La sicurezza è una questione molto delicata, specie se riguarda l’uso di intercettazioni inappropriate che limitano il nostro diritto alla riservatezza. La tecnologia di Bitcoin è una vera rivoluzione non soltanto sotto l’aspetto economico ma anche e soprattutto per ciò che concerne la sicurezza dei dati.

Vediamo di capire come si legano questi due aspetti e quanto possiamo vincere o perdere, in un tempo ormai sopraffatto da tecnologie nefaste ed evoluzioni straordinarie.

La sicurezza è un problema di tutti, ma non di Bitcoin

Forse non tutti si ricordano di Echelon, quel sistema di raccolta di dati e informazioni attraverso l’ausilio di segnali di Intelligence. Echelon è un termine di origine francese che significa “scaglione” e sigla un pregresso accordo di ben 5 grandi potenze firmatarie ai tempi della seconda Guerra Mondiale: Canada, Inghilterra, Australia, Stati Uniti, Nuova Zelanda.

L’accordo in questione portava il nome di UKUSA si riproponeva di realizzare una vera e propria intercettazione globale, monitorando in particolare i download e le comunicazioni avvenute per via satellitare.

La genesi di Bitcoin, al confronto di un sistema sopraffine di tecnicismi che mettono a dura prova la nostra privacy, ne esce non solo vincente, ma anche inutilizzabile a certi fini. L’impianto di sicurezza della sua tecnologia si fonda su tre capisaldi essenziali: il networking, la crittografia ellittica, la teoria dei giochi.

Bitcoin e l’estensione delle intercettazioni UKUSA 

La centralità dell’accordo Echelon si fonda su una precisa suddivisione di compiti per ognuno degli Stati firmatari. A tali compiti si associano anche delle responsabilità, specie in quella porzione del territorio che è stata loro assegnata. Gli Stati firmatari sono: Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti. Essi costituiscono i cosiddetti “Cinque occhi”, in grado di captare le comunicazioni pubbliche e private all’interno di un sistema d’intercettazione mondiale.

Ecco la suddivisione gestionale e territoriale di competenza, per ognuno di loro.

– il Canada controlla la porzione più settentrionale dell’ex Unione Sovietica e conduce ricerche su tutto il traffico di comunicazioni provenienti da tutte le ambasciate del mondo; inoltre, nell’era post-guerra fredda, l’area soggetta al suo controllo si è estesa alle comunicazioni originate da satelliti, radio e telefonia mobile provenienti da America Centrale e del Sud. Tale estensione è giustificata dalla necessità di reprimere i traffici legati al commercio di droga e i gruppi paramilitari non allineati della regione;

– gli Stati Uniti, detengono il monopolio del controllo satellitare su America latina, Asia, Russia asiatica e Cina settentrionale; l’Inghilterra controlla Europa, Africa e la regione a ovest degli Urali;

– l’Australia sorveglia le comunicazioni provenienti da Indocina, Indonesia e Cina meridionale;

– alla Nuova Zelanda compete la parte ovest dell’Oceano Pacifico.

- all’ Inghilterra è affidato il compito di controllare le comunicazioni di Europa, Africa e regione a nord ovest degli Urali.

A fronte di un sistema così invadente riguardo dati e comunicazioni, Bitcoin sembra al momento l’unico spiraglio di luce in grado di apportare benefici incredibili. 

Bitcoin è un sistema rivoluzionario e inespugnabile

Nel mondo, molti esperti di crittografia e sviluppatori sono già all’opera per sfruttare al meglio tutte le risorse eccezionali dell’algoritmo che sta alla base del funzionamento di Bitcoin. La sua forza innovativa consiste infatti nell’aver realizzato un sistema di verifica dello scambio di informazioni mai visto prima. 

I dati, grazie a questa tecnologia, transitano in nodi interconnessi tra loro, associati all’uso di una tipologia di crittografia definita ellittica. Ma la genialità di Bitcoin non consiste tanto nel fatto di aver portato al mondo qualcosa di completamente nuovo. In fondo, tutti gli elementi che compongono Bitcoin erano già noti all’umanità, alcuni anche da diversi anni.

L’incredibile storia di questa invenzione risiede nel fatto di aver tramutato il modo di usare alcuni elementi, combinandoli tra loro in maniera del tutto innovativa.  

Con Bitcoin non esiste alcuna entità centrale e tutti i computer sono connessi al network peer-to-peer. Un sistema decentralizzato che sfrutta i set crittografici già esistenti eleva a uno stadio certamente più avanzato e sicuro tutto il traffico di informazioni gestito dalla piattaforma.

Il dato inserito nel primo nodo viene replicato velocemente a tutti gli altri nodi finché tutta la rete registra l’informazione esattamente per com’è stata inserita, senza che nessuno possa più modificarla.  

Bitcoin e la sua sicurezza a prova di hacker 

Ad oggi, i rischi di captazione delle informazioni restano preoccupanti, basti pensare ad alcuni casi emblematici di attacchi hacker che hanno avuto un clamoroso successo nella storia. 

1932. Un gruppo di matematici polacchi riuscì a decifrare “Enigma”: chi non ricorda questo nome? Chi più o chi meno tutti ne abbiamo sentito parlare, in un film, in un documentario di storia o altrove.

