I ricercatori hanno scoperto che la Corea del Nord ha rubato quasi 400 milioni di dollari in criptovalute nel 2021, in particolare Ethereum, a dimostrazione del fatto che la strategia di hackeraggio e riciclaggio di denaro digitale portata avanti dalla Corea del Nord, continua ad avere successo.  

L'obbiettivo della Corea del Nord e usare questi soldi per finanziare i propri armamenti. 

Il paese, isolato e assediato dalle sanzioni degli Stati Uniti e anche di altri paesi, ha a lungo fatto affidamento sulla sua nutrita squadra di hacker per irrompere nelle istituzioni finanziarie di tutto il mondo e, infine, per rubare denaro. 

Negli ultimi anni gli hacker coreani si sono concentrati sempre più sulle aziende che gestiscono e commerciano in criptovalute, questo perché per un hacker esperto riuscire ad entrare in un portafoglio digitale non è così complicato come si può pensare e, inoltre, il portafoglio digitale rubato può essere facilmente inviato in tutto il mondo se un hacker riesce ad ottenere l'accesso.

Un rapporto delle Nazioni Unite lo scorso anno ha dimostrato che la Corea del Nord ha violato e rubato 316 milioni di dollari in risorse virtuali solo tra il 2019 e il 2020, risorse che la Corea del Nord utilizzerebbe per il suo programma di armamento nucleare.

Sono anni che la Corea del Nord utilizza le stesse tattiche per rubare criptovalute!

Questa tattica utilizzata dalla Corea ha avuto un enorme successo, secondo i ricercatori di Chainalysis, una società che monitora le transazioni su blockchain. Chainalysis conserva una sorta di registro pubblico che tiene traccia di tutte le transazioni per la maggior parte delle criptovalute. Gli hacker della Corea del Nord hanno violato con successo almeno sette scambi di criptovalute e poi hanno riciclato il denaro, ha affermato la società di ricercatori.

Molte criptovalute sono aumentate notevolmente di valore negli ultimi anni e gli sviluppatori di software hanno creato un intero ecosistema di progetti e scambi che consentono agli utenti di scambiare un tipo di criptovaluta con un altro o con del denaro vero. 

Ovviamente non tutto il commercio di criptovalute porta a illegalità e a riciclaggio, internet è pieno di luoghi sicuri per fare trading di criptovalute, ma ci sono anche hacker malintenzionati come quelli coreani.  

Gli hacker coreani attaccano principalmente piccole aziende per rubare criptovalute

Secondo una ricerca della società di sicurezza informatica Kaspersky, anch'essa pubblicata giovedì, la Corea del Nord ha un team di hacker dedicato che ha costantemente attaccato online le piccole e medie aziende che si occupano di criptovaluta e progetti correlati. 

Queste sono le aziende che più frequentemente vengono attaccate dagli hacker, che lo scorso anno hanno rubato un record di 14 miliardi di dollari di criptovalute.

A differenza di molti criminali telematici che rubano criptovalute che si affrettano velocemente a convertirla in moneta corrente, la Corea del Nord non procede in questo modo, ha affermato Erin Plante, direttrice senior delle indagini presso Chainalysis e autrice del rapporto sul furto di criptovalute da parte della Corea del Nord.

La Corea del Nord non ha fretta nel riciclare le criptovalute rubate

Gli hacker coreani usano riciclare piccole quantità di criptovalute, mentre ne trattengono enormi quantità in moneta virtuale, sfruttando il fatto che le principali criptovalute come bitcoin ed ethereum sono aumentate di valore negli ultimi anni.

“Sono molto strategici. Non hanno fretta di incassare", ha detto Erin Plante. "Il loro interesse è convertire una quantità maggiore di criptovaluta in moneta corrente proprio perché aspettano che il valore si alzi".

Secondo un rapporto della società di analisi blockchain Chainalysis, questi hacker solo lo scorso anno hanno portato a termine almeno sette attacchi e hanno rubato criptovalute per un valore di quasi 400 milioni di dollari . 

"Dal 2020 al 2021, il numero di hack collegati alla Corea del Nord è passato da quattro a sette e il valore estratto da questi hack è cresciuto del 40%", afferma il rapporto di Chainalysis. 

Gli hacker coreani hanno preso di mira principalmente piccole società di investimento e borse centralizzate. 

Il rapporto ha anche dichiarato che questi hacker utilizzano tattiche complesse tra cui esche di phishing, exploit del codice, malware e ingegneria sociale avanzata.

