Dopo le aspre critiche rivolte al Bitcoin da parte di Warren Buffett e del suo vice Charlie Munger, Chamath Palihapitiya ha deciso di rispondere e dire la sua, prendendo le difese della criptovaluta. L'investitore appassionato di nuove tecnologie (passione che è anche alla base dei suoi investimenti) nonostante sostenga di essere un discepolo di Buffet ha dichiarato che in questo caso l'oracolo di Omaha ha torto.

Il motivo?

Molto semplice, secondo Palihapitiya "Non tutti hanno sempre ragione” e che il fatto di essere Warren Buffett non lo rende onnisciente, soprattutto in campi verso cui lui stesso si è dichiarato da sempre diffidente e cioè Internet e le nuove tecnologie. La posizione di Palihapitiya è molto semplice: il Bitcoin (BTC) è necessario più che mai adesso non solo come strumento di investimento ma anche come simbolo di un patrimonio digitale in un mondo di schiavitù finanziaria: in un mondo in cui ogni cosa è correlata al mercato, il Bitcoin ne è fuori. Anche per questo motivo, ha aggiunto Palihapitiya, i suoi investimenti sono orientati al settore delle crypto ormai già dal 2012 e, come molti altri sostenitori, ha visto da subito il Bitcoin, come una sorta di copertura contro le "infrastrutture finanziarie tradizionali". Un esempio lo ha fatto parlando della crisi del 2008: in quell'occasione crollarono tutti i punti fermi e vennero scardinate tutte le regole, comprese quelle giudicate inviolabili. Questo signifca che mai come nel mercato è possibile, se non doveroso, essere pronti alle novità, intendendole anche come asset class di protezione.