Giovedì il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha dichiarato in un rapporto che l'emergere di bitcoin e altre criptovalute offre l’opportunità al terrorismo, stati canaglia e altri canali criminali di minacciare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Il rapporto ha rilevato, in particolare, che la popolarità globale delle valute digitali e la mancanza di una coerente supervisione interregionale ha ostacolato l'applicazione della legge americana, il che:

non favorisce la sicurezza e la stabilità del sistema finanziario internazionale.

Anche altre organizzazioni che utilizzano criptovalute come scambi peer-to-peer, operatori e-commerce e casinò online sembra non abbiano rispettato i requisiti di registrazione e segnalazione, danneggiando gli investigatori. 

Ecco le dichiarazioni ufficiali della Cyber Digital Task Force

Nel suo rapporto, la Cyber Digital Task Force del procuratore generale William Barr ha dichiarato:

L'attuale uso della criptovaluta da parte dei terroristi potrebbe rappresentare la prima pioggia di tempesta di uso diffuso in arrivo".Cattivi attori e stati-nazione canaglia la utilizzano come mezzo per fare soldi

Il report arriva successivamente alle indagini che i pubblici ministeri federali hanno concluso, dopo aver perseguito individui associati alle criptovalute nelle ultime settimane.

Il pubblico ministero ha affermato che il pioniere della sicurezza informatica John McAfee è stato arrestato pochi giorni fa con l'accusa di evasione fiscale, che secondo lui è stata fatta promuovendo la criptovaluta. Il fondatore dell'exchange di criptovalute BitMEX è stato accusato la scorsa settimana per aver aggirato gli Stati Uniti eludendo la legge sulla prevenzione del riciclaggio di denaro. Il ministero della Giustizia ha affermato nel rapporto che:

continuerà ad indagare e perseguire attivamente vari criminali e incoraggerà la cooperazione internazionale nelle indagini e negli arresti. 

Bitcoin è davvero la moneta dei terroristi? Risponde l’Europol

Nel report annuale dal titolo “European Union Terrorism Situation and Trend Report 2020” l’Europol ha affermato quanto segue.

I fondi vengono trasferiti principalmente al di fuori dell'Europa tramite denaro contante, società di servizi monetari oppure operazioni bancarie sotterranee come Hawala, ma anche attraverso combinazioni di questi metodi. L'abuso di valute virtuali, sebbene promosse da alcuni gruppi terroristici, è stato osservato come strumento principale volto a coprire semplicemente le spese di individui o piccole cellule criminali. 

Per quanto riguarda le transazioni sospette compiute con la valuta virtuale bitcoin,  sembra più corretto rilevare che si è trattato di uso isolato afferente a piccole organizzazioni terroristiche. In alcuni Paesi come il Belgio, ad esempio, si è osservato che è possibile utilizzare la valuta virtuale per acquistare sulla piattaforma di trading illegale Darknet. I prodotti scelti in questo caso sono stati: acquisto di documenti o biglietti aerei falsi. 

Terrorismo: il sillogismo piccoli gruppi piccoli fondi

La verità è che i terroristi individuali e le piccole cellule criminali necessitano di fondi limitati e solitamente in grado di autofinanziarsi. Non hanno bisogno di alcuna costosa infrastruttura e i loro costi di esercizio sono relativamente bassi, soprattutto se si limitano a semplici operazioni, come pugnalare o schiantarsi. In altre zone d’Europa le criptovalute sono state utilizzate per realizzare piccoli furti, taccheggi e ricatti. 

Una volta che i soldi legati alla commissione di crimini vengono generati in Europa, vengono poi trasferiti all'estero in vari modi. Per trasferire i fondi, sono stati assunti terroristi con il compito di svolgere attività di cassa ed utilizzare Hawala Bank 13 come struttura cardine delle transazioni commerciali eseguite. In pratica, cash transfer, money service business e transazioni hawala sono solitamente usati in combinazione tra loro, in aggiunta ai contati utilizzati per lo più per il pagamento dei compensi degli attivisti coinvolti in tali operazioni di riciclaggio. 

Quante transazioni bitcoin sono legate ad attività criminali?  

Secondo i dati di Elliptic, una società britannica che fornisce soluzioni di monitoraggio sulla Blockchain, meno del 2%. La società ha analizzato oltre 6 miliardi di transazioni Bitcoin nel 2018 e ha scoperto che solo 4.545 transazioni, corrispondenti al 2% di tutte quelle realizzate, potrebbero essere contrassegnate come illegali. La relazione con truffe, malware, organizzazioni terroristiche, dark web o altre attività illegali sembra dunque asincrona. 

In conclusione, fino a poco tempo fa si riteneva che Bitcoin fosse una moneta virtuale senza alcun controllo bancario, e del tutto anonima: da qui l'ipotesi sui metodi di pagamento molto apprezzati dalla criminalità organizzata. Ma la verità è completamente un'altra: Bitcoin non è affatto anonimo e tutte le transazioni iscritte nel libro mastro non solo sono ritracciabili, ma lasciano una traccia eterna.