Le criptovalute sono al centro del mondo finanziario e speculativo in questi ultimi anni, con sempre più persone che vogliono investire o tradare con esse.

Ovviamente, essendo un mercato molto giovane e in mutamento costante, è difficile restare costantemente al passo con esso, il che può complicare le cose.

Cambi repentini dei prezzi, manipolazioni, truffe e tutta una serie lunghissima di pericoli si annidano giusto dietro l'angolo per tutti coloro che si muovono incautamente.

Uno dei temi più difficili da comprendere poi per tutti i novizi è come o chi emetta queste monetine, le quali sembrano apparire dal nulla.

Questa è una delle primissime ragioni che spinge ad allontanarsi da questo mondo, in quanto può sembrare che si poggi su un castello d'aria.

La verità è che, non appena si cominciano ad approfondire questi temi, ci si rende presto conto che tutto gira con una logica chiara e che funziona.

In quest'articolo si cercherà di chiarire chi emette le criptovalute e come lo faccia essendo che, a differenza del Dollaro, non possano essere stampate a vagonate.

Ovviamente ci sono moltissimi casi differenti, i quali meriterebbero un discorso separato ma, essendo davvero troppi, qui si cercherà di rimanere sul generico.

In questo video Io Investo fa un corso completo sulle criptovalute.

 La decentralizzazione

Uno dei punti cruciali da chiarire è che, a differenza degli organismi della finanza tradizionale, le criptovalute puntano a far diventare la decentralizzazione uno standard per tutti.

Questo cosa significa? Per comprenderlo occorre prendere ad esempio una banca qualunque e una cripto come Bitcoin (ma andrebbero bene anche moltissime altre).

Qualunque banca necessita di un organo centrale che ne prenda le decisioni, approvi transazioni e gestisca tutte quelle regole e restrizioni legate ai conti dei clienti.

Quando poi si parla di una banca centrale che emette una valuta di stato, allora si aggiungono altri fattori quali il controllo dell'inflazione e alla gestione dell'intero stato di salute economico del paese stesso.

Mutui, investimenti, bonifici... Tutto è fortemente regolamentato e, nel caso l'organo centrale faccia dei casini o commetta errori di valutazione, si assistono a conseguenze come la crisi economica del 2008.

Le criptovalute invece nascono proprio per spazzare via la necessità di un unico ente autoritario, democratizzando ogni aspetto della moneta.

Bitcoin è stato si creato da una persona (o da un numero ristretto di persone), ma nemmeno si conosce il vero nome di costui.

Una volta dato il via alla blockchain, tutto ha continuato a girare grazie ai dispositivi che ne approvano le transazioni, i quali possono essere gestiti da chiunque voglia e in qualunque parte del mondo.

Non esistono limiti o barriere di religione, lingua, colore della pelle o altri fattori tipici che privilegiano il mondo occidentale su tutti gli altri.

 I vantaggi della decentralizzazione

I vantaggi delle criptovalute sul denaro classico s'intuiscono abbastanza facilmente non appena si esamina la finanza tradizionale ad ampio spettro, non solo con gli occhi di un piccolo risparmiatore.

Inviare denaro oltre oceano, in un paese che non ha una valuta molto popolare, comporta enormi spese che tagliano le gambe a questo tipo d'operazioni.

Le economie emergenti poi, sono quelle che soffrono più di tutte da questo, con problematiche e costi non indifferenti quando tentano di commerciare con Europa o Stati Uniti.

A questo va poi aggiunto che, una banca, ha sempre il potere di bloccare conti e rendere la vita difficile (per non dire impossibile) a chi non rispetta determinate regole.

Le criptovalute invece, permettono di essere inviate ovunque e a chiunque in una manciata di secondi, con dei costi di transazione davvero ridicoli.

Bitcoin non guardi in faccia a nessuno né pone regole sul come e perché debbano essere fatti gli spostamenti di denaro, il tutto in modo rapido ed efficiente.

A questo va aggiunto che, essendo gestito da una community di miners che traggono il loro profitto dalla sua salute, lo mette al riparo da speculazioni dannose.

Vi sono decine di migliaia di votanti che permettono o meno a una nuova regola di passare e sono tutti interessati a mantenere Bitcoin in salute, per questo non c'è ragione di dubitare.

Come vengono emesse le criptovalute

Per poter capire chi le emette, è indispensabile comprendere il sistema con cui vengono generate, altrimenti il discorso sarà completo solo a metà.

Esistono moltissimi sistemi differenti che portano alla creazione di una criptovaluta, ma si possono sostanzialmente ridurre a due casi principali, il mining e la creazione diretta.

