Sul mercato delle criptovalute torna ad incombere dopo il rally di inizio aprile lo spettro della regolamentazione. Le quotazioni del Bitcoin e delle altre principali monete digitali, tornate alla ribalta nei giorni scorsi con un'improvviso e robusto ritorno degli acquisti nel settore, hanno preso a raffreddarsi nelle ultime 24 ore dopo l'annuncio di una possibile messa al bando in Cina dell'industria del mining: la procedura, basata su complicati algoritmi e gestita da potenti calcolatori elettronici, attraverso la quale vengono creati i gettoni che viaggiano sulla blockchain.

Criptovalute: Cina contro il mining di Bitcoin (BTC)

Secondo quanto hanno riferito nel corso della giornata diverse agenzie di stampa, la National Development and Reform Commission, la principale agenzia cinese per la pianificazione economica, ha aggiunto infatti questa settimana le attività di mining di criptovalute in una blacklist di circa 450 industrie che Pechino potrebbe decidere di eliminare in quanto non rispettano leggi e regolamenti vigenti, sono poco sicure, sprecano energia o inquinano l'ambiente.

Bitcoin estrazioni: non è ancora un bando, ma scoraggia l'industria 

Fonti del New York Times spiegano che le "estrazioni" di nuove monete digitali entreranno in questo modo nella categoria delle attività che vengono scoraggiate o a cui non viene permesso di espandersi nel Paese asiatico: dunque, una conferma di una tale decisione, su cui la Commissione si pronuncerà entro il 7 maggio, implicherebbe un divieto totale per i governi locali cinesi di fornire sussidi e altri benefici ai miners di valuta digitale, come finanziamenti o sconti sugli enormi consumi di energia elettrica necessari per la produzione di cryptocurrencies.