezzo di pagamento legale. Non lo riconosce, però, come valuta tradizionale.

La Cina che ha ampiamente accolto e usato Bitcoin, adesso è diventata più severa circa l’uso dello stesso. In Australia, Bitcoin è stato riconosciuto come “denaro” e non si sono introdotte nuove regole o imposizioni per limitarne uso e circolazione.

Cenni sulla tassazione del Bitcoin

Al pari di molti altri Paesi, l’Italia non ha ancora fatto molta chiarezza né sulla regolamentazione degli scambi, né sul trattamento fiscale cui va soggetto il possesso di Bitcoin. 

In materia di tasse, va detto anzitutto che al momento in Italia l’unica posizione presa dall’Agenzia delle entrate sulle criptovalute si trova in una Risoluzione del 2016, ma si tratta solo di una risposta a una richiesta di chiarimenti e dunque non ha valore legale.

Come spiega il sito Coinlex, specializzato nel trattamento di questioni giuridiche e fiscali, nella spiegazione dell’Agenzia le criptovalute sono assimilate alle valute estere.

Una associazione problematica, come spiegato da alcuni esperti, per la natura molto volatile delle criptovalute: il valore delle monete tradizionali varia mediamente poco nell’arco del tempo, mentre con le currencies digitali si rischia di pagare magari tasse su guadagni esorbitanti chiudendo i bilanci a fine anno, per poi ritrovarsi con un capitale (in criptovalute) magari dimezzato una settimana dopo. 

Incerto è anche il trattamento cui vanno soggetti i privati che investono in criptovalute: teoricamente non si tratta di un’attività speculativa che genera reddito, dunque non vanno soggette le plusvalenze. A meno che non si debba applicare ciò che avviene per le monete straniere: rispetto a queste ultime è prevista una soglia:

quando si detiene per almeno sette giorni un capitale equivalente a 51mila euro, non si tratta più per il fisco di un semplice possesso di valuta estera ma di attività speculativa, e dunque viene applicata un’aliquota del 26 per cento. 

Con le criptovalute, però, questo obbligo fiscale andrebbe teoricamente pagato solo quando si ottiene la plusvalenza, ossia ad esempio quando vengono venduti e si ottengono in cambio degli euro. 

La questione si complica però considerando che quando si hanno dei bitcoin su wallet di siti che hanno sede all’estero – e i più diffusi Exchange sono stranieri: Coinbase, Binance – i bitcoin appartengono in realtà tecnicamente all’exchange, da cui sarebbe teoricamente consentito prelevarli in qualsiasi momento: si tratterebbe quindi in questo caso di capitale investito all’estero, e dunque ricadrebbe nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, che riguarda proprio i capitali detenuti all’estero. 

Prospettive future di Bitcoin

Bitcoin è il futuro della moneta? Un manager della Silicon Valley molto impegnato nello sviluppo del settore, il ceo di Twitter Jack Dorsey, aveva ad esempio pronosticato recentemente che entro dieci anni il Bitcoin avrebbe sostituito il dollaro come moneta di riferimento mondiale.

Certamente, dicono in molti, per alcuni indubbi vantaggi, a cominciare dal fatto che con le criptovalute è possibile mandare o ricevere una quantità desiderata di denaro da un punto all’altro del mondo in maniera istantanea o quasi, in qualsiasi giorno dell’anno, e lasciando a ogni utente la piena disponibilità, attraverso la gestione di un indirizzo sulla Blockchain, di tutte le sue riserve.

Soprattutto però, dicono i sostenitori, è la trasparenza il vero punto forte: tutto ciò che riguarda transazioni e possesso di Bitcoin è registrato sulla Blockchain. Dunque, chiunque può verificare cosa accade in ogni momento, e il protocollo Bitcoin non è manipolabile da nessun ente perché è protetto dalla crittografia, ed esclude il rischio di frodi.