Questi due sono metodi completamente opposti e che, in molti casi, determinano anche la serietà del progetto oltre che la salute del token stesso.

Le cripto che vengono minate infatti (Bitcoin, Ethereum, ecc...) vengono generalmente date come ricompense per azioni propedeutiche alla blockchain su cui girano.

In pratica, se una persona concorre al buon funzionamento della stessa, riceverà in cambio quantità più o meno generose di tale moneta.

Il vantaggio di questo metodo sta tutto nel fatto che, essendo che la produzione è lenta e continua, l'interesse nella chain si manterrà alto a lungo (a patto che anche i suoi casi d'uso e funzioni facciano progressi) e l'inflazione sarà contenuta nel tempo.

In ultimo, il fatto che venga rilasciato a piccole dosi e a molte persone, evita che si generi un eccessivo accentramento di "potere sul prezzo", dove un detentore di grandi quantità vende e fa crollare il valore della coin.

L'altra faccia della medaglia sono quelle già create tutte in una volta sola dagli sviluppatori, i quali molto spesso se ne tengono per loro una fetta più o meno ampia.

Un caso molto famoso di questo tipo è Ripple, una delle criptovalute più famose e controverse dell'intero panorama.

Il problema di queste cripto sta nel fatto che creano una forte centralizzazione, con la possibilità da parte di chi le ha create di scaricare vagonate di monete quando desiderano, lucrando sulle spalle di chi le acquista.

Ovviamente non tutte sono così, Ripple non ha dato segni di voler applicare questa strategia egoistica, ma resta il fatto che questo sistema è più fallace e, molto spesso, perde il suo interesse agli occhi dei grandi investitori.

Chi emette le criptovalute minate?

Se si parla delle criptovalute che vengono emesse a chi aiuta la blockchain a funzionare, allora la risposta è nessuno, si creano da sole!

Già, questa risposta appare assolutamente priva di senso e fuori da ogni logica economico/finanziaria, ma la verità è questa e trova una spiegazione piuttosto semplice.

Una volta programmata la blockchain e gestiti gli aspetti chiave di funzionamento, viene deciso anche il sistema delle ricompense e, quindi, la creazione delle criptovalute.

In pratica, se si stabilisce che per ogni blocco risolto verrà generato un Bitcoin (numero totalmente casuale), allora non occorre davvero nient'altro.

Le blockchain sono sistemi chiusi e altamente efficienti, in grado di sostenere il loro funzionamento grazie a poche regole ben chiare scritte nel codice stesso.

Possono funzionare anche con un solo PC a mandarle avanti (ovviamente in teoria, all'atto pratico sarebbero lentissime) e le regole su cui si basano vengono cambiate solo tramite proposta e votazione dei miners.

Prendendo nuovamente Bitcoin per esempio, il rilascio della moneta viene "tagliato" del 50% ogni 4 anni e, sebbene ne siano già stati minati il 90%, gli ultimi verranno rilasciati nel 2135.

Tutto questo senza necessità d'interventi esterni, organismi centrali che prendano le decisioni o altre cose tipiche della finanza tradizionale.

Chi emette le altre criptovalute?

La risposta a questa domanda è, generalmente, gli sviluppatori del sistema i quali generano queste monete all'istante e le racchiudono in uno smart contract.

Perché fare questo? Le risposte ovviamente possono essere davvero moltissime ma, generalmente, lo si fa perché queste criptovalute verranno vendute come asset d'investimento nel progetto.

Sono tipiche di sistemi centralizzati (o più centralizzati rispetto alla media), ma non significa che non siano validi investimenti o, peggio, truffe.

Ovviamente, per un truffatore questo sistema è quello più immediato e redditizio, poiché può vendere grosse quantità fin da subito, far alzare il prezzo e poi vendere quelle che possiede.

Ma, se si guarda al mondo cripto in generale, ci si rende conto che non tutto è basato sulla decentralizzazione e che, in alcuni casi, questo sistema ha perfettamente senso d'esistere.

Molto spesso viene venduta solo una piccola parte iniziale, per rilasciare la rimanente a piccole dosi negli anni a venire, con dinamiche non troppo differenti dal mining (nella sostanza).

Certo viene da chiedersi se, in un mondo dove la decentralizzazione è la parola chiave, quanto spazio possa esserci sul lungo periodo per chi decentralizzato non è.

Ma, almeno vedendo l'attuale stato delle cose, il momento in cui la centralizzazione diventerà davvero obsoleta è ancora lontano molti, moltissimi anni.