Che il rapporto tra istituti centrali e criptovalute non sia idilliaco non è una novità ma l'allarme lanciato da Jon Cunliffe, vice governatore della Bank of England (BoE), riporta il mondo indietro al 2007, prima del crac di Lehman Brothers. In un discorso tenuto al Sibos, la conferenza annuale organizzata dalla Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (Swift) in svolgimento in questi giorni a Singapore (anche se per la gran parte ancora in modalità virtuale, causa pandemia), Cunliffe ha infatti paragonato il mercato della criptovalute, il cui valore è rimbalzato in cinque anni da 16 a 2.300 miliardi di dollari, a quello dei mutui subprime, che furono la principale causa del crisi finanziaria globale scoppiata nel 2008. Come allora, per Cunliffe, il rischio è di un crollo dei mercati e di una nuova crisi finanziaria a meno che i regolatori non intervengano.

Le criptovalute sono come i subprime nel 2008 per Bank of England

Intervento che per Cunliffe non può che avere carattere d'emergenza proprio per la crescita esponenziale registrata in questi anni dagli asset digitali. "Le criptovalute sono cresciute di circa il 200% nel 2021, da poco meno di 800 miliardi di dollari ai 2.300 miliardi odierni", ha notato Cunliffe, sottolineando che tale cifra va ovviamente vista nel contesto del sistema finanziario globale che vale 250.000 miliardi di dollari. "Come ci ha mostrato la crisi finanziaria non è necessario pesare per gran parte del settore finanziario per innescare problemi di stabilità: i subprime erano valutati intorno a 1.200 miliardi di dollari nel 2008", ha aggiunto.

Criptovalute rimbalzate del 200% nel 2021. Come fecero i subprime

"Quando qualcosa nel sistema finanziario cresce così velocemente, e in uno spazio in gran parte non regolamentato, le autorità per la stabilità devono sedersi a un tavolo e prenderne atto. Devono pensare molto attentamente a cosa potrebbe accadere e se loro, o altre autorità di regolamentazione, debbano agire", ha spiegato. "Allo stesso tempo devono stare attente a non reagire in modo eccessivo, in particolare se ci si confronta con cose con cui non si ha familiarità", ha precisato Cunliffe. "Non dovremmo classificare i nuovi approcci come pericolosi semplicemente perché sono diversi. Innovazione, tecnologia e nuovi player possono affrontare attriti e inefficienze datati e ridurre le barriere all'ingresso. Nel corso della storia sono stati fondamentali per promuovere il miglioramento e aumentare la resilienza nei servizi finanziari", ha aggiunto.

Regolamentazione delle criptovalute ha carattere d'emergenza

"Il mondo delle criptovalute sta iniziando a connettersi al sistema finanziario tradizionale e stiamo assistendo all'emergere di operatori con leva finanziaria. E, soprattutto, questo sta accadendo in uno spazio in gran parte non regolamentato", ha ricordato Cunliffe. Parole, nota la Cnbc, che riecheggiano quelle espresse in maggio dal governatore della BoE Andrew Bailey, quando aveva avvertito che gli investitori in criptovalute dovrebbero essere preparati a perdere tutti i loro soldi a causa della mancanza di "valore intrinseco" degli asset digitali. Opinione a quel tempo condivisa anche da James Bullard, president della Federal Reserve (Fed) di St. Louis, che in un'intervista a Yahoo! Finance, aveva alzato il tiro contro le criptovalute. "Ne abbiamo un paio di migliaia in giro e la maggior parte sono prive di valore", aveva detto Bullard. (Raffaele Rovati)