La pandemia di Covid-19 ha rivelato le fragilità delle criptovalute. Anche con un tasso di rendimento molto positivo e un trend rialzista, il mondo delle criptovalute è stato duramente colpito dall'intensificarsi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e ora dagli eventi interni.

Il difficile momento storico degli ultimi due anni ha portato a diverse conseguenze. Molte piattaforme di scambio sono state costrette a chiudere e i prelievi dai portafogli di criptovalute sono stati limitati. Altre aziende non possono sopravvivere senza un reddito stabile e stanno fallendo.

La verità è che questa complessità storica attuale ha schiacciato i mercati azionari e creato un rallentamento economico senza precedenti. Mentre i prezzi degli asset continuano a scendere, abbiamo assistito a un drammatico aumento del numero di ricchi investitori cinesi che hanno trasferito il proprio denaro fuori dal Paese.

Crescono violazioni e speculazioni

L'arrivo della guerra russo-ucraina e la continuazione della pandemia di Covid-19 hanno stimolato la crescita delle criptovalute emergenti, a causa dell'aumento dell'interesse speculativo per il particolare momento storico che stiamo vivendo e della maggiore elusione delle regole internazionali da parte di alcune nazioni.

Il mondo è cambiato radicalmente, da un punto di vista globale, abbiamo assistito a un aumento delle tensioni geopolitiche, che ha causato un'impennata della domanda di criptovalute che offrono anonimato e privacy. Molti Paesi hanno dichiarato apertamente il loro sostegno all'uso delle criptovalute, mentre altri le hanno vietate del tutto.

I mercati tradizionali perdono fiducia in favore delle criptovalute

Oltre alle turbolenze geopolitiche, dal 2019 in poi ci sono state alcune ragioni economiche che hanno spinto con più insistenza verso le criptovalute. Ad esempio, molti investitori hanno cercato un modo per coprirsi dall'incertezza dei mercati tradizionali, fondati principalmente su azioni e obbligazioni.

Le criptovalute garantiscono un modo alternativo per diversificare il proprio portafoglio senza esporsi a questi rischi; tuttavia, è bene ricordare che gli investimenti in criptovalute comportano ancora molti rischi!

Secondo i dati di CoinMarketCap, la capitalizzazione di mercato del Bitcoin è passata dagli 80 miliardi di dollari del 1° gennaio 2019 agli attuali superati 149 miliardi. La criptovaluta più grande del mondo è salita ed è scesa in maniera altalentante nell'ultimo anno, lasciando gli ultimi picchi di valore cha la vedevano già a 50.000 dollari solo qualche anno fa.

Anche alcune altcoin hanno registrato tendenze rialziste nell'ultimo periodo, nonostante il difficile momento. 

Il nodo della questione è che si sta registrando negli ultimi tre anni un notevole aumento di interesse; dal 1° gennaio 2019 ad oggi si è registrata una performance di quasi il 70% del market cap (ora vale 32 miliardi di dollari).

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Le raccomandazioni del FMI

Alle soglie di questa situazione difficile, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha formulato raccomandazioni alle società di investimento in criptovalute, agli exchange e agli utenti investitori.

Secondo un rapporto di Forbes, queste raccomandazioni includono:

  • Implementazione di rigorose procedure KYC/AML
  • Stabilire limiti sui conti dei clienti
  • Garantire una liquidità sufficiente nelle proprie riserve.

L’FMI ha anche raccomandato ai Paesi di adottare misure contro le frodi nel trading di criptovalute. Non ha specificato quali siano queste misure, ma ha esortato i Paesi ad utilizzare le leggi esistenti contro le frodi e di perseguire gli autori di possibili reati.

Infine, ha anche affermato che è importante che le nazioni mantengano un controllo rigoroso su tutti gli scambi di criptovalute operanti all'interno dei loro confini.

Tra le misure suggerite vi è l'obbligo per gli operatori di scambio di registrarsi presso le autorità finanziarie e di presentare relazioni periodiche sulle loro attività, nonché di disporre di fondi dedicati per un uso futuro da parte delle autorità di regolamentazione.

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