Ricordate il famoso tweet di poco tempo fa, nel quale Elon Musk enfatizzava l’acquisto delle auto elettriche Tesla con la valuta digitale?

Si, proprio quell’annuncio che aveva introdotto il piano di accumulo secondo cui, decidendo di non convertire i Bitcoin incassati alla vendita di ogni Tesla, si intendeva creare un assett di bilancio funzionale e redditizio.

Erano stati investiti ben 1,5 miliardi di dollari e le critiche non si erano di certo fatte da parte.

Ecco, ora è un altro tweet a scombussolare le sorti dell'intera strategia.

Elon Musk comunica un cambio di direzione talmente drastico da riversarsi negativamente sulle sorti del Bitcoin.

Niente di definitivo ma finchè non sarà risolto il problema legato al negativo impatto ambientale che questa moneta digitale ha, Tesla cesserà di accettare la criptovaluta come pagamento per i suo i veicoli elettrici.

Esaminiamo questo argomento insieme non solo per capire le ragioni che hanno spinto Musk a rivedere le sue scelte bensì per avere una visuale più approfondita del quadro generale.

D’altrone, consapevolezza e conoscenza sono ottime basi sia per un redattore che per il lettore!

Elon Musk, "si" ai Bitcoin se acquisti con Tesla:

Quando Musk se ne uscì con quest’idea di promuovere Bitcoin e altre criptovalute, le critiche si erano moltiplicate in difesa di un possibile tanto quanto rischioso, impatto ambientale.

Mettendo da parte il puro aspetto speculativo della cosa, ciò che lasciava basiti era come questa decisione presa da Musk fosse in contrasto con l’immagine aziendale di Tesla Motors.

Una casa di produzione che vuole essere leader di veicoli elettrici proprio per sostenere e difendere l’ambiente, come può utilizzare Bitcoin come metodo di pagamento?

Eppure, sposandolo nello scorso febbraio aveva investito una somma decisamente alta per consentire ai propri consumatori l’acquisto di auto elettriche, accantonamento l’uso della moneta tradizionale.

Sicuramente una scelta fatta su considerazioni economiche e nient’altro. Come spiega lastampa.it :

“l’efficienza, la velocità e la resilienza delle criptovalute offrono alle persone significativi vantaggi in termini di accesso e inclusione finanziaria [...] la crescita potenziale dei bitcoin è considerevole, dal momento che compete sempre più da vicino con una valuta come l’oro e che i millennials diventano col tempo un elemento importante dell’universo degli investimenti”

quindi, in sua difesa,  Elon Musk non ha fatto altro che adattarsi ad un futuro che già stava abbracciando un metodo di pagamento avanguardistico e inevitabile, legato a priori dall’evoluzione del nostro tempo.

Crollo Bitcoin, Elon Musk cambia rotta:

Questa mattina, in prima pagina spicca il titolo “Elon Musk sconfessa Bitcoin” ed è subito doppio click.

Quella che sembrava un’ascesa inarrestabile per la cryptovaluta più famosa del mondo, in realtà si tramuta in una battuta d’arresto improvvisa.

Secondo studi già effettuati in precedenza, le attività di mining che generano questa valuta digitale richiedono troppa energia derivante da fonti fossili che, a loro volta, inquinano il pianeta.

Poichè per estrarla è necessario avere a disposizione una rete di computer e processori molto potenti, il costo del consumo ( più di 120 terawattora all’anno) arriva alle stelle!

L’elettricità utilizzata viene prodotta attraverso centrali a carbone o a gas e come spiega ilgiorno.it:

“ l’estrazione della cryptovaluta utilizza il doppio dell’energia della Svizzera, il triplo del portogalo, appeana la metà dell’Italia. Il Bitcoin brucia all’anno l’energia di un intero stato quale la Polonia”

Basandosi su un sistema esteso, il consumo di energia è spropositato e porta ad ingenti emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera dando pane giornaliero al riscaldamento globale.

