Consumo di energia: qual è la differenza tra i data center e le criptovalute

"La produzione dei normali data center è evoluta notevolmente tra il 2010 e il 2018 e il suo consumo di elettricità è aumentato a malapena. Nel mining di Bitcoin invece c'è un incentivo strutturale affinché l'intero sistema diventi meno efficiente nel tempo."

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La tecnologia è fonte di grandi ispirazioni su tutti i fronti: dalle realtà distopiche a quelle utopiche. Tra le più importanti nuove tecnologie della nostra società c'è la blockchain, un registro digitale che permette di gestire e organizzare grandi quantità di dati.

I data center di oggi hanno cambiato completamente il loro aspetto partendo proprio dalle radici della blockchain. Le monete digitali sono addirittura figlie della blockchain che indipendentemente dal loro meccanismo di consenso hanno bisogno di questa tecnologia per poter funzionare.

Come mai però quando si parla di contaminazione ambientale i data center non vengono nominati? Perché sono solo le criptovalute a destare tanta preoccupazione per l'energia elettrica consumata?

Che cosa sono i data center

Anche se il concetto di data center si è evoluto nel corso degli anni, la sua definizione di partenza può tutt'ora essere quella più esplicativa.

Si tratta di strutture che centralizzano le operazioni e le apparecchiature IT di un'organizzazione allo scopo di archiviare, elaborare e diffondere dati e applicazioni.

Il loro aspetto è cambiato molto soprattutto nell'ultimo decennio: all'inizio erano grandi infrastrutture, fisiche, e poi sono diventati uno spazio virtuale con la nascita del Cloud. La sicurezza e l'affidabilità dei data center è molto importante e restano una delle massime priorità di qualsiasi organizzazione.

Con la tecnologia blockchain i data center si sono evoluti ulteriormente creando una fitta rete di informazioni più efficiente ed efficace.

Per quale ragione non si parla della contaminazione generata dai data center che include l'uso di grandi quantità di energia elettrica.

Leggi anche: Criptovalute: che cosa sono le reti elettriche e come possono essere ottimizzate

Le criptovalute "la tecnologia contaminante"

Le monete digitali sono oggetto di forti critiche soprattutto da parte degli ambientalisti (ma non solo) proprio per il concetto che sta alla base del Proof of Work. La prima criptovaluta, il bitcoin, è nata in un'era di transizione quando il progresso tecnologico era già in corso e la sensibilità ambientale iniziava a crescere.

A differenza delle strutture IT precedenti, le monete digitali in particolare devono affrontare nuove problematiche che in realtà sono semplicemente il frutto di una consapevolezza e responsabilità degli impatti delle attività antropiche. 

Stigmatizzate come un danno per l'ambiente, le criptovalute sono attaccate da ogni fronte. Per poter crescere ed espandersi su larga scala dovranno aprire uno spazio nel mercato tradizionale senza perdere la loro essenza, ergo la loro reputazione (equità, decentralizzazione delle risorse, libero accesso...).

Ma esistono davvero criptovalute amiche dell'ambiente e qual è quindi la differenza fondamentale tra il sistema dei data center e le monete digitali? Perché sono solo quest'ultime ad essere criticate?

Le basi per una crescita sostenibile

Puntare verso una crescita sostenibile significa considerare la sostenibilità al centro del progetto iniziale. Molte aziende non si preoccupano di questo e una volta in azione cercano invano di rattoppare i danni con soluzioni semplicistiche e per la maggior poco efficaci.

I data center sono strutture che usano grandi quantità di energia e non sono stati programmati per ottimizzarla. Facendo una ricerca si può notare come tra il 2008 e il 2013 ci sono stati numerosi studi che si sono occupati di calcolare i consumi, gli sprechi e proporre nuove soluzioni.

È facile capire che questo tipo di approccio non è basato su una crescita sostenibile di partenza però è stato possibile apportare modifiche abbastanza soddisfacenti per renderlo più sostenibile. Da qui nasce la critica nei confronti delle monete digitali: il concetto di base che ha dato il via a questo mondo è in contraddizione con il concetto di sostenibilità.

Bitcoin e il Proof of Work

Il mining di criptovalute è un'attività redditizia ma non più per tutti. Si stima che il consumo totale delle miniere di monete digitali del mondo è di circa il doppio dell'elettricità di Amazon, Google, Microsoft, Facebook e Apple messi insieme (fonte: iea.org).

Jonathan Koomey, un ricercatore statunitense, sostiene che c'è una differenza fondamentale tra i data center e le monete digitali basate sul Proof of Work, che "le due categorie di macchine si stanno muovendo in direzioni opposte in termini di efficienza".

"La produzione dei normali data center è evoluta notevolmente tra il 2010 e il 2018 e il suo consumo di elettricità è aumentato a malapena. Nel mining di Bitcoin invece c'è un incentivo strutturale affinché l'intero sistema diventi meno efficiente nel tempo."

I minatori di bitcoin sono costretti a risolvere enigmi sempre più difficili nel tempo per mantenere la blockchain in funzione e la potenza di calcolo per svolgere queste attività richiede quantità crescenti di energia.

Come può un sistema tale essere sostenibile ed ottimizzato nel tempo?

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