Le banche hanno sempre dettato legge nel mondo della finanza e non serve indagare per sapere che hanno molta influenza nei Paesi di provenienza e sulle multinazionali che ormai influenzano in modo costante e sempre più impercettibile le nostre vite.

Banco BPM illustra per bene la nascita del sistema bancario in pochi paragrafi, riconducendo al Medioevo i primi istituti bancari privati:

"Il Medioevo vede la nascita delle banche private, ad opera di compagnie commerciali che utilizzavano i loro profitti dandoli in prestito. Al tempo stesso, inizia ad essere utilizzata la prima forma di assegno: vere e proprie lettere di credito che evitavano di portare con sé la moneta (oggi diremmo “i contanti”)."

Già ai tempi di Greci e Sumeri, i sacerdoti erano custodi delle ricchezze dei propri regni e prestavano le loro preziose risorse in cambio di percentuali d'interesse che venivano riscosse dagli stessi, permettendo la crescita del "patrimonio".

Molti non sanno a cosa associare il termine "DeFi" che sempre più dilaga tra i vocaboli dell'alta finanza, con diretto riferimento alle criptovalute e in particolare al sistema su cui esse si basano: la blockchain.

La DeFi, infatti, o finanza decentralizzata, non è altro che l'insieme di tutti quei servizi finanziari che non hanno alcun bisogno di intermediari, come appunto le banche centralizzate, venendo supportati dalle ormai famose blockchain e dai cosiddetti smart contracts, di cui adesso Ethereum si fa il più grande portavoce.

Inizialmente si credeva che il Bitcoin potesse essere il primo di una lunga schiera di seguaci per abbattere intermediari come le banche centrali mondiali, ma il primo tentativo è diventato più una sorta di "asset-simbolo", piuttosto che un modo per decentralizzare la finanza. Il compito spetta probabilmente ai suoi successori.

Come spiegato da Criptovaluta.it:

"...i progetti più nuovi, che puntano ad affermarsi in questa specifica nicchia, offrono qualcosa di più rispetto alle cripto di vecchia generazione. Parliamo della possibilità di integrazione con altre blockchain, direttamente o tramite altre blockchain di collegamento..."

A cosa mira la decentralizzazione della finanza?

La finanza decentralizzata (o DeFi) alimentata da blockchain e strutturata attraverso gli smart contract viene vista come un fiume in piena che mira a sbaragliare le mura della diga più alta e robusta di sempre: le banche.

A molti può sembrare impossibile, ma in realtà il processo è già in moto da diversi anni.

Il problema è che l'innovazione non è sempre comprensibile o facile da accettare, incontra sempre molto scetticismo. Tuttavia, le idee più audaci e le soluzioni non prese in considerazione spesso finiscono col travolgere.

Vent'anni fa (nemmeno troppo), con Elon Musk e Peter Thiel, si era già vista una prima rivoluzione finanziaria capace di portare i pagamenti finalmente nel mondo digitale con PayPal, quotata in Borsa nel 2002.

A proposito di colossi e "vecchie istituzioni" da oltrepassare infatti, Wired.it ricorda l'entità della compagnia e la sua stratificazione nella società odierna:

"PayPalper molti oggi è sinonimo di pagamenti online. Opera in 202 Paesi differenti, permette ai suoi 254 milioni di utenti attivi di spedire, ricevere e trattenere denaro in 25 valute diverse, e consente anche il trasferimento di fondi da e verso persone che non hanno un account PayPal."

Il commercio sul web è arrivato a contare quasi esclusivamente sulle istituzioni finanziarie che servono come terze parti di fiducia per elaborare i pagamenti elettronici che molto spesso sono rischiosi ed è proprio questo concetto non proprio obsoleto che la finanza decentralizzata vuole scardinare.

Ciò che vuole attuare la DeFi è possibile nella finanza tradizionale?

Ora, Bitcoin è riuscito a decentralizzare le compravendite elettroniche? Ovviamente no. I costi di transazione sono molto alti e il rendimento purtroppo non è abbastanza. Bitcoin non potrà mai competere con successo con le soluzioni attualmente adottate dalle grandi istituzioni.

Una cosa da dire però c'è: ciò che quell'idea ha sicuramente fatto è stato creare un universo di opportunità completamente inesplorato della tecnologia, aprendo la strada all'innovazione in una moltitudine di aree ritenute pochi anni fa impenetrabili.

La finanza credeva di poter tenere sotto controllo la tecnologia, quasi di tenere il passo e di potersi evolvere con la stessa velocità, ma l'articolo di Fortune Italia sottolinea che non è ciò che sta accadendo:

"In questo grande ri-cablaggio della ricchezza, i nerd prendono il comando. Il software si sta finalmente mangiando la finanza."

Un'analogia può essere vista tra il Bitcoin che cerca di decentralizzare le compravendite digitali e DeFi che cerca di minare le fondamenta di ciò che è stato centralizzato per secoli e creduto troppo degno di fiducia: servizi e prodotti finanziari.

