Bitcoin è la criptovaluta più popolare esistente al mondo. È una moneta digitale che esiste esclusivamente online.

I Bitcoin vengono creati, o come dicono gli esperti, "estratti",  su una rete di computer decentralizzata, utilizzando un registro distribuito che tiene traccia delle transazioni riguardanti la criptovaluta.

Quando i computer della rete verificano ed elaborano le transazioni, vengono creati o estratti nuovi bitcoin. I minatori, ovvero coloro che creano bitcoin, elaborano la transazione in cambio di un pagamento in Bitcoin.

Per estrarre il Bitcoin, in questo 2021, si è raggiunti già una cifra superiore ai 91 TWh. Pare che la criptovaluta sia sulla strada buona per consumare tanta energia quanto il Pakistan

I fan del bitcoin continuano a difendere la criptovaluta affermando che anche le valute tradizionali, nel tempo, hanno creato feroci danni ambientali. Almeno i bitcoin, secondo loro, avrebbero un effetto positivo sull'inflazione.

Come funziona il mining di bitcoin?

Il mining di bitcoin è il processo di creazione di nuove criptovalute da parte di computer ad alta potenza che risolvono complessi problemi di matematica computazionale; questi problemi sono così complessi che non possono essere risolti a mano e sono abbastanza complicati da mettere a dura prova anche i computer più potenti.

Il mining di Bitcoin è, però, necessario per mantenere il registro delle transazioni su cui si basa la criptovalute.

A causa dell'enorme consumo di energia, la Cina ha vietato l'attività di mining sul suo territorio. Prima che arrivasse questo divieto, quasi i due terzi di tutti i Bitcoin venivano estratti nel Paese asiatico. Da allora però le società minerarie sono migrate in altre nazioni, come il Kazakistan.

Quanta energia consuma il mining di bitcoin?

Secondo i dati dell’Università di Cambridge, solo il 39% delle richieste di consumo energetico di Bitcoin proviene da fonti rinnovabili. Ciò significa che il 61% di tutta l'energia di cui i mining ha bisogno, è alimentato da energia ad alta intensità di carbonio e quindi ad alto inquinamento.

Questo, ovviamente, fa aumentare tantissimo le emissioni di gas serra. Proprio per questo è stato creato il Bitcoin Mining Council  all’inizio di quest’anno per “promuovere la trasparenza” sul settore. Il Consiglio ha affermato un dato diverso, però, rispetto all'Università di Cambridge, e cioè che il 56% dell’elettricità dietro la crittografia proviene da fonti sostenibili.

L'hardware del computer richiesto per effettuare il mining è noto come ASIC e può costare fino a $ 10.000. Gli ASIC consumano enormi quantità di elettricità, il che ha suscitato tantissime critiche da parte dei gruppi ambientalisti.

Pensate che l'elettricità che un ASIC può utilizzare può arrivare alla stessa utilizzata da mezzo milione di dispositivi PlayStation 3, secondo un rapporto del 2019 del Congressional Research Service

Cosa sono i blockchain che alimentano i bitcoin?

Bitcoin è alimentato da blockchain, che è un registro decentralizzato di tutte le transazioni di bitcoin su una rete. I gruppi di transazioni approvate formano insieme un blocco e vengono uniti per creare una catena. Immaginalo come un lungo registro pubblico che funziona quasi come una ricevuta.  Il mining di Bitcoin serve ad aggiungere un blocco alla catena.

Per aggiungere con successo un blocco, i minatori di Bitcoin competono per risolvere problemi matematici estremamente complessi che richiedono l'uso di computer costosi ed enormi quantità di elettricità.

Che compenso percepiscono i miner di bitcoin?

Se un miner riesce ad aggiungere con successo un blocco alla blockchain, riceverà 6,25 bitcoin come ricompensa. L'importo della ricompensa viene dimezzato all'incirca ogni quattro anni od ogni 210.000 blocchi.

Ad agosto 2021, bitcoin è stato scambiato a circa $ 48.000, e 6,25 bitcoin valevano circa $ 300.000. Il prezzo del bitcoin, però, è stato ed è altamente volatile, il che rende difficile o impossibile per i minatori sapere a quanto potrebbe ammontare la loro ricompensa una volta aggiunto un blocco alla blockchain.

Anche se i minatori di Bitcoin dovessero avere successo nell'aggiungere un blocco alla blockchain, non è mai certo se i loro sforzi avranno successo a livello di redditività, a causa proprio degli alti costi dovuti all'estrazione.

Come ridurre i costi del mining?

Un modo per suddividere i costi elevati del mining, potrebbe essere entrare a far parte di un pool minerario. I pool minerari consentono ai minatori di dividere i costi, ma successivamente anche le ricompense saranno condivise.  

Il prezzo del Bitcoin è variato notevolmente da quando è stato introdotto nel 2009. Solo nell'ultimo anno, Bitcoin è stato scambiato per meno di $ 10.000 e poi è arrivato a quasi $ 65.000.

Questo tipo di volatilità rende difficile per i minatori sapere se la loro ricompensa supererà i costi che hanno affrontato nel mining.

Infine c'è sempre il rischio che i governi possano bandire del tutto l'estrazione delle criptovalute, come ha fatto la Cina all'inizio di quest'anno, motivando la decisione con eventuali rischi finanziari e aumento del commercio speculativo.