Dagli States arrivano i mutui garantiti da Bitcoin, o in generale da criptvalute. Per comprare casa, la società fintech Milo offre la possibilità di ottenere mutui crittografici impegnando asset digitali.

Bitcoin come garanzia

La velocità con cui sta cambiando il modo di gestire il denaro, sempre più orientato alle iniziative digitali, sta moltiplicando opportunità di utilizzare bitcoin e criptovalute per acquistare beni e proprietà.

Il CEO di Milo, Josip Rupena, ritiene che:

I clienti si aspettano che elaboriamo soluzioni innovative per estendere il credito a milioni di grandi consumatori. Ci sono innumerevoli storie di persone che acquistano proprietà con i proventi di Bitcoin solo per vederla aumentare di valore e valere milioni in più. 

Come funzionano i mutui in Bitcoin

I clienti della società fintech potranno utilizzare i propri Bitcoin per ottenere mutui a 30 anni con bassi tassi di interesse e per finanziare fino al 100% dell'acquisto della propria casa. I bitcoin saranno immobilizzati, ma resteranno di proprietà del cliente.

Tra i principali vantaggi c'è la velocità di ottenimento del prestito rispetto ai canali tradizionali.

Il fintech punta su bitcoin

Non si tratta di una vera e propria novità nel mondo cripto. Alla fine del 2021 un'altra fintech americana ha proposto dei mutui garantiti a base di Bitcoin per comprare casa. 

Ledn è una società finanziaria creata per l'archiviazione e la custodia di risorse digitale e offre prestiti di asset digitali. Nel terzo trimestre 2021 ha raggiunto un volume totale di asset gestiti pari a 1,7 miliardi di dollari.

La proposta dell'azienda è di ottenere prestiti in denaro fiat utilizzando bitcin come garanzia. In questo modo i clienti possono beneficiare dell'incremento del valore dell'immobile nel tempo, ma anche dell'asset digitale usato per ottenere il prestito ipotecario. In realtà la società garantisce che la struttura collaterale è stata progettata per ridurre l'impatto della volatilità di bitcoin. 

Bitcoin, conviene investire ora?

Bitcoin sta cercando di risollevarsi dopo la profonda flessione che ne ha visto dimezzare il valore in meno di due mesi.

Secondo gli esperti di Goldman Sachs, l'enorme popolarità che il settore delle criptovalute ha guadagnato negli ultimi mesi non si riflette necessariamente in un aumento dei prezzi. Anzi, è probabile che bitcoin e le altre valute digitali diventino sempre più correlate ad altri macro asset, come petrolio e titoli tech, riducendo i vantaggi della diversificazione.

Il drawdown del bitcoin non spaventa però gli esperti del settore che richiamano alla memoria altri cinque forti ribassi dal 2011 ad oggi, con una perdita media del 77% dal picco. Proprio nel 2011 Bitcoin perse il 93% del suo valore.

Nelle ultime giornate, Bitcoin è salito a testare la media esponenziale a 20 sedute, a 39400 dollari circa. Una vittoria su questo riferimento potrebbe favorire un recupero più convincente verso area 44900, picco di metà gennaio, e spingersi fino a testare i 50000 dollari, 50% di ritracciamento del ribasso dai record a 68500 dollari. Il ritorno sotto area 37500 cambierebbe nuovamente le prospettive, inviando nuovi indizi di debolezza che rischiano di ricondurre le quotazioni sui minimi dello scorso anno in area 29500/30000.

(Claudia Cervi)