Continua la caduta dei Bitcoin che oggi 10 maggio 2022 sono vicino ai 30.000 dollari ad unità perdendo il 50% rispetto al massimo storico registrato a novembre dell’anno scorso.

Molteplici le cause che hanno innescato questa caduta libera secondo gli analisti, in primis l’aumento dei tassi di interesse voluto dalla banca centrale statunitense (FED) a cui si aggiunge un indebolimento complessivo dell’attività economica, tutti elementi che stanno facendo colare a picco non solo gli asset crittografici, ma anche il mercato azionario. Quando infatti le obbligazioni non rappresentano più per gli investitori un rifugio sicuro, a causa dei tassi, questo ha effetti negativi su tutto il sistema nel complesso.

Questa performance negativa delle criptovalute porta un sentimento di paura nei mercati con gli investitori che iniziano a vendere creando una fuoriuscita preoccupante di capitali dal mercato.

Diverse fonti riferiscono che, per quanto riguarda i Bitcoin, sul loro andamento molto potrebbe influire anche il fatto che la Terraform Labs, cioè gli sviluppatori della omonima Blockchain, il cui stablecoin è garantito in parte in Bitcoin stanno svuotando i loro portafogli, con questa azione che potrebbe trascinare ulteriormente a ribasso il prezzo BTC.

Cosa sta accadendo allo stablecoin UST di Terraform Labs? Quali conseguenze sui Bitcoin?

Terraform Labs (TFL) è l’azienda che ha progettato la Blockchain Terra su cui lavorano lo stablecoin UST e la criptovaluta LUNA, come garanzia per il suo stablecoin la società utilizza in parte la sua moneta digitale e in parte Bitcoin. Stando ad alcune fonti la TFL oggi avrebbe svuotato tutto il suo portafoglio Bitcoin, cioè ben 42.530 BTC per un valore complessivo di 1,3 miliardi di dollari.

La notizia proviene, tra gli altri, dalla testata TechCrunch che ha intervistato Corey Miller della dYdX e altri esperti del settore.

Il perché di tutto questo va ricercato nel fatto che per la seconda volta nell’arco di soli due giorni lo stablecoin UST, che è ancorato al dollaro USA con un rapporto 1:1, ha perso il suo ancoraggio all’asset collaterale. Dove il prezzo di 1 UST dovrebbe essere sempre più vicino possibile al valore di 1 $, questo ha raggiunto gli 0,95 $ a token perdendo oltre il 5%.

In gergo tecnico questo si chiama “depegging”, allo scopo di correggere il quale la Terraform Labs  sta liquidando le sue riserve di LUNA e Bitcoin.

Tuttavia, su Twitter un utente dal nome “stablechen” che appartiene agli sviluppatori di Terraform Labs sostiene che lo stablecoin UST sia progettato per resistere agli shock in quanto uno stablecoin algoritmi fatto per questo.

Perché la situazione dello stablecon UST di Terra preoccupa in relazione ai Bitcoin 

Oltre al Twitter degli sviluppatori anche il CEO di Terraform Labs, Do Know, vista anche la paura per gli effetti che le mosse della società potrebbero avere sul prezzo Bitcoin, ha confermato sempre attraverso un tweet che la società non ha intenzione di uscire dalla sua posizione Bitcoin, cioè di rinuciare e vendere i suoi Bitcoin, quanto di metterli nelle mani di un “professional market maker”.

Ricordiamo che il mese scorso lo stesso Know aveva annunciato le intenzioni di acquistare sul lungo periodo ben 10 miliardi di dollari di Bitcoin proprio per la garanzia dello stablecoin UST.

Tuttavia, molti analisti sono unanimi nel confermare che se effettivamente Terra vendesse tutti i suoi Bitcoin questo avrebbe conseguenze catastrofiche per il prezzo dei BTC.

