La criptovaluta di Pechino metterà a rischio il dominio del dollaro Usa a livello globale? Un dominio che è sostanzialmente incontrastato dalla Seconda guerra mondiale in poi, anche per la mancanza di reali alternative (non potevano arrivare dai Paesi socialisti, non dal decaduto Impero britannico e l'euro non ha finora minimamente dimostrato di potersi candidare alla successione). Anche se il merito della creazione delle prime banconote è condiviso tra Cina, Roma e Cartagine, di certo le prime in carta sono state sviluppate proprio nell'ex Celeste Impero intorno al VII secolo. E oggi Pechino si candida a conquistare un nuovo primato, visto che la People's Bank of China (PboC) è il primo istituto centrale a livello globale ad avere avviato un progetto concreto per una sua criptovaluta. O, meglio, moneta digitale, visto che di criptato lo yuan virtuale ha ben poco, per lo meno per i suoi utenti.

La criptovaluta cinese mette in dubbio il dominio globale del dollaro?

La PboC ne ha infatti il pieno controllo, oltre a emetterlo. Il che, nota il Wall Street Journal, garantirà ulteriori strumenti a Pechino per controllare la sua economia e i suoi cittadini. Negando di fatto una delle principali attrattive che hanno fatto le fortune del settore dall'esordio del Bitcoin nel 2009: l'anonimità dell'utente. Per il resto lo yuan digitale non sarà molto diverso da Ether o dalle altre monete alternative, visto che la PboC è anche il primo istituto centrale a utilizzare una tecnologia blockchain. E anche questo contribuirà a fare dello yuan digitale, a livello internazionale, uno strumento indipendente dal sistema finanziario globale. L'esatto opposto del dollaro Usa che oggi è coinvolto in quasi il 90% delle transazioni valutarie e che rappresenta oltre il 60% delle riserve globali detenute dagli istituti centrali. Il che, ovviamente, fornisce a Washington un potere contrattuale senza pari, in difesa dei suoi interessi nazionali.

Pechino con lo yuan digitale vuole più controllo e indipendenza

Potere che sarà messo in discussione dallo yuan digitale? "Il Partito comunista cinese, ossessionato dal controllo e fortemente contrario a qualsiasi interferenza straniera nei suoi affari interni, si è reso conto che fa affidamento su un sistema di pagamenti globale che può essere sfruttato dalle agenzie di intelligence Usa e che Washington può usare per negare l'accesso alle banche cinesi al finanziamento in dollari", ha notato Diana Choyleva, chief economist di Enodo Economics, citata dal Wall Street Journal. Tuttavia anche se la Cina ha tutti gli interessi a detronizzare il dollaro Usa dal ruolo di moneta di riferimento globale è improbabile che ci possa riuscire con una divisa virtuale. "La maggior parte dei pagamenti transfrontalieri per il commercio o la finanza sono già digitali, quindi è difficile immaginare che uno yuan digitale possa avere un enorme impatto sui trasferimenti internazionali", ha sottolineato Eswar Prasad, ex rappresentante del Fondo monetario internazionale (Fmi) proprio per la Cina e professore di economia della Cornell University.

(Raffaele Rovati)