Il presidente di El Salvador Nayib Bukele, dopo aver dichiarato i Bitcoin la moneta di Stato, ha pubblicato un video su Twitter in cui mostra il massiccio progetto avviato dal suo paese che prevede un enorme impianto di mining, cioè di estrazione di Bitcoin, che sfrutta l'energia geotermica dei vulcani.

Il mining di criptovalute è infatti quello che si definisce un processo ad alta intensità energetica e i Bitcoin sono spesso stati al centro dell’attenzione proprio per i presunti danni causati all’ambiente.

Ma Bukele aveva già dichiarato a giugno che la società elettrica statale di El Salvador, LaGeo, utilizzerà per rifornire l’impianto energia economica, pulita, rinnovabile al 100% e a zero emissioni di CO2, grazie ai vulcani presenti sull’Isola.

La scelta del presidente salvadoregno di adottare ufficialmente i Bitcoin come moneta di Stato pone molti dubbi per quanto concerne eventuali rischi per l’economia finanziaria dello Stato, ma non c’è dubbio che per il mondo delle criptovalute su larga scala, investimenti di questo tipo rappresentano un passo avanti di proporzioni gigantesche in vista di rendere le valute digitali completamente sostenibili.

Tiziano Tridico nel suo video YouTube spiega in modo dettagliato, ma semplice, che cos’è e come funziona il Bitcoin mining:

 

El Salvador spinge i Bitcoin nel mondo dello sviluppo sostenibile

Il 7 settembre 2021 El Salvador ha dichiarato i Bitcoin la valuta ufficiale del paese insieme al dollaro, divenendo il primo paese al mondo a fare una scelta simile.

Nonostante Bukele, il presidente, sia molto popolare nel paese (i recenti sondaggi hanno messo il suo indice di approvazione sopra l'80%), la legge che legalizza i Bitcoin è stata criticata da cittadini ed esperti del settore finanziario.

I cittadini hanno duramente contestato l’innovazione all'inizio di questo mese quando migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro il presidente, in quella che è stata la più grande protesta da quando Bukele ha preso il potere, secondo i media locali.

Secondo la nuova legge salvadoregna che regolamenta l’adozione dei Bitcoin le aziende devono obbligatoriamente accettare pagamenti in criptovaluta. La popolazione in genere è stata poi incentivata all'utilizzo delle criptovalute con un bonus di 30 dollari in Bitcoin assegnato dal governo ad ogni cittadino.

A questo scopo è stata creata una piattaforma governativa che è un grande portafoglio statale, chiamato Chivo, e chi lo scarica sul proprio smartphone viene ricompensato con 30 dollari in Bitcoin.  

E se il governo ha una propria piattaforma per gestire le transazioni ha anche un suo gigantesco impianto di Bitcoin mining, dove vengono estratti i nuovi token.

Come si è detto il processo di estrazione delle criptovalute dal cyberspazio, richiede enormi quantità di energia.

Secondo un rapporto pubblicato a marzo 2021 dagli analisti della Bank of America, le emissioni complessive di C02 dell'industria globale dei Bitcoin sono aumentate fino ad arrivare a 60 milioni di tonnellate, pari allo scarico di circa 9 milioni di auto.

Almeno da questo punto di vista dobbiamo ammettere che Bukele potrebbe dare una spinta perché i Bitcoin entrino a pieno titolo nel mondo dello sviluppo sostenibile. Poiché il mega impianto salvadoregno si regge sull’energia geotermica prodotta dai vulcani e che quindi è a zero emissioni. 

A giugno scorso Bukele aveva dichiarato che si stava procedendo alla costruzione dell’impianto della centrale elettrica per alimentare il Bitcoin mining, attraverso lo scavo di un pozzo, in grado di fornire all’incirca 95 MW di energia geotermica pulita al 100% e a zero emissioni di CO2, grazie ai vulcani presenti a El Salvador.

Bukele vede più lontano di Musk sui Bitcoin

Si deve dare atto al presidente Bukele che in soli quattro mesi è riuscito a fare di El Salvador la prima nazione ad adottare i Bitcoin come moneta a corso legale, distribuire 30 dollari in Bitcoin a tutti i cittadini del paese tramite l'app Chivo sponsorizzata dallo stato, installare 200 bancomat Bitcoin all'interno del paese,  acquistare 700 Bitcoin per la Stato e iniziare ad estrarre il denaro più difficile che l'uomo conosca in un modo rinnovabile al 100%.

Quello che stupisce è che il video postato da Bukele, circa il Bitcoin mining nell’ambito di un progetto sostenibile, sia stato condiviso solo pochi mesi dopo che Elon Musk aveva invece annunciato che Tesla non avrebbe accettato più Bitcoin proprio a causa del loro alto consumo di energia.

Anche se Musk ha dimostrato di non comprendere ancora la relazione della rete Bitcoin con la produzione di energia sostenibile il presidente Bukele sembra molto più avanti in questo.

Se mettiamo da parte le possibili rischiose implicazioni finanziarie per El Salvador, non c’è dubbio che questa scelta, di investire nei Bitcoin sotto ogni aspetto, rappresenta un passo avanti gigantesco per il mondo delle criptovalute, che si avvicinano a diventare uno strumento per lo sviluppo sostenibile.

