Autore: Faro Maltese

Quanto vale un Bitcoin, le previsioni degli economisti e come si legge il prezzo e il grafico.


Quanto vale il Bitcoin?

"Quanto vale il Bitcoin?" non c'è forse altro asset finanziario in circolazione per il quale sia più difficile determinare la risposta a una domanda del genere. E soprattutto: non c'è altro asset in grado di creare spaccature più profonde tra chi crede e chi non crede nel suo "valore".

Vale zero, o quasi, come sostengono i più radicali detrattori, che lo considerano solo "la madre di tutte le bolle" e una invenzione senza utilità, "gonfiata" da false aspettative?

Oppure hanno ragione quelli che pensano che il concetto di "criptovaluta", creato meno di dieci anni fa dal misterioso Satoshi Nakamoto, diventerà prima o poi la base per un nuovo sistema di pagamenti affidabile e di massa perché è l'avanguardia della rivoluzione in atto che sta mutando radicalmente il settore dei servizi finanziari? Cerchiamo di capirlo insieme.

Partiamo anzitutto dal presente, osservando il grafico che mostra in tempo reale il valore del bitcoin in dollari USA insieme alle performance di periodo (1 settimana, 1 mese, 1 trimestre, 1 quadrimestre, 1 anno).

Bitcoin: il prezzo e il grafico aggiornati in tempo reale, valore USD






Come si vede dal suo andamento storico, nei pochi anni dalla sua creazione il bitcoin ha subito enormi variazioni di prezzo. Nasce nel 2009, ma è la creazione del primo exchange online, nel 2010, che segna l'atto di nascita del suo "valore" in rapporto ad altre valute a corso forzoso, allora circa 0,003 dollari.

Con l'allargamento della comunità dei sostenitori della valuta, la moneta è al centro negli anni successivi di una serie di "ondate" rialziste, raggiungendo nel giro di meno di un anno la parità con il dollaro e continuando la sua marcia passando per le prime "bolle" della sua storia: il prezzo si gonfia a 31 dollari e riprecipita a 2 dollari nel 2011, raggiunge quota 13 dollari a fine 2012, balla tra 100 e 1.200 dollari nel 2013 e il 2016. Ad oggi, all'inizio del 2021, a soli pochi giorni dall'arrivo del nuovo anno abbiamo assistito a una crescita che ha superato i 40.000 dollari, per poi riassestarsi intorno ai 30.000. Siamo sempre stati di fronte ad una forte volatilità.

La volatilità di Bitcoin e altre criptovalute

La volatilità delle criptovalute, come di Bitcoin, indica che il loro valore è sottoposto a continui e consistenti cambiamenti. Un asset altamente volatile, infatti, è in grado di raggiungere picchi di massimi e minimi di valore anche in poco tempo. Bitcoin è stato l’asset finanziario che ha prodotto una crescita mai vista nella storia, partendo da un valore iniziale di pochi centesimi di dollaro, per raggiungere picchi di ventimila dollari. In seguito si è assestato sotto i cinquemila dollari, poi di nuovo sugli ottomila e così via.

La volatilità in finanza genera molti profitti, se si azzeccano le strategie d’investimento. L’investitore otterrà un guadagno commisurato alla percentuale di cambiamento di valore avvenuto. Questa possibilità può essere intesa al rialzo e al ribasso. Pertanto, se Bitcoin aumenta del 10%, chi ha scommesso sulla sua crescita otterrà un profitto del 10%. Parimenti, se Bitcoin diminuirà di valore, concederà un profitto a coloro che hanno investito nella stessa direzione ribassista.

La regola economica della volatilità dice che tanto più alto è il cambiamento di valore, in positivo o in negativo, tanto più alto sarà il guadagno ottenibile, sulla base della posizione aperta.

Perchè il valore di Bitcoin è così importante

Il valore di Bitcoin è importante perché testimonia la sua crescita nel tempo. Capire cosa influenza il suo prezzo e l’entità del suo valore attuale, ci avvicina alla conoscenza di un fenomeno completamente nuovo, che potrebbe portarci grandi benefici. Vi siete mai chiesti cosa ne sarebbe della nostra economia se crollasse l’Euro? Ne uscirebbe distrutta e per risollevarla ci vorrebbero mesi, se non anni. I cittadini perderebbero fiducia nella loro valuta di stato e cercherebbero sicurezza altrove. E se ci fosse una valuta bella e pronta utilizzabile subito, senza limiti e restrizioni in tutto il mondo? Ecco: è questo il vero valore di Bitcoin!