Secondo un altro degli analisti intervistati da TechCrunch, Jack Melnick, ricercatore presso The TIE, poiché la Blockchain Terra è organizzata in modo che vi sia equilibrio tra stablecoin e la criptovaluta LUNA quando la prima devia dall’ancoraggio allora si iniziano a “bruciare” i token LUNA. Di fatto Terraform Labs sta arrancando nel tentativo, da un lato, di cercare di proteggere lo stablecoin UST riportandolo al valore di 1 dollaro e, dall’altro, di proteggere la criptovaluta LUNA da una eccessiva azione di “burning”. In questo scenario “liquidare Bitcoin” serve a riportare l’equilibrio e proteggere le due criptovalute native della Blockchain.

Gli effetti sui Bitcoin dell’aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed)

Tutta questa situazione in cui versano Bitcoin e altre criptovalute è riconducibile ad una serie di motivazioni di natura macroeconomica.

La Federal Reserve, che è la banca centrale USA, è la principale artefice di ciò, la quale nel tentativo di proteggere il dollaro dall’inflazione ha aumentato enormemente i tassi di interesse, questo aumento unito ad un generale timore di un rallentamento economico hanno avuto effetti disastrosi su Wall Street, dove sono saliti in maniera stratosferica i rendimenti obbligazionari, che sono ora al livello più alto mai registrato da novembre 2018 ad oggi.

Poiché il valore del dollaro sale di pari passo ai tassi di interesse, la moneta statunitense ha accresciuto enormemente il suo valore, l’altra faccia della medaglia però è che invece gli asset crittografici tra cui i Bitcoin sono al collasso. 

Anche le azioni di molte società crittografiche collegate al mining di criptovalute sono analogamente colate a picco, la CNN riporta che nel 2022 Hive Blockchain (HVBTF), Marathon Digital Holdings (MARA) e Riot Blockchain (RIOT) stanno tutte registrando un calo compreso tra il 50% e il 60%.

Tammy Da Costa, analista di DailyFX, ha spiegato come in questa situazione gli investitori si tengano lontani dagli asset crittografici poiché ritenuti ad alto rischio. Tuttavia, la stessa analista ha anche affermato che per quanto riguarda le singole criptovalute, il futuro a lungo termine è comunque collegato ad una serie di altri fattori, dove invece questa situazione dei mercati ha un impatto enorme e certo solo a breve termine. In pratica, sul futuro dei Bitcoin non è per forza compromesso suo lungo periodo.

Marco Cavicchioli ci offre con un video YouTube la sua personale analisi su quello che sta succedendo ai BTC:

  

Intanto, El Salvador continua a comprare Bitcoin! 

Se la situazione Bitcoin preoccupa i singoli investitori privati, allargando lo scenario, è molta anche la preoccupazione per quelli che saranno gli effetti di questo crollo dei BTC sui mercati in El Salvador dove la criptovaluta è moneta a corso legale.

Eppure in questo clima di preoccupazione generale, il presidente salvadoregno Nayib Bukele, lunedì 9 maggio, ha invece annunciato che la nazione ha proceduto all’acquisto di altri 500 BTC, con il paese che ora detiene 3.301 Bitcoin per un valore di 73 milioni di dollari calcolati sul prezzo attuale della moneta a circa 30.000 dollari a unità.

Nei piani di Bukele, El Salvador avrebbe anche dovuto emettere a marzo Volcano Bond, 1 miliardo di dollari di bond sostenuti dai Bitcoin, allo scopo di finanziare la costruzione della famigerata Bitcoin City, la città “interamente fondata sulla criptovaluta”.

L’obbligazione non è mai stata emessa e su questo ci sono visioni opposte, perché dove il governo salvadoregno sostiene di aver rallentato il lancio aspettando tempi migliori dei mercati internazionali, Fortune e Bloomberg sostengono invece che il progetto sia in realtà fallito sui mercati internazionali.

In generale, l’atteggiamento di El Salvador verso i Bitcoin preoccupa nel panorama internazionale e contro tale scelta è schierato anche il Fondo Monetario Internazionale (FMI), quantunque il presidente Bukele abbia in più occasioni ribadito che su questo versante non farà nessun passo indietro.

Intanto, ricordiamo che di recente i Bitcoin sono diventati moneta a corso legale anche nella Repubblica Centrafricana, suscitando altrettanti timori.