Ad aprile scorso, quando il Bitcoin era ancora ai primi stadi della sua ultima corsa rialzista che lo ha da poco riportato, per la prima volta da oltre un anno, oltre una quotazione di 10 mila dollari, l'investitore e imprenditore della blockchain Anthony Pompliano si era guadagnato una certa fama tra i tanti "evangelizzatori" della nuova industria delle criptovalute grazie a una tesi piuttosto fuori dalle righe.

Bitcoin a 100.000 dollari entro il 2021. La tesi su BTC di Pompliano

BTC, disse il 31 co-fondatore di Morgan Creek Capital, una società d'investimento nata con l'obiettivo di avvicinare gestori dei patrimoni di famiglie facoltose e clienti istituzionali alla tecnologia blockchain e alle cryptocurrencies, è l'unico asset tra quelli delle sue dimensioni che abbia le carte in regola per moltiplicare per decine volte il suo prezzo di mercato in un orizzonte di 5 anni, potendo così ambire a una stratosferica capitalizzazione di 5 mila miliardi che lo proietterebbe nell'olimpo degli asset d'investimento e nella stessa categoria dell'oro. Un'idea che ha confermato ancora a fine giugno quando ha pronosticato, pur mettendo in guardia sul fatto che si tratta per il momento di un asset per stomaci forti e costantemente a rischio di tornare "a zero", che un singolo BTC ha il 75% di probabilità di schizzare a 100 mila dollari entro la fine del 2021.