Una cosa è certa: le criptovalute sono tantissime.

Spesso si associa questo mercato al Bitcoin, piuttosto che Ethereum e il sempre più in voga Dogecoin, ma il settore raccoglie moltissime candidate che lottano per restare a galla e scavalcare le rivali fino a giungere ai primi posti.

Non si tratta solo del consenso degli acquirenti, ma quanto, ormai, di un progetto solido e scalabile che miri a espandersi e diventare meritevole dell'attenzione degli investitori.

Uno degli esempi più recenti che ha visto tanto clamore per poi sfociare in un nulla di fatto riguarda la moneta digitale Diem, ex Libra, che sarebbe dovuta diventare la prima criptovaluta di Facebook.

In un articolo di U.S.News leggiamo dei giorni in cui è stata letteralmente uccisa nella culla:

"L'amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg, a sinistra, testimonia davanti alla Commissione per i servizi finanziari della Camera al Campidoglio di Washington, sui suoi piani per la nuova criptovaluta Libra, mercoledì 23 ottobre 2019. Libra, che in seguito è stata conosciuta come la digitale il progetto valutario Diem, è morto e i suoi beni sono stati venduti alla holding bancaria Silvergate Capital."

Non è solo Facebook, o meglio Meta, ad aver dovuto dire addio al progetto di una valuta digitale, ma molte altre si sono viste susseguirsi nel tempo, rivelandosi solo un fucoo di paglia.

Tra le tante che possiamo citare come "criptovalute morte" abbiamo, per esempio: Facebookmeta coin, Lucifer Coin, Brownies Swap, Bizzcoin, Earnhub e molte altre continuano la lista.

Queste non sono riuscite a sopravvivere nel mercato, rivelandosi alle volte truffe, al contrario di altre come Shiba Inu, e sappiate che non è poi così inusuale, visto che il 60% di esse finisce per soccombere anche il giorno stesso in cui viene inaugurata!

In un vecchio articolo di Wired possiamo leggere di alcuni studi del Boston College ancora attuali secondo cui più della metà delle startup che promuove valute digitali cessa l'attività in breve tempo:

"I ricercatori hanno analizzato la quantità e la frequenza dei tweet di startup che avevano lanciato un’ico, per coglierne i segni di vita. Risultato: solo il 44,2% delle startup sopravviverebbe dopo 120 giorni dalla fine del loro lancio iniziale di valuta."

Questo non è un problema da poco e dimostra quanto sia stato difficile emergere per una criptovaluta come Shiba Inu. Perciò perché si dovrebbe decidere di distruggerla, o meglio, bruciarla?

La domanda trova subito una risposta, ma è importante fare delle brevi premesse e soprattutto introdurre la nuova piattaforma ideata che permette agli utenti di ottenere ricompense distruggendo token SHIB.

Su Cointelegraph leggiamo poi della notizia:

"Il popolare progetto Shiba Inu (SHIB) ha lanciato lo SHIB Burn Portal per ridurre l'offerta del token e consentire agli utenti di guadagnare ricompense passivamente."

Eravamo abituati a comprare Shiba Inu e aspettare che il loro valore aumentasse per rivenderle e guadagnare, ma ora ci viene detto che possiamo ottenere profitti solo bruciandole per sempre. Che cosa vuol dire?

Le domande sorgono spontanee, ma il processo è abbastanza semplice e la logica alle spalle lo è altrettanto.

Che cosa sta succedendo a Shiba Inu?

Nelle ultime settimane, per non dire in generale negli ultimi mesi, il mercato delle criptomonete è sceso in modo considerevole.

Shiba Inu non fa differenza, ma dopo l'exploit di ottobre 2021, in cui ha registrato il suo massimo, non ha fatto altro che scendere inesorabilmente.

Oggi la situazione non cambia. In data 3/5/2022, si registrano cali diffusi, forse marginali per Bitcoin ed Ethereum, i colossi indiscussi del mercato, ma sempre più esasperanti come Shiba che continua la sua discesa.

Su Everyeye.it leggiamo del report:

"Al contrario, alcuni tra i principali AltCoin, come Shiba Inu e DogeCoin, hanno fatto registrare perdite nettamente più marcate, che hanno abbondantemente superato il 3% in media."

La cosa che potrebbe spingere a riflettere è la news che riguarda l'apertura di un nuovo portale che mira a incentivare la distruzione del token in questione per ragioni che ad alcuni neofiti potranno essere difficili da immaginare, ma a questo si rimedia.

In fondo parliamo di una ragione molto semplice che ci porterà anche molti vantaggi.

Chi c'è dietro Shiba Inu?

Dietro al progetto Shiba troviamo un altro sconosciuto, al pari di Satoshi Nakamoto con il Bitcoin.

Il creatore di Shiba Inu ha usato il nickname Ryoshi per identificarsi, ma oggi non si è ancora capito chi possa celarsi dietro questa identità inventata.

Ricordiamo l'articolo de Il Corriere della Sera in cui si dice espressamente che la nascita è stata più un gioco che altro:

"Shiba Inu, per essere precisi, è un meme-token nato ad agosto 2020 dal suo creatore, conosciuto semplicemente come Ryoshi, un po’ per gioco."

Basato sulla blockchain di Ethereum, sfrutta il meme di un cane per accrescere la sua community e rimanere così a galla nel mercato odierno, facendo leva sulla popolarità spinta dal suo pubblico di appassionati piuttosto che per un vero progetto alle spalle.