Ciò che si intende per decentralizzazione della finanza è in definitiva molto semplice: connettere coloro che sono interessati a impegnarsi nei mercati finanziari in un modo che non richiede un'istituzione intermediaria, facilitata dalla sicurezza della blockchain e dalle tecnologie ad esse associate come le criptovalute.

A chi non piacerebbe? C'è riuscita PayPal quando il web a malapena esisteva, la nuova finanza ha un ostacolo sicuramente meno arduo.

Come funziona questa finanza decentralizzata?

In pratica, i contratti intelligenti abilitati da blockchain permettono la creazione di complessi sistemi interdipendenti di transazioni. Per i potenziali utenti, questo significa che il solito intermediario diventa irrilevante: è pienamente possibile per un contratto intelligente abbinare i clienti in un modo Peer 2 Peer, cioè diretto.

In questo modo non abbiamo più bisogno di due individui che visitano una banca con l'intenzione di prestare e ricevere denaro in prestito, o di grandi Exchange che fanno da tramite per cambiare i nostri soldi.

Usando il cosiddetto "smart contract" infatti, il prestatore è in grado di depositare il suo denaro sulla blockchain affinché il richiedente lo possa ritirare rispettando regole precise come l'importo del prestito o il tasso di interesse, per esempio.

Interessante no? Seppur visionario, è di sicuro uno dei prossimi passi della finanza moderna verso il futuristico "Web3.0", un nuovo web dove il sistema è appunto totalmente decentralizzato.

Lo stesso Musk circa dieci giorni fa ha pubblicato un Tweet in proposito:



Rischi in proposito?

Attualmente tra i problemi più spinosi ritroviamo la mancanza di regolamentazione delle blockchain, il che significa che chiunque può impegnarsi e creare contratti intelligenti all'interno della rete, anche i criminali.

A proposito di questo bisogna tenere a mente che gli smart contract sono contratti che una volta portati a termine non prevedono la loro cancellazione, perciò è fondamentale fidarsi dell'altra parte per evitare truffe difficili da affrontare.

Il Cryptonomist scriveva della truffa attuata dal token Squid, ispirato alla serie "Squid Game", ormai diventata un cult:

"E infatti, guardando il grafico di SQUID, la moneta avrebbe registrato nella giornata di ieri un pump esagerato che ha visto il suo prezzo passare dai 38$ a circa 2.800$, prima di precipitare, sempre nella stessa giornata, a 0$.

Al momento della scrittura,il sito web di Squid Game è scomparso, insieme ad ogni altra presenza sui social media."

La testata giornalistica non si ferma e continua qui, mettendo in guardia la gente dall'utilizzo sconsiderato e privo di analisi accurate delle strutture decentralizzate:

"Secondo quanto rivelato, gli utenti hanno subito perdite per 12 miliardi di dollari sin dal 2020, ma la maggior parte dei casi si è registrata proprio nell’anno in corso."

Un altro problema da considerare è che, non richiedendo alcuna infrastruttura, la DeFi prevede l'utilizzo autonomo della blockchain e degli smart contract, ergo una conoscenza quanto meno base della materia che al momento è uno scoglio per molte persone.

Infine, la DeFi richiede spesso decisioni in merito a questioni cruciali riguardo materie di finanza. Senza un'istituzione finanziaria nel mezzo, i cambiamenti di un particolare protocollo richiedono un altro tipo di organo regolatore, sfida accettata ma ancora non proprio risolta che mira a creare una struttura che non faccia comunque capo ad individui specifici.

In che modo affacciarsi positivamente a questa finanza moderna?

Con molte domande ancora senza risposta, il successo o il fallimento finale di DeFi è legato alla ricerca di un metodo che permetta di garantire l'utilizzo delle masse di questa nuova frontiera, creando fiducia nell'innovativo sistema.

Indipendentemente dal risultato finale, una crescita del fenomeno ha già avuto inizio con la tecnologia blockchain che si sta infiltrando ovunque, promuovendo la visione di un mondo decentralizzato e aperto.

Man mano che la nuova finanza avanza, infatti, l'elenco delle modalità d'uso DeFi cresce.

Alcuni dei prodotti finanziari decentralizzati che possono già essere utilizzati sono: piattaforme di previsione dove scommettere sull'avverarsi di eventi futuri come Augur, Exchange decentralizzati (DEX) dove scambiare token digitali con varie tipologie di risorse come quello presentato da Uniswap, piattaforme di prestito come Compound Finance, emissioni di stablecoin, valute stabili, basate per esempio su Ethereum come quella di MakerDao  e molti altri.

C'è anche la possibilità di procurarsi un E-wallet, un portafoglio digitale, per Ethereum e partecipare ad uno dei protocolli DeFi di riferimento acquistando il token relativo al progetto di nostro interesse.

Insomma le modalità sono varie e ormai sappiamo tutti che la direzione presa è ad un crescendo che non sembra poter essere arrestato facilmente, nonostante i rischi del mercato.

D'altronde, come successo negli ultimi dieci anni, le frontiere sono destinate ad essere abbattute ed è inutile essere scettici solo perché la nostra quotidianità rischia di essere stravolta. Abbracciare l'avvento del nuovo è essenziale, anche nella finanza.