Le piattaforme di criptovalute saranno presto obbligate a inviare ogni tre mesi i dati delle operazioni dei clienti a un registro speciale aperto a Guardia di Finanza e forze di polizia. Lo stabilisce una bozza del decreto del ministero dell'economia e delle finanze.

Piattaforme di criptovalute in registro speciale Oam 

Secondo quanto riportato da ItaliaOggi, il decreto darà il via libera alla creazione di un registro speciale presso l’Oam (Organismo per la gestione degli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi) dove dovranno registrarsi le piattaforme, cioè i prestatori di servizi di valute virtuali o exchange, e di portafogli digitali (wallet) che desiderano operare legalmente in Italia.

Dal caso Binance alla stretta della Consob

Con il caso Binance, la Consob ha ribadito il proprio ruolo nel monitoraggio dei mercati e in particolar modo nella corsa alle criptovalute.

Binance, la più grande borsa di criptovalute al mondo, è stata travolta da una class action promossa da parte di un gruppo di investitori italiani e internazionali guidati dallo studio Lexia Avvocati, in collaborazione con lo Swiss Blockchain Consortium. 

Lo scorso 8  febbraio, un tweet di Elon Musk che annunciava un investimento da 1,5 miliardi di dollari in bitcoin da parte di Tesla ha provocato un rialzo monstre della criptovaluta. Tuttavia in quel momento e nelle ore successive, Binance ha interrotto l'attività di trading e la possibilità di accedere al sito da parte degli investitori e molti di loro hanno accusato ingenti perdite.

Dopo questa vicenda la Consob ha stabilità che Binance non è autorizzata a operare in Italia, invitando gli investitori 

a prestare la massima cautela nell'effettuare operazioni su strumenti correlati a cripto-attività (crypto-asset) che possono comportare la perdita integrale delle somme di denaro utilizzate. 

La Consob raccomanda inoltre di attenersi sempre alla regola generale di considerare l'adesione a proposte contrattuali solo quando se ne abbia un'adeguata comprensione e solo quando siano assistite da informazioni chiare e complete anche sull'identità della controparte contrattuale che si propone eventualmente come prestatore di un servizio.

Più controlli sulle piattaforme di criptovalute

L'Autorità fissa delle linee guida che da ora in poi tutte le piattaforme di criptovalute (e di trading in generale) dovranno rispettare:

“È importante che i risparmiatori siano informati che le operazioni su strumenti correlati a cripto-attività possono presentare rischi non immediatamente percepibili, per la loro complessità, per l'elevata volatilità dei prezzi di tali strumenti nonché per i malfunzionamenti e gli attacchi informatici cui possono essere soggette le infrastrutture informatiche utilizzate per tali operazioni“

Con riferimento alle piattaforme di criptovalute, il decreto del ministero dell'economia e delle finanze stabilisce che i dati riportati nel registro speciale potranno essere controllati dalle forze di polizia valutaria e dalla Guardia di finanza. Ma quali dati saranno sotto la lente?

Dati dei clienti sotto la lente

Le piattaforme di criptovalute invieranno all'Oam per via telematica i dati relativi di tutte le operazioni effettuate sul territorio italiano. In particolare, dovranno essere inviati con cadenza trimestrale:

  • i dati identificativi del cliente, 
  • i dati sintetici delle operazioni eseguite da ciascun cliente. 

Nello specifico questi dati dovranno essere inviati entro il giorno 15 del mese successivo al trimestre di riferimento, con le modalità tecniche stabilite dall'Oam, che conserverà la documentazione ricevuta per dieci anni. 

Piattaforme di criptovalute abusive

Solo i soggetti iscritti nella sezione speciale del registro pubblico informatizzato, tenuto dall'Oam, potranno esercitare i servizi relativi alle criptovalute e ai portafogli digitali.

Piattaforme e prestatori di servizi che già svolgono l'attività (anche online) sul territorio italiano dovranno effettuare la comunicazione entro sessanta giorni di avvio della sezione del registro. In caso contrario, l'attività svolta sarà considerata abusiva. 

Ogni sei mesi l'Oam dovrà poi trasmettere al ministero dell'economia e delle finanze una relazione con i dati aggregati delle piattaforme iscritte al registro. L'Oam avrà tempo fino a 90 giorni dall'entrata in vigore dal decreto per avviare la gestione della sezione speciale del registro.

Tutti questi dati saranno poi verificabili dalla polizia valutaria e dalla Guardia di finanza.

(Claudia Cervi)