Tra i problemi dell’era moderna gli occhi di tutti sono puntati sul cambiamento climatico di cui il responsabile principale sembra essere proprio l’uomo.

Quasi tutti i Paesi stanno cercando di correre al riparo e interrogarsi sul problema, motivo per cui nel 2021 si è tenuta la COP26, cioè proprio una conferenza per parlare di cambiamenti climatici in vista della realizzazione degli obiettivi fissati dal precedente accordo di Parigi.

A preoccuparsi del problema della sostenibilità ambientale non sono solo le istituzioni ma anche le aziende e gli investitori privati.

Resta da chiarire in che posizione si pongano i Bitcoin e le altre criptovalute rispetto alla rivoluzione verde, questo perché fino adesso il problema era rappresentato dal mining, cioè il processo di estrazione delle monete. Tale processo richiede computer che consumano una quantità di energia gigantesca e che al momento viene per la gran parte da combustibili fossili.

In parole povere l’estrazione di Bitcoin è stata accusata spesso di inquinare più di un intero paese.

Se questo è vero per gli anni passati, diciamo che al momento la situazione è un po’ cambiata e proprio negli ultimi anni c’è stato un progresso notevole, perché l’estrazione avvenga usando energia rinnovabile e pulita e cioè creando BTC al 100% Green.

A questo scopo esiste il Crypto Climate Accord, con cui una serie di investitori si sono impegnati a portare il processo di estrazione delle criptovalute ad emissioni zero entro il 2030. Il 2030 cioè è l’anno X, entro cui il Bitcoin diventerà completamente sostenibile.

Proprio questa svolta ambientalista secondo molti analisti è destinata a far schizzare il prezzo Bitcoin nell’immediato futuro.

Il maxi esodo dei miners verso il Nord America dopo il Bitcoin ban della Cina

Se i più grandi investitori occidentali sembrano orientati verso la creazione di un processo di Bitcoin mining a zero emissioni di CO2, cioè alimentato al 100% da energia rinnovabile, ci sono anche paesi che intervengono sul problema in modo diametralmente opposto.

Nel maggio del 2021 il governo cinese, nazione in cui si concentrava fino all’anno a corso il 44% delle estrazioni globali di Bitcoin, ha infatti reso illegale vendita ed estrazione di tutte le criptovalute.

La conseguenza è stato un maxi esodo dei miners verso i paesi occidentali dove non ci sono restrizioni di questo tipo.

Questa mossa ha avuto dei risvolti inaspettati proprio rispetto al rapporto tra mining ed energia rinnovabile. Poiché tutti i miners trasferitisi soprattutto in Nord America si sono anche allontanati dall’industria energetica cinese dei metalli pesanti.

Bitcoin ed energia rinnovabile, quali conseguenze sul prezzo BTC in futuro?

A beneficiare del ban cinese sono stati soprattutto gli Stati Uniti che ora estraggono il 10% in più di Bitcoin rispetto al passato e dove i processi di estrazione sono anche in parte alimentati da fonti rinnovabili di energia.

Insomma il ban del governo della Cina è stato il primo passo per la nascita di un Bitcoin 100% Green, ad esempio uno dei principali estrattori di criptovaluta del mondo è lo Stato di New York, che è per un terzo alimentato da fonti rinnovabili di energia.

Allo stesso tempo, il Texas che è un altro dei principali stati dove avvengono i processi di mining dei Bitcoin, ha visto aumentare del 20% il totale di energia rinnovabile prodotta nel 2019.

Insomma, i Bitcoin non starebbero solo usando maggiormente energia pulita, ma starebbero anche dando un ma spinta allo sviluppo stesso delle fonti di energia rinnovabile.

Ovviamente la transizione che porterà il Bitcoin ad essere completamente green richiede tempo, ma per adesso la criptovaluta ha superato il banco di prova dimostrando di avere un futuro nel mondo dell’energia rinnovabile e che il processo è già in atto, con le ovvie conseguenze positive sul prezzo di mercato dei BTC nelle previsioni per gli anni futuri.

