Le criptovalute presenti oggi sul mercato sono davvero moltissime e hanno diversi sistemi di funzionamento sulle quali poggiano, pur restando simili tra loro.

Per investire in questo mercato così profittevole, occorre però capirle fino in fondo, in modo da evitare di lanciarsi a caso su prodotti sconosciuti che potrebbero causare problemi.

Esistono monete affidabili e che vantano dei fondamentali granitici, mentre altre si basano su sistemi fuffosi o che possono essere vere e proprie truffe.

Fare ricerche su di esse diventa non solo utile ma addirittura doveroso per poter operare in tutta sicurezza, cercando quindi di ottenere un buon profitto.

Questo significa prendere confidenza con le blockchain, con il sistema grazie alle quali vengono create le criptovalute e poi anche l'utilizzo che le stesse possono avere.

Ovviamente coprirli tutti uno per uno richiederebbe mesi, in quanto esistono al momento della stesura dell'articolo oltre 13.000 cripto in giro per i mercati.

Insieme a quelle classiche si possono trovare un sacco di ottimi prospetti, qualche gemma dal potenziale enorme e anche tantissima porcheria buona solo per l'immondizia.

Qui di seguito verranno riportati i sistemi principali che caratterizzano le monete virtuali, ma nessuna delle spiegazioni che segue vuole essere un consiglio finanziario o un incoraggiamento a comprare.

In questo video Pietro Michelangeli spiega come funziona Bitcoin.

Le criptovalute e la blockchain

Tutte le criptovalute di questo mondo girano su una blockchain, ma questo non significa che ogni blockchain ospiti una cripto.

Questo potrebbe sembrare un concetto un po' confusionario, ma si spiega da solo non appena ci si addentra un po' nei meandri e nel funzionamento di questi sistemi.

Per prima cosa, ogni criptovaluta è scambiabile o utilizzabile attraverso una blockchain, ma questo non vuol dire che debba essere proprietaria della stessa.

La catena a blocchi permette lo scambio di dati attraverso pacchetti codificati i quali vengono inviati e spacchettati su un circuito chiuso, come fosse una rete internet privata e cifrata.

Qualunque valuta digitale potrebbe teoricamente essere scambiata su una qualsiasi delle catene ma, essendoci molte più cripto che reti, significa che su una chain ne gireranno molte.

Prendendo come esempio Solana, uno dei principali "competitor" di Ethereum, si fa presto a perdere il conto di quante criptovalute sono nate e vengono gestite su questo network.

Di contro invece, Bitcoin ha solo il suo token nativo e nient'altro a muoversi sulla capostipite di questa rivoluzionaria tecnologia.

L'interoperabilità delle criptovalute

Arrivati a questo punto si potrebbe già richiedere un attimo di pausa per comprendere e assimilare tutta questa mole d'informazioni, ma la cosa s'infittisce e diventa ancora più complessa.

Il fatto che ogni criptovaluta sia stata sviluppata basandosi su una blockchain, rende complessa l'interoperabilità con tutte le altre.

Ethereum gira sulla sua rete, il che significa che non potrà essere scambiato sulla Binance Smart Chain (la chain di Binance) in quanto non è previsto che si trovi li.

Nella maggior parte dei casi, per ovviare al problema, si crea una moneta equivalente collateralizzata da una quantità equivalente del token nativo che l'emissario dovrà acquistare.

Sembra un gran casino detto così, ma si spiega abbastanza facilmente con un esempio pratico che aiuta a spazzare via ogni dubbio rimanente.

Se tizio volesse vendere oro in forma digitale, avrebbe bisogno di creare un token che ne segue il prezzo di mercato e dovrebbe premunirsi di avere riserve sufficienti per coprire le vendite.

Se arrivasse un compratore che ne vuole per un milione di Euro ma le sue riserve ammontano solo a mille, non potrebbe procedere con la vendita a meno di farlo allo scoperto.

Oltre a questo, nel caso l'acquirente volesse ricambiare il suo oro digitale in seguito a un rialzo del prezzo, tizio si troverebbe in guai seri in quanto dovrebbe ridare più Euro ma non avrebbe il collaterale per coprire il delta di valore.

Per questo molto spesso si trovano token con diciture strane come WBtc o BEth, sono monete che portano una valuta su altre blockchain e vengono collateralizzate dall'originale.

Come vengono create le criptovalute

A questa domanda esistono davvero un milione di risposte, essendo che l'inventiva dei programmatori trova ogni giorno nuove frontiere per il mining.

Uno dei metodi più comuni è quello che si basa sul sistema proof of work, letteralmente a prova di lavoro, il cui capostipite è proprio Bitcoin.