"Una volta che la Corea del Nord ha ottenuto la grande mole di criptovalute rubata, procede con un attento processo di riciclaggio per coprire il colpo e incassare il denaro", afferma il rapporto Chainlysis.

Il rapporto afferma inoltre, citando  il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che la Corea del Nord ha utilizzato i soldi hackerati per sostenere le sue armi di distruzione di massa e i suoi programmi missilistici e balistici

Secondo il rapporto il gruppo di hacker che avrebbe portato a termine gli attacchi si chiamerebbe Lazarus Group, un gruppo di hacker che fa parte della principale agenzia di intelligence della Corea del Nord, il Reconnaissance General Bureau. Il Lazarus Group è stato precedentemente accusato di attacco informatico a Sony Pictures Entertainment  e  WannaCry . 

Ma in cosa è stato riciclato il denaro rubato tramite criptovalute dalla Corea del Nord?

Oltre il 65% dei fondi rubati dalla Corea del Nord è stato riciclato attraverso mixer, strumenti software che raggruppano e criptano risorse digitali da migliaia di indirizzi. 

La Corea del Nord possiede anche fondi crittografici non riciclati, che si ritiene valgano $ 170 milioni, dal 2017 al 2021. 

"Non è chiaro il motivo per cui gli hacker coreani continuino a rubare criptovalute, forse sperano che l'interesse delle forze dell'ordine nei casi si affievolisca, così possono incassare senza essere scoperti. Qualunque sia la ragione, il periodo di tempo in cui questi hacker sono disposti a trattenere questi fondi senza convertirli è illuminante, perché fa comprendere che hanno un piano attento e ben studiato, non disperato e frettoloso", afferma il rapporto dei ricercatori citati in precedenza. 

Mentre la Corea del Nord ruba criptovalute, queste ultime sono in rosso

Le criptovalute sono state scambiate in rosso quest'oggi 14 gennaio. La capitalizzazione del mercato globale delle criptovalute è di 2,03 trilioni di dollari, e questo dimostra una diminuzione dell'1,79% rispetto all'ultimo giorno. Il volume totale del mercato delle criptovalute nelle ultime 24 ore è pari a 101,64 miliardi di dollari, questo dimostra un aumento dello 0,49%.

Mentre la finanza decentralizzata (DeFi) rappresenta il 15,05% del volume totale degli scambi a 15,30 miliardi di dollari, le stablecoin rappresentano il 72,06% a 73,24 miliardi di dollari.

Bitcoin ed Ethereum sono scese di all'incirca 1,50%, mentre le altre crypto come Cardano, Avalanche, sono scese di circa il 4%.  Dogecoin in controtendenza è salito di oltre il 7%.

Inoltre, l'amministratore delegato di Block Inc Jack Dorsey ha affermato in un tweet che l'azienda starebbe pensando di sviluppare un sistema di mining di bitcoin aperto, poiché la società cerca di espandersi con le nuove tecnologie come la blockchain. A ottobre, Dorsey aveva affermato che il sistema di mining di bitcoin a cui la società stava pensando, sarebbe stato basato su silicio personalizzato e open source per privati ​​e aziende in tutto il mondo.

Criptovalute: Solana potrebbe diventare l'asset digitale di Bank of America

Confrontando Solana con la più grande rete di carte di credito del mondo, Alkesh Shah, stratega globale di criptovalute e asset digitali della Bank of America, ha affermato che "potrebbe diventare il visto dell'ecosistema delle risorse digitali". 

Secondo Shah, ci sono più di 400 applicazioni decentralizzate sulla rete di Solana, che ospitano di tutto, dagli scambi peer-to-peer ai mercati NFT.

Che ne è stato di El Salvador e del Bitcoin come valuta nazionale?

Secondo un rapporto di Bloomberg, il presidente di El Salvador, Bukele, avrebber perso molti soldi dando valore legale al Bitcoin nel suo paese lo scorso settembre. Secondo i suoi tweet, fino ad oggi ha acquistato 1.391 Bitcoin. Tali acquisti sono costati circa $ 71 milioni sulla base di un prezzo medio di $ 51.056 per Bitcoin.

Non si sa se El Salvador detenga o meno, nella realtà, ancora tutti questi bitcoin, ma se dovesse esserne in possesso, queste criptovalute ora varrebbero circa 59 milioni di dollari, con i prezzi odierni, sulla carta.

Gli acquisti di Bitcoin del Presidente Bukele, però, sono costati a El Salvador circa 12 milioni di dollari in fondi pubblici.