Le monete digitali che utilizzano come protocollo il Proof of Work non possono nascondersi davanti ai risultati dei dati scientifici. L'inquinamento ambientale dovuto al consumo eccessivo di energia elettrica e al ricambio continuo di componenti elettriche ed elettroniche marca un'impronta ecologica non indifferente.

Alcuni sviluppatori si stanno muovendo verso scelte eco-sostenibili proponendo nuove metodologie e cambiando l'approccio iniziale che non prevedeva uno sviluppo "verde". Tuttavia, ci sono realtà come Bitcoin che non sembrano preoccuparsi più tanto di questo problema.

Le accuse contro Bitcoin e il Proof of Work

Anche se il 65% delle criptovalute esistenti usa come meccanismo di consenso il Proof of Work, Bitcoin resta l'esempio della "criptovaluta contaminante". Questo perchè ha raggiunto un valore di mercato molto alto sebbene il suo prezzo sia caduto nelle ultime settimane.

Il bitcoin è la moneta digitale che in un anno necessita della stessa energia elettrica di cui ha bisogno un'intera Nazione come il Cile per esistere. Quest'energia serve sia per creare nuove monete digitali che per validare i trasferimenti online.

Diverse campagne sono state portate avanti contro Bitcoin ma anche contro le altre criptovalute che generano gli stessi effetti sull'ambiente. Tra queste ricordiamo "Change the code not the climate" di Greenpeace e il blocco delle donazioni in criptovalute di Wikimedia Foundation.

Queste considerazioni portano molti a chiedersi cosa succerebbe all'ambiente se le criptovalute sparissero domani.

Da quando Bitcoin è stato preso di mira

Da quando il sistema Bitcoin è stato creato non ci sono state preoccupazioni fino a pochi anni fa. Questo fatto è dovuto ad un cambiamento sociale e politico, in particolare i fattori principali sono:

  • la crescente sensibilizzazione della società verso le tematiche ambientali,
  • la coscienza dei danni generati dalle attività antropiche sul clima,
  • la crescita esponenziale del prezzo della moneta digitale.

Per quanto riguarda la sensibilizzazione cittadina è evidente che negli ultimi anni "green", "l'eco", "km 0" ecc sono diventati un concetto di base per moltissime persone. Nella pratica questi concetti determinano scelte di acquisito e di investimento diverse da quelle del primo decennio degli anni 2000.

Gli studi scientifici che dimostrano gli effetti del cambiamento climatico e del surriscaldamento globale supportano il processo di sensibilizzazione cittadina sempre più attenta e consapevole. Gli investitori di oggi non sono più come coloro che hanno abbracciato l'idea di Bitcoin nel 2009.

Gli effetti della crescita del prezzo di una criptovaluta

Il terzo fattore è legato direttamente allo sviluppo della moneta digitale. Il bitcoin rispetto ad altre criptovalute è arrivato l'anno scorso a un valore di 57 mila 799 euro, esattamente il 9 di settembre del 2021. L'aumento del prezzo condiziona di conseguenza altri meccanismi legati al protocollo di consenso.

Il Proof of Work prevede che un minatore risolva un complesso calcolo matematico per validare una transazione. Se il numero delle transazioni aumentano e il prezzo della moneta digitale sale la difficoltà e la complessità dei calcoli cresce.

In altre parole i minatori hanno bisogno di attrezzature sempre più sofisticate con una potenza di calcolo molto grande e quindi di una quantità di energia elettrica maggiore da cui attingere. È per questa ragione che proprio da quando Bitcoin ha toccato il suo massimo storico le preoccupazioni per l'impatto ambientale che stava generando (e avrebbe generato) sono cresciute.

Leggi anche: Perché la caduta del Bitcoin ha contribuito a ridurre le emissioni di gas serra

Quali sono i miglioramenti previsti per Bitcoin

Cercando su Google Contaminazione ambientale dei bitcoin troviamo centinaia di articoli ma non possiamo dire lo stesso di Proposte eco-sostenibili Bitcoin. Dal sito ufficiale di Bitcoin non ci sono sezioni dedicate al miglioramento dei processi di validazione o delle politiche interne per la gestione sostenibile delle risorse.

Nonostante sia una realtà decentralizzata, alla fine i minatori di bitcoin devono sottostare alle regolamentazioni dei Paesi in cui lavorano. Il costo dell'energia elettrica, le fonti di energia a disposizione e i dispositivi elettrici sono i costi di un minatore che metterà su un piatto della bilancia per calcolare i suoi introiti.

Se quindi una miniera di bitcoin lavora al 100% con fonti di energia rinnovabile o no non è una priorità del sistema Bitcoin ma del minatore che possiamo chiamare "minatore cosciente". I costi dell'energia rinnovabile a volte sono svantaggiosi rispetto all'uso di combustibili fossili soprattutto in Paesi in via di sviluppo.

Prospettive future

Se non cambieranno le politiche interne del sistema Bitcoin allora saranno presto le Nazioni a prendere provvedimenti severi come già alcuni hanno fatto (es. Cina). La complessità del mondo bitcoin porterà sempre più alla centralizzazione delle risorse perchè poche persone potranno permettersi di investire certe cifre.

Un esempio è il progetto di Tesla che prevede la creazione di una miniera di bitcoin in Texas alimentata al 100% da fonti di energia rinnovabile dal costo complessivo dell'impianto di 12 milioni di dollari.