Si investe sempre più in Bitcoin ed altre crypto seguendo con ansia le quotazioni, ma quanti si chiedono: “le criptovalute si possono ereditare?”. Negli ultimi tempi, si affronta sempre più di frequente la questione dell’eredità digitale. E’ impossibile accedere ai fondi senza chiave privata d’accesso: i portafogli virtuali sono gestiti con procedure automatizzate che non permettono neanche ai fornitori del servizio di ‘forzare’ il wallet per conto degli eredi. Che succede al wallet o ad un account su una piattaforma di exchange se il titolare viene a mancare? Gli eredi possono avanzare richiesta del suo patrimonio digitale?

Se il titolare non ha fatto testamento, non spetta un bel niente agli eredi. Oltretutto, se all’atto di registrare il proprio account il titolare non ha fornito i propri dati allo scopo di mantenere l’anonimato, il gestore potrebbe non riconoscere gli eredi: in questo caso, la speranza è la prima a morire. Il testamento è compatibile con le nuove tecnologie? Deve essere redatto secondo le forme previste dal Codice Civile per essere valido (olografia, firma autografa, intervento del notaio): il c.c. non contempla firme digitali, identità elettroniche, wallet, account, cloud, ecc.

In mancanza di testamento, è difficile per gli eredi accedere ai beni digitali del defunto ed è impossibile, spesso, conoscere la consistenza del patrimonio digitale. D’altra parte, senza l’espressa volontà del defunto, sarebbe una ‘profanazione’ da parte degli eredi ottenere l’accesso al materiale digitale. La morte digitale non è contemplata a livello normativo, il che è una lacuna non di poco conto. Cosa fare?

Le criptovalute si possono ereditare? Difficoltà e possibili soluzioni

Tra le varie difficoltà ad ereditare criptovalute, troviamo la riservatezza dei dati del defunto, le credenziali, i rapporti contrattuali con i provider, la complessità nel valutare il patrimonio digitale o nel fare un inventario. Ad oggi, purtroppo, la volontà legislativa di mettere in sicurezza il patrimonio digitale è scarsa. L’unica strada per disporre la destinazione dei propri asset digitali (crypto ma anche NFT) è redigere un testamento secondo le 4 forme civilistiche (testamento olografo, pubblico, segreto e internazionale in forma scritta e autografa) più un mandato post mortem exequendum. Questo genere di mandato costituisce un contratto concluso in vita con il mandatario che si obbliga (in caso di eredità digitale) ad accedere, consegnare, cancellare i beni digitali oppure comunicare le credenziali garantendone la segretezza. E’ uno strumento ormai riconosciuto; spesso, il mandato post mortem exequendum è previsto nei contratti coi terzi provider/fornitori del servizio digitale.

L’art. 4 del DL 110/2010 ha equiparato l’atto notarile analogico a quello informatico, ma è prevista la presenza fisica del notaio affinché il testamento pubblico con atto informatico sia valido. In alternativa, si potrebbe redigere il testamento attraverso sistemi di firma grafometrica apposta sulla tavoletta interattiva (sicura e inequivocabile). Un’ulteriore soluzione è il riconoscimento dello smart will, soluzione già tecnologicamente fattibile ma costosa, attivabile automaticamente alla morte tramite registrazione su blockchain senza ricorrere ad intermediari. In ultimo, si potrebbe disporre per testamento l’attribuzione ad un erede di uno o più asset digitali nominando un esecutore testamentario a cui comunicare separatamente i codici di accesso (per garantirne la segretezza).

Come si comportano le piattaforme exchange? Coinbase e la modalità ‘successione’

Certepiattaforme, tra le condizioni di contratto, prevedono che il materiale in esse contenuto venga distrutto dopo un certo periodo di tempo dalla morte del titolare snobbando gli eredi, mentre il suo account resta di proprietà della piattaforma stessa. Coinbase, una delle maggiori piattaforme exchange, permette di utilizzare la funzionalità E-Money Wallet per l’archiviazione delle crypto. Fra le condizioni contrattuali di Coinbase, l’art. 11.3 disciplina la modalità di ‘successione’ a favore degli eredi. La piattaforma richiede di dimostrare la qualità di erede invitando il successore ad aprire un nuovo conto Coinbase dove poter trasferire i fondi. E’ fondamentale che il titolare defunto abbia informato preventivamente i suoi eredi sul possesso delle crypto per evitare che vadano perdute.

I detentori di asset digitali dovrebbero pianificare i dettagli della successione del loro patrimonio digitale, predisporre un testamento con l’aiuto di un consulente per evitare agli eredi un percorso ad ostacoli particolarmente insidioso. I tempi per affrontare la questione dell’eredità digitale sono maturi. L’esigenza di pianificare la trasmissione dei beni digitali agli eredi è quantomai attuale e non affatto trascurabile. Si spera in una regolamentazione organica in materia a livello comunitario, nazionale ed internazionale per rendere uniformi le condizioni contrattuali dei vari fornitori di servizi.