Venerdì 26 febbraio è stata l'ennesima seduta ad alta volatilità per il bitcoin, che è arrivato a perdere più dell'11% scendendo al di sotto dei 45000 dollari per poi recuperare in area 47000. La volatilità elevata della criptovaluta non è estranea ad una analoga situazione anche per il mercato azionario, in particolare per il Nasdaq, che con il bitcoin sembra avere un elevato grado di correlazione. 

Per il momento sembra che la strategia adottata dalla maggioranza degli investitori sia ancora quella "buy the dip", ovvero di approfittare degli scivoloni dei prezzi per fare acquisti, ma perchè questo atteggiamento venga preservato è ovvio che servono volumi in acquisto sostenuti, bastanti a risollevare le quotazioni. Se i rimbalzi dovessero iniziare a non essere più abbastanza ampi potrebbe anche realizzarsi un mutamento di sentiment. Il fatto che il calo di venerdì sia stato il peggiore dal marzo 2020 comunque non è un fatto da sottovalutare. Anche il calo settimanale, prossimo al 20%, è il maggiore dopo quello del marzo 2020 che aveva toccato addirittura il 33,5%. 

La capitalizzazione resta vicina ai 1000 miliardi

La capitalizzazione di mercato si è ovviamente ridotta di conseguenza, di circa 150 miliardi di dollari, dopo aver superato i 1000 miliardi, importante quota psicologica che proietta il bitcoin nell’Olimpo dei giganti della finanza, quando domenica 21 febbraio le quotazioni avevano toccato il massimo storico di quota 58349 dollari.

Nonostante il recente ridimensionamento il bitcoin resta comunque in guadagno di oltre il 50% sull'anno, le quotazioni questa mattina sono già risalite in area 51.172,50. 

Bitcoin, tra Nasdaq e Musk

Il mercato, oltre ad essere condizionato come detto dall'andamento dei titoli tecnologici (a loro volta correlati inversamente ai rendimenti sui titoli di stato), segue anche i commenti di alcuni "influencer", come ad esempio Elon Musk, che recentemente su Twitter aveva scritto che il prezzo del bitcoin (e di ethereum), oltre i 50mila dollari, sembrava alto "BTC & ETH do seem high".

Il fatto è che gli studiosi dei grafici sono abituati a vedere una fase di storno, di "correzione", dopo una forte salita, si tratta di un comportamento che viene ritenuto fisiologico. 

L’analisi tecnica funziona sulle criptovalute?

E allora sorge spontanea la domanda: ma gli strumenti tradizionali dell'analisi tecnica funzionano anche per il bitcoin? La risposta è affermativa, basta guardare come si comportano i prezzi in relazione alle medie mobili più utilizzate o ai ritracciamenti di Fibonacci per rendersene conto.

Affidabili le medie mobili

Guardiamo ad esempio la media mobile esponenziale a 50 giorni, usata per la quasi totalità degli strumenti quotati per approssimare la condizione del trend di medio periodo, come ha contenuto il ribasso visto a fine gennaio (la media ora transita a 41400 dollari circa e deve essere quindi considerata un supporto critico), oppure come la media esponenziale a 10 sedute tende a contenere tutte le flessioni duranti le fasi di tendenza maggiormente accentuate. 

I ritracciamenti rispondono con efficacia

Da notare poi come i minimi di gennaio siano sul 50% di ritracciamento del rialzo visto tra il 26 novembre 2020 e l'8 gennaio così come i minimi del 26 febbraio siano sul 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di fine gennaio. Il fatto che i ritracciamenti si limitino alla metà circa del movimento precedente che correggono è un comportamento tipico di tutti i mercati, da quelli azionari alle materie prime.

Per il momento quindi il calo subito delle quotazioni del bitcoin dai recenti record può essere visto come un elemento con caratteristiche correttive, ovvero temporanee, sarebbero solo discese al di sotto di area 40000/42000 a fare temere una vera e propria inversione di tendenza che potrebbe arrivare ad interessare almeno i 34mila dollari in prima battuta.

La rottura della media a 10 giorni è un segnale di forza

Per quello che riguarda i segnali di ripresa la media esponenziale a 10 giorni passa a 49700 circa e il suo recente superamento è un primo indizio che permette di prospettare il ritorno sui record di area 58000.

(Alessandro Magagnoli)