Il Bitcoin ha registrato l'ennesimo record nella storia delle criptovalute arrivando a quota 41.530 dollari. Restano i timori di una colossale bolla speculativa, alcuni analisti auspicano una 'correzione al ribasso' e, intanto, da inizio pandemia (marzo 2020) ad oggi, il mercato delle crypto raggiunge un valore di 1.000 miliardi di dollari.

Praticamente, il PIL del Messico. Bitcoin, da solo vale oggi 750 miliardi: si è rivalutato del 1.000% dai minimi di marzo. Le altre monete virtuali minori (Ethereum, Tether, Litecoin, Cardano e Polkadot) non stanno a guardare ed hanno realizzato performance stellari. Soltanto Ethereum è passato da 110 a 1.190 dollari in 10 mesi. Bitcoin sostituirà l'oro come bene rifugio?

Folle corsa del Bitcoin tra ottimisti e scettici di Wall Street

Mentre il Bitcoin continua a schizzare alle stelle, a Wall Street la discussione tra ottimisti e scettici si fa sempre più animata. JP Morgan riflette:

"Se il Bitcoin riuscirà a sostituire l'oro come bene rifugio potrebbe arrivare a sfiorare un valore di 146mila dollari".

Tra gli scettici, spicca lui, l'economista Nouriel Roubini che definisce il mercato Bitcoin una 'bolla speculativa iperbolica' caratterizzata da prezzi manovrati da squali. Secondo Roubini la 'bolla speculativa' è destinata tra non molto a scoppiare. Secondo Warren Buffett (scettico da sempre) "la quotazione giusta per il Bitcoin è zero". Michael Hernett, capo investimenti di Bank of America, definisce le crypto "madre di tutte le bolle speculative". Gli ottimisti continuano a pensarla diversamente: la 'bolla', per ora, continua a gonfiarsi e il meglio deve ancora arrivare.

I fatti che danno ragione al Bitcoin

Tra il dire e il fare c'è di mezzo il credere. Chi ha creduto finora nel Bitcoin? PayPal, le autorità USA, diversi investitori istituzionali. Una cosa è certa (e gli scettici non possono negarlo): la folle corsa delle criptovalute degli ultimi mesi non è poi tanto folle. Ha basi più solide rispetto al 2017, anno in cui il BTC salì magnificamente da 3 a 19mila dollari per poi crollare miseramente.

Fatto sta che le autorità USA hanno permesso alle banche di tenere in portafoglio monete virtuali. PayPal consente come strumento di pagamento l'utilizzo della valuta digitale. Alcuni investitori istituzionali (tra cui la compagnia assicurativa Massachusetts Mutual Life ed il fondo inglese Ruffer) hanno acquistato consistenti pacchetti di Bitcoin ed altre monete virtuali. Perché? La moneta virtuale protegge dall'inflazione, dalla svalutazione del dollaro, da mercati finanziari con valutazioni distorte, da un sistema monetario fragile.

Scorta limitata di Bitcoin contro la super liquidità delle banche centrali

Aumentano le conversioni di cassa da dollari a criptovalute. Succede soprattutto negli States: ad esempio, la nota società di business intelligence MicroStrategy oggi ha un tesoretto di circa 3 miliardi in Bitcoin che ha portato ad un rialzo del 400% delle sue quotazioni nell'arco di 10 mesi.

L'avanzata di Bitcoin & C. ha convinto, di recente, anche lo scettico (fino a ieri) gestore di hedge fund Ray Dalio. Oggi considera che diversificare il portafoglio investendo in valuta digitale può avere un senso. C'è un pensiero comune sui BTC oggi: la scorta limitata di Bitcoin (in circolazione ce ne sono 18 milioni e il tetto previsto è di 21 milioni) garantisce la tenuta delle quotazioni. Il punto di forza, quindi, è la scorta limitata di Bitcoin contro una massa enorme di liquidità garantita dalle banche centrali che inflaziona il mercato.