Come spiega rainews.it :

“ il mining del Botcoin, letteralmente l’estrazione della cryptovaluta, richiede l’utilizzo di una sorta di supercomputer che riechiedono sistemi di raffreddamento molto efficienti e avidi di energia, indispensabili per evitare il  surriscaldamento delle macchine”

 

Perché Elon Musk abbandona il Bitcoin:

Ma perché Musk ha giocato lo sgambetto contro una cryptovaluta che fino a poco tempo fa, considerava come una forza in grado di favorire l’impiego di energie alternative?

Perché non ha voluto ascoltare il parere degli esperti?

Il motivo è semplice, ha deciso di fare di testa sua e si è reso conto all’ultimo di quanto fosse pericolosa la portata di tali consumi nell’ambiente.

Un tema che, guarda la fatalità del caso, è piuttosto ricorrente e di fondamentale importanza al giorno d’oggi.

Dopo soli 49 giorni, la conferma arriva come un fulmine a ciel sereno. Dice auto.hwupgrade.it:

“ Tesla ha sospeso gli acquisti di veicoli tramite l’uso di Bitcoin. Siamo preoccupati per il rapido incremento dell’uso di combustibili fossili per il mining e le transazioni di Bitcoin, specialmente il carbone, il quale ha le peggiori emissioni di qualsiasi carburante”

con questa confessione, il Bitcoin che già non se la passava bene,  perde circa 1500 dollari per ogni singolo token, vedendo un crollo di oltre l’11%.

Ora il valore si attesta attorno ai 50.854 dollari.

Addio Bitcoin, possibile arrivo di una nuova cryptovaluta?

 

Sebbene si sia deciso di abbandonare temporaneamente l’utilizzo di Bitcoin, Elon Musk conferma di rimanere un suo fan dal momento che rimane comunque una buona idea con un futuro promettente.

Ciò che non può fare è concedersi di utilizzarla ancora a spese dell’ambiente e per questo motivo, Tesla è alla ricerca di cryptovalute più ecologiche che usino meno dell’1% dell’energia per transazione.

Come dice ilfattoquotidiano.it:

“ precisa che non cederà il patrimonio di Bitcoin nel quale ha finora investito e tornerà ad accettarla per transazioni e acquisti di suoi prodotti non appena si sarà sciolto il nodo del conusmo energetico, quando ci sarà stata una transizione del mining verso fonti di energia più sostenibili”

una delle alternative green che si potrebbe considerare è Chia, la quale abbraccia un concetto definito proof of space ( o proof of capacity) che, secondo mokabyte.it:

“ una prova dello spazio è un dato che un resposnabile della verifica invia a un verificatore per dimostrare che il procurante ha riservato un certo spazio. Per ragioni di praticità, il processo di verifica deve essere efficiente, vale a dire consumare una piccola quantità di spazio e tempo”

in questo modo, per dimostrare l’interesse verso un servizio, viene concesso dello spazio disco rigido o dello spazio in memoria risolvendo i tempi di consumo.

Elon Musk porta il Dogecoin sulla Luna:

Il deus ex machina di Tesla, ormai nominato anche “guru finanziario” da numerosi investitori, soppesa la questione in modo molto pragmatico facendo il buono e il cattivo tempo nel mondo della moneta digitale.

In quasi due ore brucia 144 miliardi di dollari di capitalizzazione di Bitcoin.

Subito, in altro tweet, scatena le masse chiedendo “ Do you want Tesla to accept Doge?” tradotto: “Volete che Tesla accetti il doge?”

Ben il 78% della sua community risponde al sondaggio pigiando sul SI.

Una mossa interessante e affrettata la sua, considerando che si tratta di una divisa nata per scherzo.

Quella della moneta virtuale raffigurante il muso straniato di uno Shiba Inu ( chiamata Dogecoin), infatti, era stata ideata quasi per caso come sberleffo al Bitcoin.

Eppure è stata capace di raggiungere una capitalizzazione di 50 miliardi di dollari.

Nel 2021 entra  a tutti gli effetti nella top 5 delle cryptovalute per capitalizzazione.

Non mi sorprende che Musk voglia “portarla” sulla Luna.

Spiega wired.it:

“ La missione dimostrerà l’applicazione della criptovaluta oltre l’orbita terrestre e stabilirà le basi per il commercio interplanetario. Siamo emozionati di lanciare Doge-1 to the moon!”

C’è altro che dovremmo aspettarci da te, Musk?