Nasce la prima centrale di Stato per estrarre Bitcoin! 

Bukele è stato ampiamente intervistato sull’argomento e ha spiegato nel dettaglio i suoi obiettivi a giugno scorso per l'estrazione di Bitcoin attraverso una centrale geotermica statale.

Bukele ha sostenuto la geotermia la migliore fonte di energia pulita perché non è soggetta all’intermittenza dell’eolico o del solare e funziona 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni all'anno. 

Con l'energia geotermica, come quella prevista per essere utilizzata in El Salvador, il vulcano incandescente riscalda l'acqua sotterranea, creando una scarica di vapore potente che può far girare le turbine e generare elettricità.

Il progetto per la costruzione di questa mega Centrale avrà un costo pari 480 milioni di dollari e sarà una grande eredità del paese con la quale finanziare anche le infrastrutture.

Il Cambridge Bitcoin Electricity Consumption Index stima il consumo di energia per il mining di Bitcoin in tutto il mondo pari a circa 105 terawattora di elettricità all'anno. Per rendere l’idea è più di tutta l'elettricità utilizzata ogni anno nelle Filippine, sempre secondo le stime dell'università.

Tali rivelazioni hanno suscitato indignazione per l'alto costo ambientale del mining di Bitcoin, ma ecco che quello che sta accadendo ad El Salvador ribalta la situazione.

Forbes aveva già riferito di una società chiamata Northern Bitcoin che ha creato un centro in un'ex miniera di metallo norvegese e utilizza l'energia idroelettrica ed eolica per far funzionare i suoi computer, nonché l'acqua fredda di un vicino fiordo per raffreddare le macchine.

Ma le proporzioni della scelta di Bukele hanno un impatto molto più grande, questo perché parallelamente il Bitcoin trova ufficialità come moneta di Stato, con l’impegno governativo di rendere il mining sostenibile. Al momento infatti ci sono molti Bitcoin miners e altre criptovalute che usano energia pulita al 100%, ma nessuno di questi è un'istituzione statale, tranne ad El Salvador.

I Bitcoin verso un futuro sempre più green in USA

Quando si tengono in considerazioni i dati raccolti riguardo le emissioni di CO2 si deve tenere conto che queste non sono misurazioni precise, poiché una lettura accurata delle emissioni di carbonio prodotte dal Bitcoin mining richiederebbe anche una conoscenza esatta del mix energetico utilizzato per generare elettricità, a sua volta impiegata nelle operazione di estrazione. 

Come fa correttamente e osservare la CNBC però nel complesso, il mercato sta spingendo le fonti energetiche nordamericane a diventare sempre più green.

Ogni anno la banca di investimento Lazard pubblica una stima della crescita dei costi energetici per fonte.  Il suo rapporto del 2020 mostra che molte delle fonti di energia rinnovabile più comuni sono uguali o meno costose delle fonti energetiche convenzionali come carbone e gas. Più il costo dell'energia rinnovabile continua a scendere e più essa sarà utilizzata.

Thiel afferma che la maggior parte dei nuovi miners in USA userà fonti rinnovabili, Gibbs stima che l'estrazione di Bitcoin negli Stati Uniti sia già alimentata per oltre il 50% da fonti rinnovabili.

Inoltre, il recente ban della Cina alle criptovalute ha provocato una fuga dei miners, alcuni dei quali stanno migrando in Nord America dove impiegheranno energia pulita per l’estrazione.

L'ingegnere minerario di Bitcoin Brandon Arvanaghi ha dichiarato alla CNBC che a lungo termine, la migrazione negli Stati Uniti, dove l'innovazione intorno ai Bitcoin rinnovabili è già in corso, sarà un enorme vantaggio per il futuro sostenibile delle criptovalute. Luoghi come il Texas offrono infatti elettricità a basso costo, in gran parte a causa dei finanziamenti per l'energia eolica.

Proprio per favorire lo sviluppo sostenibile della valuta digitale è nato il Crypto Climate Accord, un'iniziativa degli investitori privati per decarbonizzare il mining di Bitcoin e delle criptovalute in genere. I partecipanti includono Argo Blockchain, Hut8 Mining e il progetto Ripple.

C'è anche la Bitcoin Clean Energy Investment Initiative, fondata da Square per supportare le aziende che aiutano a promuovere l'adozione e l'efficienza delle energie rinnovabili all'interno del mondo degli investitori Bitcoin. Square ha finanziato con 10 milioni di dollari il progetto, che di recente ha visto l'uscita di un white paper intitolato "Bitcoin is the Key to an Abundant, Clean Energy Future".

Ethereum è la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato e la piattaforma principale per DeFi (finanza decentralizzata) e NFT (token non fungibili), due tecnologie potenzialmente trasformative che stanno riscontrando un enorme interesse per gli investimenti.  

Questa valuta digitale è attualmente supportata da un sistema di mining "proof-of-work" simile al Bitcoin, ma ha iniziato una transizione verso il proof-of-stake, un approccio che ridurrà drasticamente l'impatto energetico di Ethereum.

La Ethereum Foundation ha dichiarato la scorsa settimana che l’utilizzo del proof-of-stake ridurrà il consumo energetico della blockchain di Ethereum del 99,95%, con il potenziale per far funzionare l'intera blockchain con circa 2,6 megawatt di energia.