Oggi, però, ci stupisce come non mai la nascita di una piattaforma adibita all'eliminazione dei token nativi Shiba in virtù di un guadagno che si può ottenere completando quest'azione.

La metodologia non è ancora largamente sfruttata, ma sta prendendo sempre più piede, fomentata da chi tira le fila di queste criptovalute.

Cosa significa bruciare una criptovaluta? Ecco cosa succede a Shiba Inu!

Stiamo parlando di una pratica che può garantire vantaggi, seppur apparentemente possano non trovarsene.

Il "burning token" non è altro che la cancellazione definitiva di un token nativo che non sarà in questo modo più reperibile.

Su Investopedia ecco come viene definita in modo semplice, ma dettagliato:

""Bruciare" una criptovaluta si riferisce all'atto di inviare un token a un account che può solo riceverli. Gli indirizzi di portafoglio utilizzati per la masterizzazione di criptovaluta sono chiamati indirizzi "bruciatore" o "mangiatore"."

Quello che è successo con Shiba Inu ha dell'incredibile, perché, grazie all'idea del team di sviluppatori, ora è possibile utilizzare SHIB Burning Portal per distruggere token e guadagnare con esso, fino a ottenere una rendita passiva.

Ecco anche il Tweet ufficiale di pochi giorni fa:

In pratica i token vengono trasferiti a un indirizzo specifico fornito dal portale, ovvero un portafoglio dal quale non possono essere recuperati. Una volta che un token viene inviato a tale indirizzo non potrà più rivedere la luce.

Potrà sembrare strano, ma è presto detta la ragione di questa pratica apparentemente inutile.

I vantaggi di bruciare Shiba Inu con SHIB Burning Portal: rendita passiva in arrivo!

Servono team di sviluppatori esperti per creare realtà come le blockchain o gestirne progetti di successo che si basino su di esse, con Shiba Inu non fa differenza.

Una delle ragioni per cui si stanno bruciando i token con SHIB Burning Portal è che se ne riduce la quantità in circolazione favorendo l'aumento intrinseco del valore.

Anche Criptovaluta.it è d'accordo, identificando nell'incenerimento di Shiba Inu uno degli ultimi interessi degli investitori:

"Burn che – come è noto – è uno degli elementi di maggiore interesse per gli investitori, dato che ridurrebbe la quantità di $SHIB in circolazione, esercitando le solite pressioni rialziste che accompagnano questo tipo di eventi."

Ma non finisce qui e se analizziamo quanto detto da chi ha lanciato l'iniziativa scopriremo molto altro.

Gli utenti che decidono di bruciare i loro token SHIB ricevono un altro token chiamato burntSHIB, che paga i premi in token RYOSHI a una velocità variabile.

Gli sviluppatori continuano a confermare che lo 0,49% di tutte le transazioni RYOSHI sarà distribuito ai proprietari di token burntSHIB, creando una vera e propria rendita passiva.

Quanti Shiba hanno bruciato?

Da ottobre 2021 sono tantissimi i token Shiba Inu bruciati, ma, dopo la nascita del portale, i numeri sono stati incredibili.

Il successo del portale è fuori discussione se consideriamo che nelle prime 24h sono stati bruciati circa 8 miliardi di coin con una velocità impressionante.

Al momento attuale, poi, dopo il lancio di SHIB Burning Portal avvenuto il 23 aprile 2022, sono stati eliminati più di 20 miliardi di Shiba Inu coin che registravano un valore di quasi mezzo milione di dollari!

Se poi andiamo a guardare ancora più indietro, il CEO di Bigger Enterntainment, Steven Cooper, afferma che da ottobre 2021 sono stati "bruciati" 263 miliardi di token che corrisponderebbero a svariati milioni a cui si è scelto di dare fuoco.

La domanda di Shiba Inu d'altronde c'è, ma la quantità in circolazione è troppa per rendere possibile un aumento significativo del valore quindi questo sembra l'espediente migliore per ovviare al problema e molti sembrano condividere.

Previsioni Shiba Inu 2022 dopo il "burning token"?

Abbiamo visto che il burning token è una pratica che ha svariate ragione d'esistere e non solo per il team dietro la criptovaluta in questione.

Gli investitori, infatti, possono ottenere guadagni bruciando Shiba Inu e contemporaneamente vedere una possibilità maggiore dell'aumento del token vista la minore disponibilità sul mercato.

Attualmente, però, il prezzo di Shiba Inu oscilla intorno a $0.00002013 e sembra che non ci siano stati particolari trend rialzisti a seguito del burning di massa, ma gli esperti sono in attesa.

Come spiega FX Empire ci si potrebbe aspettare un ampio rimbalzo, specialmente ora:

"La resistenza di 0,00003$ e, ancor più, quella di 0,000033$, appare invece ancora lontana, ma nel mese di Maggio 2022 non è da escludere un rimbalzo così ampio."

Molti trader neofiti penseranno che il rimbalzo sia imminente, ma non è affatto detto, anzi potrebbe passare un altro pò di tempo ed esplodere all'improvviso. Si deve attendere.

D'altronde non dimentichiamo che il token del meme canino è stato sorprendente per il suo successo figlio del gioco, totalmente inaspettato, chissà che non ci stupisca di nuovo sfruttando le ricompense e i guadagni di quelli utenti che ne decreteranno "la fine" a ragion di profitto futuro.