Bitcoin e il suo andamento storico

Come si vede dal suo andamento storico, nei pochi anni dalla sua creazione il bitcoin ha subito enormi variazioni di prezzo. Nasce nel 2009, ma la creazione del primo exchange online, nel 2010, che segna l'atto di nascita del suo "valore" in rapporto ad altre valute a corso forzoso, allora circa 0,003 dollari.
Con l'allargamento della comunità dei sostenitori della valuta, la moneta è al centro negli anni successivi di una serie di "ondate" rialziste, raggiungendo nel giro di meno di un anno la parità con il dollaro e continuando la sua marcia passando per le prime "bolle" della sua storia: il prezzo si gonfia a 31 dollari e riprecipita a 2 dollari nel 2011, raggiunge quota 13 dollari a fine 2012, balla tra 100 e 1.200 dollari nel 2013 e il 2016.

L'anno di svolta di Bitcoin

E' stato però il 2017 l'anno della esplosione dei prezzi. Una rapida scalata verso nuovi record - 2.000 dollari a maggio, 5.000 ad inizio Settembre, 5.600 a ottobre - fino all'accelerazione di novembre-dicembre con i picchi di 10mila prima e poi di quasi 20mila dollari, che hanno costretto la comunità finanziaria ad accendere i riflettori sul fenomeno che sembrava inarrestabile.

Inarrestabile almeno fino all'emorragia degli investimenti nel 2018, causata inizialmente dalle minacce di regolamentazione arrivate da alcuni dei Paesi più attivi del nuovo mercato valutario "digitale", dalla Cina alla Corea del Sud e all'India, ma che è stata poi amplificata poi da una valanga di notizie negative su molteplici fronti arrivate tra gennaio e febbraio: inchieste giudiziarie per sospetti casi di manipolazione del mercato e hackeraggio; restrizioni da parte di importanti gruppi bancari all'uso delle carte di credito per la compravendita di cryptocurrencies; e persino un colpo basso di Facebook, che ha annunciato pesanti restrizioni sulle inserzioni pubblicitarie connesse a ICO e monete digitali.

Perchè Bitcoin è così volatile?

Bitcoin è molto volatile perché alcuni eventi chiamati Forks ne influenzano l’andamento. Si tratta della principale causa di oscillazione del movimento del prezzo della criptovaluta, che porta un disallineamento tra i software dei diversi minatori. I miners sono coloro che estraggono Bitcoin dal sistema informatico che lo genera. Per farlo hanno bisogno di programmi specifici e computer molto potenti. Talvolta, i software che i minatori utilizzano per estrarre i Bitcoin creano una biforcazione del libro mastro Blockchain: il registro sul quale si annotano tutte le transazioni.
A quel punto bisogna decidere con quale delle due ramificazioni continuare il lavoro. La fase di stasi e la riattivazione del protocollo genera cambiamenti di valore. Un fork, per la precisione, può consistere tanto in un cambiamento del protocollo di rete quanto in una generazione di blocchi della catena che hanno la stessa altezza. Entrambe queste incidenze sono in grado di influenzare la validità delle regole sottese a Bitcoin quanto il suo valore di mercato. Ma vi sono ragioni più generiche ad influenzare il valore di Bitcoin.

Prima di esaminarle diamo un'occhiata al valore in tempo reale della criptovaluta.

E' possibile osservare il grafico del Bitcoin anche nel suo controvalore espresso in EURO, con delle funzionalità interessanti come il l'indicatore RSI, che misura le fasi di ipervenduto e ipercomprato, una media mobile che non è nient'altro che la somma dei prezzi di chiusura su un determinato numero di sedute, nel nostro caso 9 e nella parte sottostante, l'andamento dei volumi di scambio giornalieri.

Bitcoin: il prezzo e il grafico aggiornati in tempo reale, valore EUR

I dati sono >aggiornati in tempo reale> e i valori espressi in euro, EUR. Il grafico dei prezzi può essere letto in candele giapponesi o nelle più comuni barre. Scorrendo la base è possibile osservare il comportamento del grafico nel tempo.

