Dopo la scelta di approvare ufficialmente Bitcoin a seguito del disegno di legge di El Salvador, ci saranno delle conseguenze. La criptovaluta come già sottolineato dal presidente Nayib Bukele, è ufficialmente entrata in vigore acquisendo il previo status di “avente corso legale”.

Cosa significa tutto questo per Bitcoin, potranno presentarsi criticità? Come reagiranno i mercati? Facciamo il punto della situazione, anche grazie alle considerazioni espresse nel video dell’esperto Tiziano Tridico “El Salvador approva la legge! Quali conseguenze per Bitcoin?” che troverete in allegato: vi aiuterà ad avere una visione d’insieme su quanto sta accadendo nello Stato di El Salvador, ma anche sulla situazione di Bitcoin in generale.

Bitcoin ottiene il primato mondiale in El Salvador 

Dopo la scelta di approvare ufficialmente Bitcoin quale mezzo di pagamento avente corso legale, lo stato di El Salvador si è aggiudicato un primato mondiale. L’approdo al vaglio definitivo favorevole è avvenuto dopo una manifestazione di voto che ha visto 62 voti positivi su un totale di 84. Questa svolta permetterà allo Stato di considerare Bitcoin come l’alternativa ufficiale al dollaro statunitense. Tasse, conguagli e prezzi potranno avere dal 9 Giugno in poi il volto di Bitcoin. 

La mossa riguarderà tutti gli attori economici del luogo i quali dovranno integrare la criptovaluta all’interno dei loro circuiti di acquisto e vendita. In altre parole, le imprese operanti nell’El Salvador per legge dovranno accettare Bitcoin. 

Sul punto si è espresso lo stesso Presidente Bukele affermando: 

"Per legge, dovranno accettarlo. È come quando vai in Messico e i commercianti locali devono accettare i tuoi pesos. [...] Nel caso di El Salvador, Bitcoin sarà una moneta legale come il dollaro negli Stati Uniti."

Parole che puntano ad una totale integrazione della criptovaluta all’interno del territorio, senza alcun segno di restrizione o limitazione d’uso. 

L’approvazione di Bitcoin farà recuperare a El Salvador milioni di dollari

Il contenuto della legge che è stata presentata al Congresso salvadoregno, e approvata in tempi brevi, si scontra con una realtà economica ben lontana dal rappresentare un contesto avanzato e trasudante ricchezza.  Come leggiamo su Repubblica.it

“L'iniziativa mira a creare posti di lavoro, ha spiegato il presidente Bukele, in un Paese in cui "il 70% della popolazione non ha un conto in banca e lavora nell'economia sommersa". Ma non mancano i dubbi su un'operazione che sa di propaganda”.

Come ha reso noto lo stesso Presidente Bukele, Bitcoin rappresenta una manovra di inclusione finanziaria, uno dei modi più rapidi per immagazzinare ingenti capitali a titolo di rimessa degli emigrati e il suo diretto impiego potrebbe evitare che l’equivalente di milioni di dollari venga perso in favore di altri intermediari.

Grazie al fatto che Bitcoin avrà corso legale, infatti, milioni di famiglie a basso reddito che hanno lasciato la loro terra d’origine, potranno spedire soldi in patria a commissioni vantaggiose. Coloro che attualmente hanno lasciato El Salvador per vivere e lavorare all’estero ammontano circa a 2 milioni di persone. Quest’ultime, trasferendo somme pari a oltre 4 miliardi di dollari in El Salvador, coprono quasi il 20% del PIL della nazione. 

L’approvazione di Bitcoin e la partnership con Strike 

L’approvazione di Bitcoin per lo Stato centroamericano ha avuto, ed avrà, impatti notevoli. Già lo stesso mercato delle criptovalute ha subito movimenti sussultori a seguito della decisione di El Salvador, ma non è tutto.

Il Presidente Bukele è stato lungimirante nell’approvare la criptovaluta madre, al punto da prevedere la creazione di una partnership con la società di cripto wallet Strike.  La strada intrapresa dall’accordo è stata quella di sfruttare il meccanismo di trasferimento off chain di “lighting network”.

Il limite riscontrato a seguito dell’ingresso di Bitcoin tra i canali di pagamento ufficiali, trattandosi di criptovaluta avente corso legale, era quello di dover convertire il conio utilizzato in criptovaluta o viceversa per l’esecuzione della singola transazione.

La società Strike ha bypassato questa complicanza, creando un’app che trasforma automaticamente il conio prescelto nella valuta desiderata. Immaginiamo che (Tizio) A voglia inviare dei dollari al destinatario (Caio) B, tramite uno strumento digitale.

Come spiega il professor Ferdinando Ametrano, fondatore e Ceo di CheckSig:

“L’applicazione realizzata da Strike funziona, più o meno, nel seguente modo”.  “(…) Nel momento in cui A invia i denari, l’app fa le veci del cambia valute” 

In tal modo i dollari si trasformano automaticamente negli equivalenti Bitcoin. Quest’ultimi grazie al sistema “lighting network” si trasferiscono immediatamente al destinatario, ri-trasformando i Bitcoin in dollari. Come si evince dal percorso intrapreso la criptovaluta funge da “mezzo di trasporto del valore”.

