La scorsa settimana, con le quotazioni del Bitcoin (BTC) ancora in piena stagnazione dopo il crollo del 2018, aveva suscitato un certo scalpore nel mercato delle criptovalute la notizia che CBOE, una delle più importanti borse al mondo per le negoziazioni di derivati, interromperà l'emissione di nuovi contratti futures sulla principale cryptocurrency a causa dei bassissimi volumi di trading. 

Adesso, a testimonianza dei crescenti dubbi sull'effettiva consistenza di un'industria che fatica ad accreditarsi come affidabile classe d'investimento, oltre che a rinnovare le sue gesta dopo il boom del 2017, un nuovo report getta una luce sinistra sulle pratiche adottate dalla quasi totalità degli operatori del settore per "gonfiare" i numeri delle loro attività.   

Criptovalute: il 95% del trading su Bitcoin è manipolato

In un documento presentato giovedì scorso alla Securities and Exchange Commission, il regolatore delle Borse USAla società d'investimento Bitwise Asset Management ha stimato, sulla base di un'analisi dei dati di mercato effettuata nei primi giorni di marzo, che oltre il 95% delle transazioni di Bitcoin vengano in realtà generate artificialmente dagli exchanges, la miriade piattaforme di compravendita nate con l'esplosione del fenomeno Bitcoin due anni fa.