Enigma è una macchina elettro-meccanica nata per cifrare e decifrare messaggi, utilizzata dalle forze armate tedesche durante il periodo nazista. Fu sviluppata da un certo Arthur Scherbius ed ebbe largo uso grazie ad un sistema d’uso piuttosto semplice. Nonostante paventasse una eccezionale indecifrabilità, Enigma venne sventata da un gruppo di matematici polacchi. Grazie alla loro decriptazione, nella Seconda Guerra Mondiale si ebbero importantissimi sviluppi.  

2014. Quattro hacker sono accusati di aver trafugato segreti militari dell’esercito statunitense. È stato stimato che gli autori del furto hanno rubato proprietà intellettuali di valore superiore ai cento milioni di dollari: tra cui un software di simulazione dell’elicottero Apache usato dall’esercito.

Ancora 2014. Un uomo d’affari cinese è stato incriminato per furto di informazioni segrete sugli aerei militari USA. 

2015. “Isis, militari Usa sotto tiro: dati sensibili su Internet”, è il titolo di un articolo pubblicato su ilgiornate.it, in cui si racconta del materiale classificato, riguardante militari della US Air Force, rubato da hacker dello Stato islamico. Il bottino ammonta a dati sensibili, password, nomi, indirizzi e mail dell’Aeronautica e della Marina militare statunitensi; della Nasa e delle autorità portuali di New York e del New Jersey. 

Ancora 2015. Kaspersky Lab scopre che la sofisticatissima organizzazione di cyberspionaggio russa denominata “Turla”, in attività da più di otto anni, ha infettato centinaia di computer in più di 45 Stati, inclusi Kazakistan, Russia, Cina, Vietnam e Stati Uniti. Tra le istituzioni colpite figurano organismi governativi e ambasciate, enti d’istruzione e militari, nonché case farmaceutiche.

La modalità di realizzazione degli attacchi operati prevede una mappatura delle vittime, nella fase iniziale, e un esteso meccanismo di comunicazione satellitare in grado di nasconderne le tracce. 

Le potenzialità della tecnologia sottesa al Bitcoin sono davvero straordinarie, specie se pensiamo che, grazie a questo registro pubblico, già utilizzabile da chiunque voglia testarne le utilità, si possono ottenere obiettivi di una certa portata. Gli stessi sono sintetizzabili come segue.

Cosa può fare Bitcoin per la sicurezza delle informazioni

Proviamo a descrivere i risvolti positivi di una tecnologia che potrebbe cambiare davvero le sorti della comunicazione, soprattutto di fronte alle difficoltà legate alla captazione dei dati. 

Bitcoin permette comunicazioni sicure. Va precisato che l’impianto comunicativo si compone di numerosi strumenti. Qui, per “comunicazioni” intendiamo quelle scritte, quelle di archiviazione e non quelle che avvengono in tempo reale, ma non si esclude che nel tempo si possa raggiungere anche il risultato di preservare la trasmissione di dati e informazioni attraverso l’ausilio di telefoni fissi e smartphone, mantenendo il controllo della sicurezza anche di quelle comunicazioni che avvengono in tempo reale. 

Bitcoin può tracciare il documento e accertarne la proprietà

Un altro traguardo legato alla tecnologia Bitcoin è il tracking documentale.

Questa caratteristica si snoda in più versanti, riassumibili come segue. 

Anzitutto, sarebbe possibile attestare l’esclusiva autenticità del documento prodotto, poiché qualsiasi tentativo di manomissione verrebbe evidenziato dal sistema. Com’è noto, Bitcoin viaggia su un registro pubblico che è impossibile manomettere, purché si verifichino alcune condizioni sistemiche e temporali.  

Un altro importante traguardo ottenibile con Bitcoin è quello della firma digitale del documento strettamente legata alla persona che lo produce. In questo caso la tecnologia in questione permette di accertare che il documento è stato scritto da Tizio e appartiene a lui: al pari dell’attestazione della proprietà di un bene fisico.

Per chi non lo sapesse, il contenuto del documento tracciato con la tecnologia di Bitcoin è leggibile solo dal destinatario stabilito, in quanto il sistema crittografico a cui esso è collegato consentirebbe non solo di limitare i destinatari, ma anche di scegliere eventuali diversi livelli di sicurezza da attribuire alle varie classi di documenti ove si volesse classificarli. 

Con Bitcoin le informazioni sono al sicuro

In altre parole Bitcoin, può salvarci da intercettazioni e utilizzi impropri dei nostri dati. Il problema centrale legato ad essi, infatti, è quello di rilevare il fatto che l’utente sia ignaro di quanto gli viene sottratto, senza che possa partecipare ad una eventuale cosciente conservazione delle sue informazioni.

In più, se Bitcoin venisse utilizzato in ambienti militari, dove la sicurezza dei dati assume carattere centrale e decisorio, sarebbe in grado di attestare che quel dato documento proviene da un soggetto specifico; che non è stato modificato durante l’invio al destinatario e soprattutto che può essere letto esclusivamente dal destinatario stabilito. 

Pertanto, confidiamo nel fatto che tra tutte le potenzialità applicative di Bitcoin, quella che riguarda la tutela delle informazioni sia vista come preminente dagli esperti del settore.