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I fattori che influenzano il valore di Bitcoin

I principali fattori che influenzano il valore di Bitcoin sono di tipo politico, economico e sociale. I conoscitori della finanza, e del mondo degli investimenti, sanno che un asset economico può subire cambiamenti di valore molto facilmente. Le principali cause che determinano i cambiamenti di prezzo sono di tipo:

Politico, perché le leggi sono in grado di interferire attivamente sul modo in cui un dato bene economico viene considerato. Il legislatore può operare restrizioni rispetto alla libera circolazione di un titolo finanziario, può introdurre nuove tasse sui profitti ottenuti con gli investimenti, può vietare di investire in asset che considera rischiosi o non funzionali all’economia del Paese.

Economico, perché ogni entità economica singolarmente intesa, titolo, contratto, azione o obbligazione che sia, è in grado di influenzare le altre che dipendono da essa. Il legame tra i vari asset finanziari è dato dalle correlazioni tra la fiducia conferita ad un bene e quella implicitamente consegnata ai derivati di esso. Se un titolo crolla, è molto probabile che tutti gli altri titoli ad esso collegati subiranno una battuta d’arresto.

Sociale, perché dietro a ogni elemento economico sul quale è possibile investire c’è un team di dirigenti che riflette l’operato di una data società. Scandali, errori, truffe e quant’altro possa influire sulla loro reputazione, inciderà direttamente sul titolo finanziario.

Le oscillazioni del prezzo di Bitcoin: altre cause

In aggiunta a questi fattori preminenti se ne possono trovare anche altri, che pur avendo una correlazione indiretta con un dato asset sono in grado di influenzarne il valore. Basti pensare ai cambiamenti climatici e a tutte le conseguenze che possono generare sui beni oggetto di commodity. Si possono distruggere i raccolti, diminuire le distribuzioni e persino rivelare caratteristiche dannose per la salute mai rivelate prima. Ognuna di queste cose influenza i beni naturali dai quali si ricava un dato business, di conseguenza anche i titoli finanziari legati ad essi subiranno i dovuti cambiamenti. Viceversa, una scoperta scientifica che avvalora l’utilità di un dato bene per la salute, o altro interesse primario, porterà i titoli legati ad esso molto più in alto di dov’è, perché si cercherà di aumentarne la produzione in previsione dei nuovi impieghi futuri.
Queste dinamiche valgono anche per Bitcoin, né più né meno.

Alcune previsioni ribassiste del passato su Bitcoin

Che il Bitcoin stia andando incontro a un sicuro declino che farà svanire i suoi guadagni record dello scorso anno lo sostiene un veterano di Wall Street, Peter Boockvar, per il quale la principale criptovaluta è destinata a perdere nel 2018 fino al 90% del suo attuale valore.

"Non sarei sorpreso se nel corso del prossimo anno scendesse a 1.000-3.000 dollari," ha dichiarato qualche settimana fa l'analista all'emittente CNBC, suggerendo dunque uno scenario che riporterebbe la quotazione del Bitcoin ai livelli dell'inizio del 2017.

Per Boockvar, ex chief market analyst di Lindsey Group e ora in forze alla società di wealth management Bleakley Advisory Group, è indubbio infatti che tutto il mercato delle criptovalute si trovi ormai al centro di una gigantesca bolla speculativa.

"Quando qualcosa mostra una parabola del genere, tipicamente finisce per tornare al punto dove la sua parabola è cominciata," si è detto convinto lo strategist, suggerendo che il pesante arretramento già subìto dal bitcoin dai massimi di metà dicembre, quando nel momento di massima euforia del mercato la quotazione salì quasi a 20.000 dollari, possa essere stato solo il primo segnale di una implosione ancora da venire. 

L'analista ritiene in particolare che il collasso delle cryptocurrencies si manifesterà in coincidenza con la risalita dei tassi d'interesse a livello globale; e questo perché la recente "moda" del bitcoin è da imputare essenzialmente alle politiche accomodanti portate avanti negli ultimi anni dalle banche centrali per mitigare gli effetti della crisi finanziaria globale. "Se non avessimo mai sentito parlare di quantitative easing, ci sarebbero state le criptovalute?" si chiede Boockvar.

