"Il Bitcoin è fatto per restare. Diventerà l'asset class di domani". Ne è convinto Kevin O'Leary, che ha dichiarato alla Cnbc di volere aumentare la sua esposizione alle criptovalute dal 3% attuale "al 7% entro la fine del 2021". L'investitore e celebrità televisiva canadese (noto soprattutto per la sua partecipazione al programma Shark Tank) non è sempre stato un sostenitore del Bitcoin. Due anni fa il chairman di O’Shares Etfs definiva infatti la moneta digitale "inutile". "Per me è spazzatura perché non puoi entrarci e uscirne su grandi dimensioni", sosteneva in precedenza.

Il Bitcoin è fatto per restare. Diventerà l'asset class di domani

Oggi O'Leary ha cambiato idea a patto, però, che i regolatori, anche in Usa, si esprimano una volta per tutte su Bitcoin e simili. "Non voglio essere coinvolto nelle criptovalute se i regolatori dicono che non va bene. Non posso permettermi di essere in fuorigioco, non posso permettermi di essere inadempiente", ha dichiarato al programma Capital Connection della Cnbc. O'Leary prevede che le autorità riconoscano le criptovalute come un asset class istituzionale ma non è chiaro quando ciò accadrà.

Bitcoin asset class di domani ma regolatori devono esprimersi

In ogni caso, ci sono "migliaia di miliardi di dollari di interessi in attesa di salire sul carro", sottolinea O'Leary. In particolare proprio per il Bitcoin, se i regolatori consentiranno alle società di servizi finanziari di trattarlo come asset e approveranno in Usa Etf basati sulla valuta virtuale, O'Leary prevede "un altro migliaio di miliardi di dollari di acquisti". Il governo Usa sta lavorando a una regolazione delle criptovalute anche se non è chiara la tempistica e anzi gli istituti centrali, dalla Federal Reserve (Fed) alla Banca centrale europea (Bce) sembrano più impegnate nel creare versioni digitali delle divise di corso legale che regolare il settore delle criptovalute.

Migliaia di miliardi di dollari pronti a salire sul carro del Bitcoin

Certo, ci sono casi come El Salvador, Paese in cui proprio da settimana scorsa il Bitcoin è ufficialmente diventato moneta legale. Esempio difficilmente replicabile altrove ma che rende bene l'urgenza di un intervento regolatorio in un panorama troppo frastagliato e privo di certezze per gli investitori. Nei mesi scorsi James Bullard, president della Fed di St. Louis, aveva ammesso che gli asset digitali che sono in grado di "facilitare transazioni difficili da effettuare in valute convenzionali" hanno un posto accanto alle monete di corso legale. "Ne abbiamo un paio di migliaia in giro e la maggior parte sono prive di valore", aveva però aggiunto.

Serve credibilità nel settore non fake news come per il Litecoin

E la credibilità del settore non può certo essere aiutata da episodi come quello di lunedì, quando il Litecoin ha toccato un rimbalzo del 20% in scia a fake news su una partnership con Walmart, che il colosso Usa della distribuzione ha smentito a stretto giro, facendo crollare i corsi della criptovaluta. Secondo quanto riportato da MarketWatch, da un account verificato di Twitter, legato allo stesso Litecoin, era stata lanciata la notizia che Walmart avrebbe accettato la moneta virtuale come forma di pagamento nei suoi negozi. Successivamente il messaggio è stato cancellato e molti fonti stampa hanno corretto i lanci che avevano fatto. (Raffaele Rovati)