Dopo la formidabile e irresistibile bull-run che l’ha portato a vellicare un massimo di 64778$, il Bitcoin ha rapidamente esaurito la sua forza e, dopo qualche tentativo di avvicinamento ai massimi, si è assestato in un range che va dai 28000$ ai 42000$ circa, in un territorio che si può senz’altro definire correttivo. 

I pump and dump di Elon Musk – tra funamboliche dichiarazioni bipolari e ritrattazioni – hanno contribuito alla volatilità di questa e di altre crypto (in particolare del Dogecoin), per cui l’analisi, in qualunque periodo si operi, risulta tutt’altro che facile. Un avviso abbastanza pleonastico al lettore: poiché le criptovalute sono molto instabili, una strategia prudente è preferibile a un pokeristico “all in” ed è inoltre ragionevole operare senza leva finanziaria o con leva bassa. 

A meno che non si abbiano a disposizione cifre esorbitanti, inoltre, sarà bene affidarsi a un exchange (occhio però a Binance!) e prendere piccole porzioni di Bitcoin o di altre crypto che si ritengono promettenti per il progetto alle loro spalle o, se si ama particolarmente il rischio, per l’hype. 

BITCOIN: ANALISI DI BREVE

Escludendo lo scalping, che necessita di approcci un po’ diversi da quelli qui descritti, prendiamo in considerazione il periodo che va dall’inizio di agosto a settembre. Come si evince dal grafico daily in copertina, si sta costituendo un pattern che potremmo identificare come un classico double bottom: il massimo di questi giorni incontra una serie notevole di resistenze e un ritraccio ai minimi di questi ultimi tre mesi, cioè intorno alla zona 30000$, pare probabile. Entrare short ora sarebbe dunque assennato, almeno dal punto di vista grafico. 

D’ogni modo, al di là del pattern, il range formatosi in questi ultimi mesi ha ottime probabilità di continuare: agosto non dovrebbe vedere annunci importanti e l’Ichimoku cloud rossa, originatasi sul giornaliero da maggio, prevede un periodo di sostanziale lateralizzazione (certo, una lateralizzazione sui generis, dacché le volatilità rimane comunque molto alta). L’R.S.I. non offre indicazioni particolari, se non un pericoloso avvicinamento alla zona dell’ipercomprato, confermato anche dall’oscillatore Williams %R. 

A questo punto, il trader potrebbe adottare tre approcci diversi, ivi presentati con coefficiente di rischio crescente: 

  1. “Sit on cash”, ossia non operare, in attesa di un nuovo test dei minimi di questo periodo per rientrare con posizioni da tenere a lungo. Questa possibilità è indubbiamente lungimirante. 
  2. Operare in hedging, aprendo un long e uno short. Lo short si potrebbe chiudere in prossimità del completamento del ritraccio, per poi attendere il “pump” e recuperare il long, eventualmente rinforzandolo con una strategia di accumulazione. 
  3. Aprire uno short da chiudere ai minimi e tentare di cavalcare il rimbalzo dal supporto tecnico – ribadiamo, molto forte – appena sotto la soglia dei 30000$; avvenuto il quale si potrà continuare ad libitum, fintantoché la fase di lateralizzazione continua. 

Nel terzo caso, si raccomanda di inserire uno stop loss allo short poco sopra i 42.000, ove la resistenza si farà sentire in modo deciso. 

BITCOIN: ANALISI DI MEDIO 

Nel medio termine è interessante prendere in considerazione lo stock to flow elaborato da Plan B a 463 giorni. Trattasi, tout court, di un modello matematico che mette in rapporto la quantità ora disponibile (appunto lo stock) e quanto viene prodotto in un singolo anno (flow). Mutatis mutandis, tale modello è applicabile anche all’argento e all’oro, potendo definire eventualmente anche la materia prima più conveniente da acquistare. 