La legalità di Bitcoin e lo scontro con le valute fiat

Una delle conseguenze che potrebbe verificarsi a seguito dell’avvenuta legalità di Bitcoin in El Salvador è quella di vedere il sistema delle criptovalute scontrarsi con quello delle tradizionali valute fiat. L’ipotesi è più che concreta e sintetizza la paura che da sempre Bitcoin ha rappresentato per le istituzioni finanziarie principali.

Venuto al mondo, Bitcoin ha creato un nuovo modo d’intendere il denaro e la fruibilità dei servizi ad esso legati, generando una concorrenza senza pari. Questa avvertita pericolosità evolutiva potrebbe portare alla creazione di barriere collaterali alla sua affermazione, anche al di fuori dello Stato centroamericano. 

A tal proposito, si potrebbe configurare una coesistenza dapprima forzata tra sistemi monetari digitali e sovrani, che potrebbe frantumarsi in favore dei primi, anche se non nell’immediato futuro.

I Paesi in cui Bitcoin è legale 

Dal punto di vista sommario, Bitcoin ha già conosciuto la legalità in 4 diversi continenti: Asia, Africa, Europa e America. Il Giappone è stato uno dei primi Paesi ad esprimere il suo favorevole consenso alla criptovaluta. Il suo pieno riconoscimento, infatti, è già attivo dal 2017.

Sulla stessa falsariga c’è anche la Corea del Sud che lo ha accolto di buon grado, a differenza della Cina che ha assunto una posizione di contrasto radicale. Quanto all’Africa, non tutti i Paesi hanno dato il via a Bitcoin: lo hanno legalizzato solo in Zimbabwe, Namibia e Sudafrica.

Quanto all’America, arriva l’ok ufficiale per Bitcoin da parte di Stati Uniti, Canada e Messico.

In Europa, infine, i Paesi più avanzati come Estonia, Slovenia, Svizzera, Finlandia, Francia, Svezia, Bielorussia e Germania, hanno assunto una posizione oltremodo favorevole all’ingresso di Bitcoin. 

L’impatto geopolitico della legalità di Bitcoin 

L’impatto geopolitico della legalità di Bitcoin può essere affrontato prendendo su tutti l’esempio cinese. Abbiamo già assistito al momento in cui il governo orientale ha dichiarato guerra alle criptovalute. La ragione di questa posizione non è lo sbarramento aprioristico della Cina, ma un temuto ribaltamento dell’accentramento della propria valuta.

Come ogni valuta tradizionale fiat anche quella cinese ha incontrato nel tempo una certa stabilità, salvo eventi che lo stato regolante abbia deciso di operare per movimentarne il valore. Pensiamo all’aumento di stampa di moneta, o altri cambiamenti simili.

Talvolta l'instabilità del conio deriva da fatti straordinari, non controllati dalla politica monetaria sovrana, basti pensare alle gravi inflazioni o ad altre condizioni che sfuggono al controllo accentrato della principale istituzione economica territoriale.

Questa dinamica riflette la doppia caratteristica delle valute fiat: da un lato la stabilità, dall’altro l’accentramento verso un potere sovrano. Questi tratti non riscontrabili nelle criptovalute. Bitcoin, di converso, non è una criptovaluta sovrana anzi l’esatto opposto.

Esso è refrattario ad ogni qualsiasi forma di accentramento e non è per nulla stabile. Bitcoin, dunque, è in grado di sottrarre potere alla Cina e a tutti quei governi del mondo che vogliono controllarlo. Per questa ragione, temuto e frenato, lotta ancora per la totale accettazione nel sistema. 

La legalità di Bitcoin: lo scenario futuro 

La scelta progressista del governo di El Salvador probabilmente saprà portare allo Stato i benefici sperati: un sistema economico dall’impronta libertaria, avanguardista. Il disegno di legge approvato, peraltro, è inclusivo di proposte molto interessanti che vanno al di là della sola inclusione di Bitcoin tra le valute aventi corso legale.

Si è parlato di eliminare le imposte sulle plusvalenze possedute in BTC e pagare le tasse con quest’ultimo, di obbligo di accettazione per gli operatori economici della criptovaluta come sistema di pagamento da chiunque acquisti un bene o servizio.

Lo Stato ha persino pensato alla infrastruttura che tramuterà nell’immediato i dollari in Bitcoin e viceversa per agevolare quanti non vogliano prima passare dal cambio valuta. Infine, si prevede anche un ricco percorso di indottrinamento per tutti i cittadini, affinché imparino cosa siano le criptovalute e quali siano i vantaggi ad esse correlati. 

Non è difficile ipotizzare che decisioni simili vengano intraprese anche in altri Stati dell’America Latina, confinanti con El Salvador per vicinanza fisica o ideologica. 

Già il membro del congresso del Paraguay, Carlitos Rejala ha lanciato il messaggio di avere interessanti notizie riguardanti Bitcoin per il suo Paese. Similmente, il senatore messicano Eduardo Murat Hinojosa ha svelato di voler promuovere un quadro normativo per Bitcoin. Segue a ruota lo Stato del Panama che sta per presentare un disegno di legge pro-crypto. 

Anche se non saranno risvolti immediati, ci sono buoni motivi per credere che qualcosa si stia muovendo in favore di Bitcoin. Attenderemo risvolti più certi per averne conferma.