Autore: Faro Maltese

Bitcoin e Sicurezza. Come proteggersi dai rischi, dove e come conservare i Bitcoin.


Bitcoin & Sicurezza


Il recente successo del bitcoin e di molte altre coins  meno note ha dimostrato che anche investimenti limitati in questo mercato possono trasformarsi in poco tempo in somme consistenti: per fare un esempio, chi avesse investito 100 euro all’inizio del 2017 in Ripple (XRP), la terza criptovaluta per capitalizzazione dopo Ethereum (ETH), si sarebbe ritrovato in tasca dopo poco più di un anno – e prima del crollo di gennaio 2018 - l’equivalente in XRP di 60.000 euro!
Ciò rende ancor più necessario per chi comincia a investire in monete digitali dedicare la massima attenzione – come avviene del resto nel caso dei nostri risparmi in monete fiat come dollaro o euro – agli strumenti per proteggere degli asset digitali. Tenendo presente che la protezione del bitcoin e delle altre criptomonete impone degli accorgimenti per molti aspetti diversi di quelli che prendiamo per i nostri risparmi tradizionali, perché diverse sono in parte le minacce.

Come proteggere i Bitcoin: portafogli online e offline

Il modo più sicuro per proteggere le riserve di bitcoin e simili è quello di conservarli in un cosiddetto portafoglio offline o cold storage: un portafoglio cioè che non viene messo a contatto con internet, offrendo quindi ottime garanzie contro i punti deboli di smarphone e pc. Si tratta in sostanza di dispositivi simili a chiavette usb, ma che possono essere utilizzati solo come portafogli, senza possibilità di installare altri programmi.

SUGGERIMENTO: tra i più diffusi si consiglia Ledger Nano, Trezor Wallet, KeepKey e Ledger Blue, ma ce ne sono in giro molti altri in grado di supportare una varietà più o meno ampia di monete.

Più semplice, ma non esente da rischi è invece l’utilizzo molto diffuso di servizi software che permettono di conservare i propri bitcoin online, dando la possibilità effettuare il trading in tempi rapidi. Molti Exchange come Coinbase forniscono automaticamente al momento della registrazione un Hot Wallet, un portafoglio in rete, che però ha d’altra parte lo svantaggio – soprattutto nel caso di investimenti ingenti - di non dare all’utente alcun controllo sulla chiave privata del proprio portafoglio: la sicurezza dell’investimento dipende quindi dalla sicurezza del fornitore del servizio. E non sono stati infrequenti infatti anche nel recente passato i casi di violazione e hackeraggio di alcuni di questi portafogli in rete. 

Conservare Bitcoin in wallet software o desktop

Attenzione anche se si sceglie in alternativa la via mediana tra le prime due, ossia installare un software sul proprio PC e gestire autonomamente il proprio portafoglio: anche in questo caso la varietà di offerta non manca e si va da programmi semplici come MultiBit ad altri per professionisti come Bitcoin Core. E’ bene ricordare che anche questa modalità, che a differenza della precedente ha il vantaggio di dare un pieno controllo agli utenti, rende altrettanto esposti i possessori di criptovalute ad attacchi informatici.

SUGGERIMENTO: è consigliato effettuare un backup del portafoglio con scadenze regolari, che protegga tra l’altro i dati sulle valute nel caso di furti o guasti del dispositivo utilizzato per il trading.

Esattamente come avviene per i normali portamonete che teniamo in tasca, sarebbe bene agire in questo modo: tenere a disposizione delle quantità limitate – quelle che necessarie per gli scambi – sul dispositivo che si sceglie per le transazioni (PC, smartphone, tablet), e custodire il resto fuori dalla portata di attacchi informatici.

E proprio perché, come detto, il backup sulla rete di internet non mette al sicuro al 100% da furti informatici -  su qualsiasi dispositivo un malware potrebbe trovare delle falle - è bene inoltre che qualsiasi backup di un portafoglio digitale venga criptato prima di essere connesso al web. In questo modo, si potrà rendere necessario l’uso di una password per accedere alle riserve di cripto monete.

Come generare password in sicurezza

Questo apre un altro capitolo delle questioni di sicurezza legate al possesso di criptovalute: perdere la propria password, significa perdere inesorabilmente la possibilità di recuperare una riserva di asset digitali. Lo ha dimostrato quanto accaduto a molti proprietari di bitcoin che lo avevano acquistato negli anni passati: dopo averlo comprato senza particolari aspettative, a distanza di anni, e con l’arrivo del boom delle quotazioni, si sono ritrovati in mano in molti casi riserve per il valore anche di centinaia di migliaia di euro. Ma non ricordavano più la loro password!
Ideale è quindi anche procurarsi una copia cartacea della propria password e conservarla in luoghi lontani da occhi indiscreti. Non è però importante soltanto dove si conserva, ma anche come è fatta una password.
La sofisticazione raggiunta dagli strumenti usati da hacker e altre minacce informatiche rende infatti ad esempio estremamente vulnerabili le password che siano formate soltanto da lettere o peggio ancora da termini di senso compiuto.
Come già suggeriscono spesso molti siti che richiedono registrazioni ai loro servizi, è bene quindi impostare una password che contenga lettere, numeri e caratteri speciali, ricordando che più essa è lunga, più sarà complessa da decifrare.
In questo senso, le password più sicure sono quelle generate da appositi programmi, come Lastpass.com. 1Password, o Keepass
L’approccio migliore per avere i più elevati standard di sicurezza è in conclusione quello integrato, che può consistere ad esempio nell’avere a disposizione 1) un portafoglio offline 2) dei backup sempre aggiornati e 3) dei dispositivi criptati.


SUGGERIMENTO: a differenza di quanto avviene per conti correnti e altre forme di conservazione dei risparmi, le criptovalute sono del tutto irrecuperabili senza l’accesso al portafoglio e alle password gestite dal loro possessore. E’ bene dunque pensare per tempo anche a come consentire il passaggio dei fondi a figli e familiari in genere. 

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