In pratica, perché il sistema continui a funzionare in modo corretto, ha bisogno di alcuni computer che mandino avanti le operazioni tramite la risoluzione dei blocchi d'informazione.

Risolverli significa letteralmente decifrare il codice criptato in cui sono scritti, prendere il contenuto e girarlo al destinatario sempre mantenendo lo stesso linguaggio.

Ogni blocco, una volta che è stato completato, rilascia una certa quantità di moneta nativa del sistema come ricompensa per il lavoro svolto.

Esiste poi anche il proof of stake, il quale cambia il concetto ma non la sostanza, poiché obbliga ad avere una quantità ingente di token nativi bloccati per poter svolgere operazioni, ottenendo quindi le ricompense previste.

Ne esistono poi molti altri di varia natura ma l'idea di base rimane sempre la stessa, tu mi aiuti a far girare il mio network facendolo funzionare bene e io ti ricompenso con le monete.

Questo comporta un aumento progressivo nel tempo del rifornimento circolante, quindi solitamente viene compensato con programmi che prevedono il contenimento dell'inflazione.

Questo se non è previsto un numero massimo ma, nel caso di Bitcoin, l'erogazione si fermerà una volta raggiunte le 21 milioni di unità totali.

Le criptovalute che non vengono create

Ok, forse questo titolo non è proprio corretto visto che tutte le criptovalute vengono effettivamente create a un certo punto, ma alcune molto prima rispetto ad altre.

Se Bitcoin viene rilasciato pian piano nel tempo, XRP (la moneta di Ripple) è stata generata tutta e subito, restando in buona parte nelle mani dei suoi ideatori.

Questo tipo di sistema non è tra i più comuni proprio perché ha una trasparenza molto minore, portando spesso sfiducia da parte degli investitori.

L'intenzione non è assolutamente quella di affermare che Ripple sia malevola o abbia intenzione di giocare qualche tiro sporco ai detentori del token, ma si presta bene per una spiegazione.

Se gli ideatori del sistema mantengono una quota eccessivamente alta del rifornimento circolante, questo gli permetterà di fare il bello e il cattivo tempo.

In parole povere, nel caso di un innalzamento del prezzo, potrebbero decidere di scaricare parte delle vagonate di monete in loro possesso da un momento all'altro, inflazionando il mercato.

Questa tipologia di criptovaluta non è democratica ma affidata alle mani di pochissime persone, cosa che va contro all'ideologia stessa per cui sono state create.

Per tutti coloro interessati a investire, è bene fare moltissima attenzione prima di scegliere asset di questo tipo, pena il rischio di perdite ingenti.

Come si spostano le criptovalute?

Per spostare criptovalute occorre utilizzare dei wallet (portafogli) digitali i quali vengono identificati da un codice unico differente per ognuno e per ogni moneta in grado di ospitare.

La stringa di numeri e lettere è l'indirizzo da utilizzare per mandare i soldi da un luogo a un altro, ma non è l'unica accortezza alla quale fare attenzione.

Come detto sopra, ogni moneta ha il suo indirizzo il che significa che, se si manderanno degli Ethereum a un codice di Bitcoin, si perderanno i fondi per sempre.

A questo va poi aggiunto il fatto che anche la chain su cui muovere la somma dev'essere la medesima da ambo i lati, evitando di mettere a caso un dato che potrebbe portare a guai seri.

Come si scambiano le criptovalute?

Vi sono diversi metodi per scambiare le criptovalute ma, il più semplice, è sicuramente quello di servirsi di uno dei tanti exchange che si possono scaricare sul telefono.

Primo tra tutti questi è certamente Binance, il quale regna sovrano grazie a una quantità di clienti e a una mole di denaro scambiato ogni giorno davvero maestosa.

Il secondo è Crypto.Com, il quale unisce una interfaccia molto minimalista ma efficace a una semplicità d'uso davvero con pochissimi rivali.

Il terzo che è giusto consigliare è FTX Pro, l'exchange più professionale e completo che il panorama delle criptovalute possa vantare al giorno d'oggi.

Qui si possono scambiare le varie monete in pochi semplici click, a costi bassissimi e senza doversi preoccupare di noiosi dettagli tecnici.

Questi strumenti sono pensati sia per i trader professionisti sia per tutti coloro che si stanno appena affacciando al mercato delle valute digitali, rispondendo alle esigenze di tutti.

Un altro modo è attraverso i DEx, web app alle quali collegare un wallet e con cui eseguire operazioni limitate alla blockchain di appartenenza.

Essendo metodi più complessi, almeno per i novizi, il consiglio è quello di usare le app più facili per poi, col tempo, spostarsi su altro nel caso se ne senta la necessità.