Siamo costantemente sommersi dalle notizie sul Covid-19. La pandemia ha stravolto le nostre vite, eppure, intanto che facciamo i conti con una nuova realtà, la tecnologia torna a muovere le corde inaspettate della evoluzione. Cosa c’entra la Blockchain con il Covid-19? In che modo questa classe di protocolli può tornarci utile in questo tempo, incessante, di crisi? Lo sveliamo in questo articolo. 

Intanto, in allegato a questo contenuto, potrete visionare il video dell’esperto Tiziano Tridico dal titolo: “Identità digitale e voti su Blockchain”. Vi tornerà utile per capire quante cose si possono fare con la tecnologia di Bitcoin e i suoi successivi sviluppi.

Il caso del vaccino Pfizer e la Blockchain 

Un ruolo di centralità in questa fase di ripresa da pandemia lo hanno i vaccini. Prima ancora di una somministrazione veloce ed efficiente, però, è necessario che le piccole dosi che servono ad immunizzarci vengano controllate e gestite correttamente, pena la loro inutilizzabilità. 

Il caso del vaccino Pfizer è stato emblematico. Necessità di una conservazione a -80°C, inferiori allo zero dunque, che non sono così agevoli da ottenere e soprattutto mantenere, specie in considerazione dei necessari spostamenti dei lotti.

La tecnologia Blockchain, proprio in questo particolare caso, si rivela essere la migliore tecnologia possibile. Degli opportuni sensori collegati al registro distribuito consentirebbero di certificare dati e valori in maniera esatta. L’interazione tra i sistemi IoT e la Blockchain in questo caso sono in grado di fornire una certificazione priva di errori, in tempo reale e immodificabile. 

Covid-19: perchè preferire la Blockchain ad altri registri disponibili

I limiti da database classico sono noti. Esso richiede una complessa gestione di tutte quelle variabili necessarie alla sua utilizzabilità. Un registro ordinario, inoltre, è visibile e modificabile da chiunque e porre delle limitazioni in tal senso richiede particolari abilitazioni da implementare prima dell’uso.

Una Blockchain, al contrario, conferisce accuratezza e immodificabilità dei dati, garantendo la possibilità di verificare esiti e trascrizioni in qualunque momento. 

Come leggiamo su Agenda Digitale:

“La soluzione presentata, oltre ad essere innovativa e presentare i vantaggi sostenuti dai suoi fautori, appare comunque particolarmente interessante. Innanzitutto, siamo al di fuori di problematiche inerenti alla protezione dei dati personali, in quanto si tratta semplicemente di registrare le temperature di sistemi e strumenti refrigeranti senza alcun trattamento di dati di persone fisiche”.

Ma il vero punto di forza si evince dal fatto che ogni registrazione di transazione avvenuta sulla Blockchain, ai sensi dell’art. 8-ter della Legge n. 12 del 2019, sarà opponibile a terzi in tutti i casi riconosciuti dalla legge, producendo l’effetto di piena prova in giudizio. Questo è quanto stabilito dall’art. 41 del Regolamento UE n. 910 del 2014, "Regolamento europeo per l’identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno", acr. eIDAS.

Vaccini contro il Covid-19: la sicurezza di Blockchain è fondamentale

Una delle più chiacchierate questioni legate al Covid-19 è quella dei vaccini. In che modo la tecnologia Blockchain può tornare utile in questo contesto complesso e impervio?

Risponde sempre Agendadigitale.eu

La tecnologia Blockchain può trovare applicazione nel contesto della lotta alla pandemia: lo dimostra per esempio la recente sperimentazione per il monitoraggio della temperatura dei vaccini contro il Covid-19.

Per poter offrire questo servizio è stata avviata una collaborazione tra il Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito, la società Everyware (software di monitoraggio dei vaccini e altri trattamenti per il servizio sanitario nazionale britannico) e l’organizzazione americana Haedera Hashgraph (registro di proprietà di aziende tra cui Google di Alphabet e IBM).

Tuttavia in tale ambito vi sono alcuni aspetti che rappresentano sfide da affrontare per un corretto utilizzo dell’innovazione”.

L’uso della Blockchain in tema vaccinale ha permesso in particolare di monitorare la temperatura dei frigoriferi che conservano i vaccini. L’obiettivo più importante che si è raggiunto in questa fase, in particolare, è quello di essere riusciti a rilevare anche la minima difformità nello stato della temperatura ideale di conservazione del vaccino.

Un ruolo centrale, dunque, quello di Blockchain, considerato il fatto che la temperatura di mantenimento di ciascun vaccino è uno degli aspetti più delicati ed importanti per garantire una somministrazione realmente efficace e priva di rischi da alterazione. 

La Blockchain per le applicazioni utili al tempo del Covid-19

Abbiamo visto fermare le nostre vite durante l’ultimo lockdown da pandemia, ma non del tutto per fortuna. Lo smart working ci ha costretti a reinventare nuovi spazi di lavoro dentro casa e ci ha mostrato quanto la tecnologia possa esserci d’aiuto anche nelle condizioni più complesse.  

