Le criptovalute sono un asset digitale ben accettato e sempre più apprezzato dai trader, dagli investitori istituzionali, dagli organi di vigilanza e dagli istituti di credito.

Al termine del 2018 sembrava che la bolla speculativa delle criptovalute fosse pronta ad esplodere, invece il mercato ha saputo reagire grazie al Bitcoin.

Sul mercato delle criptovalute si sono recentemente espresse la BCE e la CONSOB. Scopriamo in dettaglio le posizioni!

La posizione della BCE

La Banca Centrale Europea ha espresso le proprie riflessioni in una pubblicazione intitolata: "Crypto-Assets: Implications for financial stability, monetary policy, and payments and market infrastructures" con la finalità di studiare il rapporto d’influenza tra le criptovalute e la politica monetaria.

Nella stessa pubblicazione la BCE ha comunicato la posizione che intende prendere nei confronti delle criptovalute.

La considerazione della BCE resta immutata rispetto alle precedenti espressioni: le criptovalute non possono essere considerati dei mezzi di pagamento e non lo saranno mai probabilmente.

La BCE ritiene che le criptovalute debbano essere considerate delle forme di investimento il cui rischio è da ritenersi molto elevato in quanto le quotazioni sono altamente volatili.

Una moneta può essere considerata mezzo di pagamento se risulta stabile ed una riserva di valore.

La BCE imputa la volatilità delle criptovalute all’assenza di un ente centralizzato che faccia da controllore per i prezzi, una sorta di attività simile alla stessa BCE per le valute tradizionali, ma per le criptovalute.