Bithumb, quinto exchange al mondo con una capitalizzazione di 732 milioni di dollari (dati CoinMarketCap), permetterà ai clienti di ristoranti e tavole calde di pagare il conto con criptomonete.

La rivoluzione al ristorante

Il progetto rientra nell'ambito di una diffusione delle monete virtuali anche tra i piccoli commercianti e le piccole imprese. Bithumb non è nuova a queste iniziative dal momento che è già stata al centro di servizio simili (Touchpad e Touchbone) e che ha visto la collaborazione tra Bithumb e alcuni produttori di casse digitali. Il vantaggio, oltre alla maggiore disponibilità di sfruttamento delle criptomonete, arriverà anche sul fronte costi: le casse touch B, ovvero quelle focalizzate sul pagamento in criptovalute, avranno un costo d'affitto inferiore del 10% rispetto a quelle classiche, una scelta fatta proprio per incrementarne la diffusione.

E in Italia?

Il fai date con le monete virtuali ha contagiato anche l'Italia: infatti se all'estero è possibile, come detto, pagarsi la cena, in Italia almeno c'è l'opzione della ricarica al bancomat. Di cosa si tratta? In poche parole è una sorta di bancomat che, dopo l'introduzione della banconota, permette la ricarica del proprio wallet. Per il momento, come è facile prevedere, la valuta trattata è il Bitcoin (BTC), ma presto si parla di sfruttare anche l'opzione Litecoin (LTC) e Ethereum (ETH). Lo step successivo, invece, si baserà sulla disponibilità dei commercianti stessi ad accettare criptovalute come forma di pagamento.