La ciclicità sugli andamenti di Bitcoin. Le previsioni rialziste di qualche anno fa

E' stata quindi una tempesta passeggera? Non tutti ne sono così convinti.

Kay Van-Petersen, un analista di Saxo Bank noto per aver previsto nel dicembre del 2016 il rally che avrebbe coinvolto il bitcoin nell'ultimo anno (aveva fissato un target per il 2017 a 2.000 dollari quando ancora scambiava intorno a 900 dollari) ha dichiarato ad esempio recentemente di considerare possibile una nuova accelerazione rialzista fino a 50 mila-100mila dollari; e rispetto al fatto che la moneta ha registrato un andamento laterale dall'inizio di gennaio, l'esperto di Saxo Bank sostiene che il bitcoin tende in certi periodi a oscillare intorno a un certo livello per poi "rivalutarsi".

"Non sarei sorpreso se fosse questo che si sta verificando sotto i nostri occhi. E' come se si gettassero le fondamenta, per poi riattestarsi un po' più in alto."

A fargli compagnia Julian Hosp, cofondatore di TenX, che ha invece previsto un rally del bitcoin a 60.000 dollari -avertendo però che sarebbe stato preceduto da un crollo -, Dave Chapman, della società di trading Octagon Strategy, il quale ha indicato lo stesso target di 100 mila dollari nei dodici mesi assegnato da Saxo Bank, e il cofondatore di Fundstrat Global Advisors, Tom Lee - altro analista che aveva previsto il rally dello scorso anno - il quale ha dichiarato durante un’intervista recente alla CNBC che anche nel 2018 BTC “riuscirà a sovraperformare agevolmente lo S&P" e potrebbe anzi spingersi fin verso i 50 mila dollari.

Cosa pensa la comunità di Bitcoin

Al netto delle singole previsioni, nella comunità dei commentatori di settori è praticamente unanime il consenso sul fatto che a determinare una persistenza dell'interesse verso le criptovalute saranno alcuni temi di riferimento: i problemi di scalabilità da risolvere per farne un utile strumento per le relazioni commerciali, la ricerca di un "valore intrinseco" di bitcoin e simili, i problemi di sicurezza e di possibili truffe ancora all'ordine del giorno in un mercato ancora giovane, e soprattutto l'atteggiamento di governi e autorità di controllo dei servizi finanziari sul tema della regolamentazione di settore: causa principale della pressione sui prezzi verificatasi dalla fine dello scorso anno.

Gli Stati Uniti si aprono a Bitcoin

Proprio su questo fronte è arrivata ultimamente (2018) una nota di cauta apertura negli Stati Uniti. Durante una audizione davanti al Congresso USA, è emerso infatti un atteggiamento dei regolatori americani molto meno ostile delle attese alla diffusione dei nuovi strumenti finanziari basati sulla tecnologia blockchain. 

Sono state soprattutto le dichiarazioni del presidente della Commodity Futures and Trading Commission a fornire più di un segnale di apertura agli operatori. Nel suo intervento, J. Christopher Giancarlo ha infatti sottolineato l'esigenza di "rispettare l'entusiasmo della nuova generazione per le monete virtuali, con una risposta meditata ed equilibrata e non di rigetto".

Pur segnalando "crepe nella protezione di trader e investitori in criptovalute", il guardiano dei futures ha inoltre poi sorpreso positivamente per l'affermazione di un legame profondo tra il bitcoin e la blockchain, che contraddice l'idea sempre più diffusa di una separazione tra la tecnologia di base (utile) e la moneta (effimera).

“E' importante ricordare che se non ci fosse il bitcoin, non ci sarebbe nemmeno la tecnologia di registro distribuito" ha risposto Giancarlo a una domanda sulla sua opinione rispetto alla blockchain.

E ancora: “Sessantasei milioni di tonnellate di semi di soia diretti in Cina sono appena stati gestiti attraverso una transazione sulla blockchain dalla compagnia Dreyfus. Dunque il Bitcoin viene adesso usato, viene usato dal sistema americano di trasporti e logistica,” ha chiarito.

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