Sta assumendo i contorni di un vero e proprio esodo la fuga dagli investimenti in criptovalute che sta contrassegnando la più lunga e la forse la peggiore ondata ribassista sperimentata nell'ultimo anno dal settore; un terremoto con epicentro l'Asia che investe da ormai otto giorni tutto il mercato senza più distinzioni tra bitcoin e "altcoins".

Un altro calo pesante

Il termometro di una situazione profondamente deteriorata è quanto sta accadendo alla moneta capostipite del gruppo: il Bitcoin arretra anche oggi di oltre il 15% e la sua quotazione torna in area 11.800 dollari, a un livello che non si registrava dall'inizio del dicembre scorso; con il ribasso odierno, la creatura di Satoshi Nakamoto ha perso ormai oltre il 40% dal picco storico di 19.896 dollari toccato appena lo scorso 17 dicembre, al culmine della febbre speculativa che accompagnò il lancio dei primi derivati di criptovalute da parte delle due Borse di Chcago CME e CBOE. 

Affonda anche Ethereum

Un segnale ancora più indicativo del fatto che la crisi non sta risparmiando nessuno lo dà però la pesante battuta d'arresto di Ethereum, fino a qualche ora fa protagonista di una delle performance più brillanti del 2017: la seconda cripto-moneta per capitalizzazione di mercato lascia sul terreno oggi oltre il 20% e scende a un prezzo di 1.068 dollari, che implica un calo di oltre il 25% dal massimo di 1427 dollari raggiunto appena tre giorni fa.

Peggiore performance di giornata nel gruppo di testa del settore è però ancora una volta Ripple, la coin che si era guadagnata la fama di anti-bitcoin con il suo rialzo prodigioso messo a segno tra dicembre e gennaio: la quotazione attuale di 1,32 dollari di XRP - la sigla sotto cui viene scambiata la moneta  - implica un calo del 28% nelle 24 ore ma soprattutto un ripiegamento di oltre il 65% dal massimo storico di 3,84 dollari raggiunto il 4 gennaio scorso.