A dire il vero, questo modello predittivo, pur molto affascinante, ha due grossi problemi: i 463 giorni corrispondono alla media della durata delle bull-run, le quali sono però soltanto due e dunque di numero statisticamente risibile; la previsione pare allontanarsi dalla realtà man mano che ci si allontana dal momento dell’halving, tramite il quale si riduce la quantità producibile di Bitcoin stessi. In particolare, l’allontanamento dalla linea di riferimento è avvenuto ad aprile, allorché un ritraccio corposo ha investito il mercato delle criptovalute. 

Un modo per ovviare al problema, a mio avviso, sarebbe quello di mantenersi più elastici, ricalibrando il calcolo dei giorni dal momento dell’halving alla fine di quest’anno, preconizzando in tal modo il picco della terza bull-run a dicembre: cosa già avvenuta, inoltre, in passato. Anche in questo modo, tuttavia, si ritiene improbabile l’arrivo alla quota dei 100.000$, indicata come massimo dal modello stock to flow e agognata dai talebani (in senso amichevole e letterale) del Bitcoin. 

In ogni caso, anche mantenendosi con i piedi per terra, la seconda parte dell’anno dovrebbe essere rosea

Infine, qualche stima da parte degli analisti a blandire gli appassionati: 

1. Shervin Pishevar punta ai 100.000$ entro il 2022.

2. Thomas Fitzpatrick (Citybank) vuole i 318.000$ per la fine del 2022. 

3. I noti gemelli Winklevoss dicono 500.000$ per il 2030. 

4. John Pfeffer (Pfeffer Capital) vede i 700.000$, senza specificare il momento del redde rationem. 

5. Wences Casares (Xapo), considerando halving e altri fattori intrinseci, punta al milione tondo per il 2027.

BITCOIN: ANALISI DI LUNGO

Nel lungo periodo, più che all’analisi, sarebbe meglio affidarsi alla rabdomanzia o a qualche altra forma di vaticinio. Scherzi a parte, i duri e puri delle crypto amano detenere le loro monete virtuali a non si curano delle variazioni di prezzo nel medio o breve termine. 

Diventare “hodlers” (l’inversione di l e d è tipica dei loro “memes”) di Bitcoin è al momento arduo, a meno di non affidarsi alla leva finanziaria, sempre rischiosa e con i costi dello spread lievitanti, o di accontentarsi di piccole porzioni. Tuttavia, si può sempre approfittare di qualche scivolone, magari ricordando le considerazioni di cui prima sul double bottom (sempre che si verifichino), oppure di puntare sulle altcoins, i cui margini di crescita sono promettenti, al netto della maggiore esposizione a colpi di testa o a tweet di vario genere. A coloro che desiderano essere “hodlers”, tuttavia, si raccomanda di riservare alle crypto solo una percentuale del proprio portafoglio (10%), rammentando che il rischio è esponenzialmente più elevato rispetto ai mercati tradizionali. 

Infine, dal punto di vista tecnico, si consiglia di implementare lo studio degli angoli di Gann, le cui osservazioni sono tra le poche ad essere affidabili per il lungo termine: in ogni caso, non è questo il momento più opportuno per lanciarsi affidarsi a Gann, ma sarà necessario, prima, ritoccare l’ATH o, viceversa, i minimi dopo dopo l’halving di maggio 2020.

BITCOIN: FATTORI ANCILLARI

Il “dogefather” Elon Musk ha dominato la scena nel “pump and dump” di Dogecoin e Bitcoin, suscitando tra l’altro le ire del gruppo Anonymous. I suoi tweet, talora si difficile comprensione, hanno influenzato il mercato delle crypto e ancor più significativa è stata la decisione di accettare i pagamenti per l’acquisto delle automobili Tesla con Bitcoin, per poi far marcia indietro e infine, stando alle ultime dichiarazioni, ritrattare nuovamente. È stato proprio Musk il demiurgo dell’ultima strepitosa impennata, ma ha anche avviato la quasi altrettanto spettacolare caduta. Per gli “hodlers” la questione è di lana caprina, anche se qualche presa di profitto si sarebbe comunque potuta compiere, evitando di comprare in prossimità dei massimi (facile a dirsi, non facile a farsi); per chi opera nel breve, ovviamente, la questione ha causato qualche grattacapo. D’ogni modo, monitorare i tweet di Musk, ora controllato a vista anche dalla SEC, può sempre essere utile. 