Anche Michael Novogratz uno dei principali investitori nel mondo dei Bitcoin e CEO della Galaxy Digital, impegnata in attività di BTC mining ha affermato che al momento per questo processo viene impiegato l’80% di energia che viene da fonti rinnovabili.

Ma la Galaxy Digital punta nel 2022 a rendere il suo processo di estrazione di Bitcoin alimentato al 100% da fonti rinnovabili.

Imprenditor Tips offre una valida spiegazione del processo di mining delle criptovalute e di come vengono creati i Bitcoin, nel suo video YouTube: 

  

Ethereum cambia il processo di mining per una criptovaluta sostenibile

Sia i Bitcoin che molte altre criptovalute basate sulla tecnologia blockchain, per estrarre nuove monete utilizzano il processo PoW (proof-of-work), che si basa sull'utilizzo di una serie di computer per risolvere complicate formule matematiche. Proprio l’utilizzo di questi computer richiede una quantità gigantesca di energia e quindi si inquina.

A questo scopo Ethereum, l’altra grande criptovaluta dopo i Bitcoin, ha annunciato che da adesso in poi nei processi di mining abbandonerà il PoW (proof-of-work) e utilizzerà il PoS (proof-of-stake).

Senza perderci in tecnicismi, diciamo brevemente che il PoS riduce la quantità di energia spesa nei processi duplicati, consuma cioè di meno rispetto al PoW.

Robbie Heeger, CEO e presidente di Endaoment, ha elogiato la scelta di Ethereum sostenendo che abbracciare il PoS vorrà dire ridurre l’impatto ambientale del mining del 99%.

Se nel processo di mining delle criptovalute l’alternativa più sostenibile al PoW è il PoS, esistono altre blockchain che usano metodi ancora diversi di estrazione.

Ad esempio la Stellar usa un sistema chiamato Consensus Protocol, che risulta anche più efficiente di PoW e POS con emissioni ancora minori di CO2.

Ricordiamoci poi di Nano, la criptovaluta che non utilizza il mining né una blockchain tradizionale, ma il block-lattice, e che in quanto tale consuma pochissimo e permette di realizzare un numero enorme di transazioni in simultanea.

Quali benefici per l’energia rinnovabile dal mining di Bitcoin e criptovalute?

Dopo tutto questo, si deve tener conto anche che i miners sparsi per il mondo hanno tutto l’interesse a favorire l’utilizzo di energia rinnovabile per i processi di estrazione, poiché essa in genere è molto più economica dei combustibili fossili. Un Bitcoin 100% Green e poi una criptovaluta più appetibile per gli investitori, i quali sono anche più propensi ad investire nell’energia rinnovabile.

In pratica, mano a mano che le criptovalute si avviano verso la strada della sostenibilità, aumentano anche gli investimenti stessi nell’utilizzo e la ricerca di energia pulita.

In molti infatti non hanno ben chiaro il processo di estrazione e credono che tutte le criptovalute siano uguali ai Bitcoin anche nelle emissioni di CO2, ma questo è ben lontano dalla realtà .

Bitcoin estratti al 100% con energia geotermica dei vulcani in El Salvador 

Concludiamo ricordando che il 2021 è stato un anno importante per i Bitcoin perché, mentre a maggio la Cina li metteva al bando, El Salvador invece faceva diventare a settembre i BTC la moneta di Stato, regalando 30 dollari in BTC ad ogni cittadino.

Non solo, lasciando stare i rischi economici di un simile azzardo, El Salvador è anche impegnata nei processi di estrazione delle criptovalute, che vengono interamente estratte sfruttando l’energia geotermica dei vulcani.

Ancora, a novembre il presidente salvadoregno Bukele ha informato il mondo che sono pronti i piani per la costruzione di Bitcoin City, città dove l’unica valuta saranno i Bitcoin e interamente alimentata ad energia geotermica.