Sebbene l’economia abbia subito una battuta d’arresto non indifferente, durante l’esplosione del Covid-19, la propensione alle nuove tecnologie ha dimostrato di essere solida e capace di rilanciare lo sviluppo anche in un momento in cui tutto sembra sgretolarsi in una fitta coltre d’incertezza. 

In una intervista per Blockchain4Innovation.it, il Blockchain Technical Leader di IBM, ha spiegato che proprio la Blockchain è la chiave di apertura a soluzioni innovative eccezionali, per favorire presto un ritorno alla normalità. Afferma Carlo Ferrarini:

“Il ritorno al lavoro accelera l’uso delle credenziali sanitarie digitali. Il COVID-19 ha accelerato la necessità di introdurre l’utilizzo di credenziali sanitarie digitali in modo da consentire alle persone di fornire una certificazione del proprio stato di salute ai datori di lavoro o come prerequisito per intraprendere un viaggio o un’attività ricreativa”.

Come si evince da queste parole, il primo punto sul quale la Blockchain potrebbe essere utile è proprio l’area sanitaria digitale. Col rientro alle proprie postazioni di lavoro si rende necessario sanificare gli ambienti, ma anche e soprattutto gestire i dati personali di tutti i lavoratori. In questo contesto, la Blockchain si è dimostrata all’altezza del compito. 

IBM Digital Health Pass, ad esempio, è una delle piattaforme di credenziali sanitarie digitali,ed  è ormai pronta per poter essere adottata in maniera diffusa, in quanto progettata per consentire alle organizzazioni di verificare lo stato di salute di un individuo, proteggendo al contempo la privacy personale”. 

Blockchain, Covid-19 e Pubblica Amministrazione

Il legame tra Blockchain, Covid-19 e Pubblica Amministrazione è più stringente che mai. Siamo abituati a pensare alla Blockchain come a quella classe di protocolli che fa capo a Bitcoin, senza allontanarla troppo dal concetto di criptovaluta. Eppure la Blockchain ha il potere di spingerci ben oltre i cripto asset, ed arrivare fino a contesti applicativi rivoluzionari. 

Come scrive l’OsservatorioCpiUnicatt.it:

“La ragione principale che spinge molti Stati a scommettere sullo sviluppo di applicazioni Blockchain è quella di raccogliere, verificare e condividere dati di vario genere in modo sicuro e trasparente, al fine, in particolare, di attuare il Once Only Principle” (principio “una volta sola”) citato nel Piano di Azione 2016-2020 della Commissione Europea.

Secondo il principio Once Only gli enti pubblici dovrebbero condividere tra loro le informazioni, nel rispetto delle regole di riservatezza e protezione dei dati, sia a livello nazionale che trans-frontaliero, per evitare che le imprese e i cittadini debbano fornire più volte gli stessi dati alla pubblica amministrazione”.

Blockchain, pandemia e PA: il Report di Federalismi

A sottolineare l’importanza della Blockchain all’interno dei circuiti della Pubblica Amministrazione  c’è anche l’Università di Tor Vergata che, in un interessantissimo Report del 18 Gennaio 2021 dal titolo: “Blockchain e Pubblica Amministrazione” del prof. Marco Macchia, ha approfondito il tema dell’impiego nel settore pubblico attraverso la tecnologia Blockchain. 

L’intento del documento, come si evince dall’abstract, è stato quello di: 

ripensare i sistemi di informazione, promuovere la fiducia degli utenti e la protezione dei dati personali, contribuire a creare nuove opportunità a vantaggio di cittadini, servizi pubblici e aziende.

Sotto questo angolo visuale, sono esaminati tre temi: la  necessità  di  approntare  uno  specifico  modello  regolatorio,  le  molte  applicazioni  della tecnologia Blockchain ai diversi settori dell’amministrazione di prestazione, e infine l’obbligo di garantire il diritto di ottenere l’intervento umano e di contestare la verità fattuale dei dati impiegati dalle pubbliche amministrazioni.

Tali aspetti sono essenziali per incorporare la Blockchain all’interno del diritto ad una buona amministrazione di origine europea”. 

Stando a quanto si evince dall’interesse sviluppato intorno a questa tematica, possiamo facilmente dedurre che presto saranno necessarie applicazioni in grado di rivoluzionare l’attuale sistema di controllo e gestione di tutti i dati e non solo delle pubbliche amministrazioni. Non soltanto per salvaguardare l’ottica dell’attuale globalizzazione, ma anche e soprattutto per adeguarne le fattezze alle nuovi minacce sanitarie come quella da pandemia Covid-19 corrente. 

Anche se l’adeguamento a questo nuovo modo di trattare dati e informazioni è ancora in fieri, confidiamo nel fatto che sempre più applicazioni possibili possano proliferare nella giusta direzione.

Oggi più che mai, la Sanità Pubblica così come la Pubblica Amministrazione hanno bisogno di una efficienza incontestabile, che sappia far fronte a ogni lacuna esistente nel nostro Paese. Ci auguriamo che si possa presto pervenire a uno slancio evolutivo tale da conclamare la Blockchain a tecnologia della nostra era, impiegandola là dove si avverte la necessità primaria di brillare, senza “se” e senza “ma”.