Nei giorni scorsi si sono susseguite anche voci sull’accettazione da parte di Amazon del Bitcoin, ipotesi poi cassata con decisione dall’azienda, tanto da affondare parzialmente la crypto, prima in rialzo. A parere dello scrivente, la conformazione stessa dell’azienda non fa pensare a un salto immediato sul Bitcoin, per cui le speculazioni in merito, anche future, saranno probabilmente infondate. 

Infine, lo stop in varie parti del mondo (ivi compresa l’Italia) del più grande exchange di crypto, Binance, fa scattare qualche campanello d’allarme, così come non è positiva l’ostilità sinora propalata dalla Cina.

BITCOIN E I SUOI FRATELLI 

Quando si parla di Bitcoin, poi, non si possono almeno menzionare le tante alternative disponibili. La più nota è, ça va sans dire, Ethereum (ETH), la cui capitalizzazione di mercato si è avvicinata in maniera inesorabile a quella del fratello maggiore. Inoltre, su di essa si sviluppa un numero notevolissimo di progetti, come evidenziato da Bloomberg, e ha il vantaggio di permettere transazioni che avvengono in poco più di 10 secondi, contro gli oltre 10 minuti di Bitcoin: nella velocità, poi, molte sono le crypto che si comportano meglio dell'ingombrante apripista, ma Ripple (XRP) rimane imbattibile, con i suoi 3,5 secondi. 

Molti analisti e investitori, inoltre, sostengono che Ethereum riuscirà addirittura a superare Bitcoin, come nel mito di Zeus e Crono. Francamente, tali prospettive sembrano di là da venire, anche se da non escludere del tutto. 

Molto chiacchierato, per i motivi sopra menzionati, è poi Dogecoin, benché il suo valore si aggiri sui 20 centesimi: la moneta che Musk vuole portare su Marte ha subìto un clamoroso pump che le ha permesso di raggiungere quasi i 74 centesimi, da cui già si pensava al traguardo storico della parità col dollaro. Ciò non si è verificato e l’inesorabile caduta non è stata evitata nemmeno dai moniti del fondatore di Tesla

D’ogni modo, il trader più spericolato al mondo, alla ricerca di emozioni forti, potrebbe puntare sul Dogecoin, i cui movimenti sono tanto pazzi quanto quelli delle cosiddette “meme-stock” (principalmente, Gamestop e AMC). Costruire un portafogli con questi tre significherebbe abbracciare il motto molto in voga sui social, YOLO, cioè “you only live once”: ai dottori di Wallstreetbets, tuttavia, chiediamo però un’assicurazione dagli infarti, giacché una tale volatilità può causare panico anche a chi è uso alle montagne russe. 

BITCOIN: Che fare allora? 

Un occhio alle news e ai tweet di Musk va sempre dato, non perché l’analisi tecnica sia diventata un gioco sterile, ma perché i fattori esterni e le isterie giocano un ruolo cruciale nelle criptovalute.

E poi si devono fare i compiti, azzardando porzioni piccole e cercando di cavalcare le onde, pur ricordandosi dell’impossibilità pratica di riuscire a fare tutto il percorso, sia da short-seller che da compratore. Perciò, sulla base della propria esperienza e dell’attitudine al rischio, si deve valutare quanto riportato nell’analisi di breve e di medio termine. Se siete degli “hodlers” incalliti, consigliarvi di seguire il trend (certo secondario) – come vi indicherebbe anche il nome di questo sito – e a scaricare qualche parte del vostro investimento è operazione pressoché inutile ma, senza preterizioni, vi consigliamo comunque di farlo, per poi ricomprare in saldo. Un ulteriore sconto ci sarà e vi potrete godere ancora meglio il ritorno in orbita. 

Vi lasciamo, per celia, a un tweet di Musk e all’acquisto di un not-fungible-token (NFT)