La Polizia Postale ha identificato l'autore di una truffa cyber-finanziaria da 120 milioni di euro che ha coinvolto oltre 230 mila risparmiatori.

Chi c'è dietro la truffa

Dietro la truffa c'è un 34 enne fiorentino, accusato di frode informatica, auto-riciclaggio e bancarotta fraudolenta. L'uomo, amministratore unico di una società italiana che gestiva una piattaforma di scambio di cryptovalute, la BitGrail, aveva contattato la polizia nel febbraio 2018 per segnalare un attacco hacker e per denunciare la conseguente perdita di "una somma enorme" di Nano Coin, una valuta poco scambiata lanciata nel 2015.

Secondo la polizia italiana si è trattato del "più grande attacco cyber-finanziario in Italia e uno dei più grandi al mondo". La truffa è stata realizzata sfruttando un bug del protocollo Nano ed effettuando transazioni illecite, tutte relative a gennaio 2018.

In base alle indagini della Procura della Repubblica di Firenze, non è ancora chiaro se l'uomo abbia partecipato attivamente al furto o se abbia semplicemente deciso di non aumentare le misure di sicurezza dopo averlo scoperto. Secondo gli inquirenti sarebbe stato facile prevenire il furto una volta individuato il primo attacco, avvenuto nel 2017, tuttavia l'uomo non è riuscito consapevolmente a prevenire ulteriori ammanchi, mantenendo aperta la piattaforma. Sfruttando la notorietà dell'exchange, unico in Italia a trattare la criptovaluta Nano, l'accusato avrebbe attratto nuovi utenti, passati nell'arco di pochi mesi da 70.000 a circa 217.000, pur essendo consapevole della mancanza di fondi in XRB sufficienti alla copertura dei wallets personali delle migliaia di utenti della piattaforma.

Le indagini

Attraverso complessi accertamenti informatici e analisi di operazioni bancarie online, gli investigatori hanno scoperto che l'uomo, poco prima della presentazione della denuncia, aveva trasferito su un proprio conto personale a Malta (presso la società di digital currency exchanger "The Rock Trading S.r.l")  ben 230 Bitcoin (che al cambio nel periodo di riferimento corrispondeva a circa 1,7 milioni di euro), riconducibili ai clienti della piattaforma di scambio. Solo grazie al tempestivo intervento dei PM titolari dell'indagine è stato possibile sequestrare tutti i conti dell'indagato, congelando risultanze in criptovaluta per 120 milioni di euro (somma corrispondente all´esposizione debitoria).

Riconoscendo "l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza e la pericolosità del soggetto insita nella sua incessante attività diretta a privare i creditori sociali di beni e valori sui quali avrebbero potuto soddisfare il proprio credito", il GIP ha accolto la richiesta dei PM, vietando all'indagato di esercitare attività d'impresa e di ricoprire uffici direttivi di imprese già nel corso delle indagini preliminari.

Cos'è Nano

Nano è una criptovaluta nata nel 2015 da un progetto di Colin LeMahieu. Inizialmente viene distribuita con il nome RaiBlocks (XRB), e promette transazioni istantanee, senza commissioni, e la possibilità di essere utilizzata per pagamenti quotidiani anche di importo molto basso, sfidando apertamente il Bitcoin nei suoi punti deboli (scalabilità, commissioni, velocità, latenza, praticità di utilizzo, inefficienza energetica) grazie alla Nano Blockchain che assicura velocità e sicurezza nelle transazioni. 

(Claudia Cervi)